Spi Cgil Toscana: il rischio arancione rende ancora più importante piano vaccinale per over 80

Bene la strategia del piano vaccinale per gli ultra 80enni in Toscana. Adesso nessun rinvio e nessun ritardo. C’è lo impone l’aggravamento della situazione sanitaria e le sue conseguenze anche sociali. Ce lo impone la tutela della vita delle persone più fragili e vulnerabili e il rispetto di chi lavora negli ospedali a partire dalle terapie intensive
Nuove chiusure sono dietro l’angolo, lo ha ammesso anche il presidente della Regione Giani che ha dichiarato essere oggettivo il rischio per la Toscana di un ritorno in zona arancione.

L’aggravarsi del rischio dopo alcune settimane di parziale liberalizzazione rende palese a tutti che appena cala l’attenzione, in tutti i settori della società, sia nei rapporti personali che negli ambienti di lavoro pubblici o privati, e meno cogente nella testa dei più il rispetto delle norme anti pandemia, il virus si rafforza e riprende indisturbato la sua corsa lasciando dietro di se danni incalcolabili sull’economia e sulla vita delle persone.

Chi paga il maggio prezzo di questa situazione sia in termini di vite umane che di saturazione degli ospedali e delle rianimazione sono soprattutto gli anziani over 80

Il vaccino rappresenta la reale speranza perché tutto questo si fermi.

La ben avviata campagna di vaccinazione entra ora nella così detta fase 2 che vede interessati i cittadini over 80 che in toscana sono oltre 300.000 di cui oltre 40.000 con difficoltà a muoversi dal proprio domicilio.

Più che condivisibile appare la scelta della Regione di far chiamare questa fascia di cittadini direttamente dal proprio medico curante e far somministrare il vaccino negli ambulatori medici o direttamente al domicilio nei casi previsti.
Si deve fare in fretta e bene e sarebbe incomprensibile ed inaccettabile ogni tentativo di dilazione.
C’è lo impone l’aggravamento della situazione sanitaria e le sue conseguenze anche sociali.

Ce lo impone la tutela della vita delle persone più fragili e vulnerabili e il rispetto di chi lavora negli ospedali a partire dalle terapie intensive.

Lo Spi Cgil regionale Toscana si appella a tutti i soggetti coinvolti perché si rispettino i tempi annunciati dal Presidente della Regione. Ognuno nell’ambito del proprio ruolo e del numero dei vaccini a disposizione si attivi per il raggiungimenti degli obbiettivi dichiarati.

Oltre ad una adeguata formazione del personale medico ed infermieristico per la sicurezza della somministrazione dei vaccini, importante sarà una corretta informazione ai cittadini.

Il prossimo 14 febbraio sia non solo la festa dell’amore (quello del rispetto e non del possesso), ma anche l’inizio del percorso che ci porti gradualmente fuori dall’emergenza tutelando economia, la vita e la dignità delle persone anziane.

Spi Cgil Toscana

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