“Abitare le città del turismo”, il convegno Cgil-Sunia a Firenze con le proposte alla Regione

“Abitare le città del turismo”, stamani il convegno a Firenze presso l’Auditorium del Consiglio regionale. Le proposte Cgil-Sunia alla Regione per limitare gli affitti brevi: “Più poteri regolatori ai Comuni. Il Governo non fa presagire nulla di risolutivo”. L’allarme per l’emergenza abitativa

LO STUDIO DI PROGETTO FIRENZE: IL FENOMENO SI ALLARGA ALLA TOSCANA

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“Abitare le città del turismo: verso una regolamentazione degli affitti brevi in Toscana”: è l’iniziativa, organizzata da Cgil Toscana, Cgil Firenze e Sunia, che si è svolta stamani a Firenze presso l’Auditorium del Consiglio regionale.

L’OVERTOURISM E LE RICADUTE SULLE CITTA’ TOSCANE

La Toscana grazie alla ricchezza e alla bellezza diffusa di beni culturali, ambientali e paesaggistici unici al mondo è da sempre stata ambita meta di visitatori provenienti da tutti i continenti. L’avvento del turismo di massa, la crisi degli investimenti nel settore manifatturiero e dell’industria, hanno fatto sì che molti comuni della toscana, in primis le città d’arte e quelle balneari della costa, abbiano orientato le loro economie proprio sul turismo, condizionando e indirizzando pesantemente gli investimenti su iniziative immobiliari e commerciali preposte a soddisfare la domanda sempre più crescente e variegata.
La degenerazione rispetto alle finalità iniziali di consentire un’accoglienza più autentica, familiare e di integrazione a quella alberghiera offerta dalle piattaforme online come AIRBNB ha contribuito ad alimentare l’espansione abnorme dell’impiego di abitazioni per finalità extra-alberghiere, soprattutto nelle grandi aree urbane, Firenze in primis e a seguire Pisa, Siena, Lucca, Arezzo, tanto per citarne alcune.
La possibilità anche in Toscana di aprire attività ricettive in immobili, in condomini residenziali senza richiedere cambio di destinazione d’uso, solo con il semplice “obbligo” di doverne dare comunicazione, sta cambiando, in molti casi irreversibilmente, la fisionomia di interi quartieri e di paesi espellendo residenti e con essi gli utenti di molte delle attività economiche e servizi pubblici pre-esistenti e volte a soddisfare principalmente la loro domanda e bisogni.
I mancati introiti dalle tasse di soggiorno, o per la fornitura di servizi pagati a tariffe ad uso residenziale e non di impresa, sono fenomeni ben presenti nelle cronache locali e nazionali. Meno noti e tuttavia considerevoli, sono i costi che si riversano sui privati effettivamente residenti cui sempre più frequentemente capita la sventura di dover convivere in condomini in cui interi appartamenti, anche se popolati di un notevole numero di visitatori alloggiati in cumuli di camere e altrettanti bagni, devono essere considerati nella ripartizione dei costi come una qualsiasi abitazione residenziale.

I NUMERI DELL’EMERGENZA ABITATIVA IN TOSCANA

Gli aspetti negativi del fenomeno si inseriscono inoltre in un contesto già contrassegnato da decenni di difficoltà crescente per migliaia di cittadini toscani e non, nel reperire abitazioni in locazione con canoni adeguati alle loro capacità reddituali ed alle esigenze di ubicazione lavorativa e di studio Una situazione ormai esplosiva. Sono sempre di più i centri urbani della Toscana, dove trovare una casa e sostenere i costi dell’abitare è diventato proibitivo anche per famiglie ‘normali’. L’aumento dell’inflazione, dei costi di beni e servizi, delle utenze domestiche e condominiali non fanno altro che aggravare le condizioni di precarietà. I numeri lo confermano. In Toscana i nuovi provvedimenti di sfratto convalidati nel 2022 sono stati 5.978, con un +0.61% rispetto all’anno precedente, che si aggiungono ai 15.026 in attesa di esecuzione con forza pubblica. Ben 2.877 sono state le famiglie toscane messe in strada con l’intervento della forza pubblica, gran parte delle quali impossibilitate a sostenere i costi dell’abitare a causa di perdita del lavoro e diminuzione della capacità reddituale. Oltre 55mila sono le persone che hanno presentato domanda di assegnazione di una casa popolare. Di queste solo un 10% troverà soluzione nei prossimi anni in una casa pubblica.
I dati riportati sono da vero e proprio bollettino di guerra: il disagio abitativo rappresenta una componente rilevante della precarietà, infatti la casa è sempre più un acceleratore verso la povertà per famiglie di lavoratori e pensionati. La necessità di una politica sulla casa a 360 gradi, che agisca a tutti i livelli istituzionali, a livello locale e centrale, è ormai una ineludibile necessità. Il Governo, che finora non ha fatto nulla sull’emergenza abitativa (anzi, ha colpevolmente tolto il contributo affitto e azzerato il fondo per la morosità incolpevole), dovrebbe rifinanziare il Fondo di sostegno all’affitto e il Fondo per morosità incolpevole, per contribuire ad abbassare l’incidenza canone reddito delle famiglie in difficoltà; creare un piano pluriennale di aumento dell’offerta di alloggi di edilizia pubblica con finanziamenti adeguati per incrementare il patrimonio di case popolari; realizzare residenze universitarie pubbliche nell’ambito del diritto allo studio e incrementare il ‘Fondo per gli studenti fuori sede’; operare una revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso contrattazione collettiva e leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e ad aumentare l’offerta, incentivando esclusivamente il ricorso ai contratti con canone concordato per favorire le locazioni di lunga durata; prevedere una dotazione finanziaria certa e continuativa per permettere programmazione degli interventi e sostegno diretto agli inquilini in difficoltà.

LE PROPOSTE CGIL E SUNIA

CGIL e SUNIA da tempo sollecitano un intervento di revisione sulla normativa nazionale in materia di condominio, locazioni, fisco, turismo efficaci nel governare e riequilibrare il fenomeno della proliferazione incontrollata degli affitti brevi. La proposta recentemente partorita dal governo Meloni su iniziativa della Ministra Santanchè non fa presagire nulla di risolutivo. Anche per questo la CGIL e il SUNIA della Toscana, supportati dall’Associazione “Progetto Firenze” e da autorevoli contributi e pareri di operatori del diritto e di urbanistica, propongono alla Regione Toscana di intervenire, laddove possibile, senza attendere improbabili interventi legislativi nazionali dai tempi indefiniti, attraverso due proposte di modifica e integrazione alle due normative regionali in tema di turismo e governo del territorio. Già un primo riscontro positivo e attenzione alla nostra richiesta di intervenire sulla legge regionale n° 86/2016 (“Testo Unico del sistema turistico regionale”), prevedendo la facoltà di intervento da parte dei Comuni grazie alla modifica di destinazione d’uso ai fini urbanistici, lo si è registrato nelle interlocuzioni preliminari con le parti sociali, le organizzazioni di settore e con la Giunta che proprio in queste settimane sta ultimando la riscrittura di una nuova proposta di Testo unico del Turismo regionale.
Inoltre riteniamo utile intervenire anche nella modifica dell’articolo 99 della legge regionale, n° 65/2014 (“Norme per il governo del territorio”), meglio nota come Legge Marson, introducendo due sottocategorie all’interno della categoria d’uso turistico ricettiva, in modo da permettere ai Comuni di distinguere in tutto il proprio ambito territoriale e senza automatismi di passaggio, l’uso residenziale proprio da quello a fini ricettivo extra-alberghiera, qualora la locazione breve non sia saltuaria. Ambedue le proposte di modifica presentate dalla CGIL, dal SUNIA e da Progetto Firenze, consentirebbero ai Comuni di poter intervenire e regolamentare gli affitti brevi anche al di fuori di aree circoscritte come, ad esempio, le aree Unesco.

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Hanno portato i saluti: Antonio Mazzeo, Presidente Consiglio Regionale Toscana; Rossano Rossi, Segretario generale CGIL Toscana. Interventi di: Alessandro Coppola, Professore di pianificazione e politiche urbane – Politecnico di Milano, La “sregolazione” delle politiche della casa e i suoi effet-ti; Laura Grandi, Segretaria generale SUNIA Toscana, La condizione abitativa in Toscana; Grazia Galli, Associazione Progetto Firenze, L’indagine sui disagi dei residenti nei condomini turisti-ci; Francesca Artioli, Professoressa di urbanistica Université Paris Est, La regolamentazione degli af-fitti brevi nelle città europee; Bernardo Marasco, Segretario generale CGIL Firenze, Il ruolo dell’intervento pubblico contro l’espulsione della working class dalle città; Giacomo Menegus, Ricer-catore Diritto Costituzionale Università di Macerata, Il quadro normativo sugli affitti brevi e la compe-tenza di Regioni e Comuni; Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana. Coordinamento: Gessica Be-neforti, Segretaria CGIL Toscana

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