Lavoro: Orlando, una legge sulla rappresentanza è urgente. Jindal dica cosa vuol fare di Piombino

“E’ urgente nel nostro paese avere una legge sulla rappresentanza, perché altrimenti chiunque può fare un contratto nazionale di lavoro, e di solito non sono contratti che migliorano le condizioni dei lavoratori”. Lo ha affermato Andrea Orlando, ministro del Lavoro, intervenendo oggi all’Oxfam Festival in corso a Firenze. Peraltro, ha aggiunto Orlando, “c’è una questione che riguarda quelli che i contratti li vedono da lontano, quel pezzo di mondo meno sindacalizzato, quei settori che sono meno protetti, rispetto ai quali credo che il tema di un salario minimo sia assolutamente da affrontare. In questa discussione bisogna tenere conto di tutte le obiezioni. C’è una paura che questo svuoti in qualche modo il ruolo del sindacato perché depotenzia il ruolo della contrattazione, e per questo credo che si debba agganciare il salario minimo alla contrattazione”. In tale ottica, ha concluso il ministro, “abbiamo proposto alle parti sociali un’ipotesi che è quella di agganciare il salario minimo per ogni settore al trattamento economico complessivo stabilito dai contratti maggiormente rappresentativi di quel settore”. (ANSA).
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Lavoro: Orlando, dobbiamo ridurre le forme di precarietà
La risposta al problema della povertà lavorativa è “rimettere in moto il meccanismo che consenta un recupero della capacità di acquisto e salariale dei lavoratori italiani, e aprire una discussione sul tema di come ridurre le forme di precarietà del lavoro”. Lo ha affermato Andrea Orlando, ministro del Lavoro, che ha parlato a margine dell’Oxfam Festival in corso a Firenze, nel quale l’organizzazione presenterà il proprio rapporto sulla disuguaglianza nel mondo del lavoro. “Credo che questo rapporto fotografi una situazione che purtroppo segna il nostro paese da molto tempo, e alla quale è necessaria dare una risposta”, ha detto Orlando, ricordando che “come Ministero mesi fa avevamo costituito una commissione proprio su questo che aveva prodotto un rapporto con risultati analoghi, i problemi sono chiari. La difficoltà è trovare delle strade per dare delle risposte compiute su questioni su cui sto insistendo da settimane, il livello dei salari, la precarietà del lavoro e l’esigenza di costruire un modello di competizione del Paese che non sia basato solamente sul contenimento dei costi. Questa cosa diventa ancora più drammatica e cruciale in un momento in cui l’inflazione torna a crescere”. Inoltre, ha sottolineato il ministro, “dove c’è una criticità del mercato del lavoro le donne lo pagano percentualmente in modo più significativo”, per cui bisogna “investire molto sulle infrastrutture sociali: le donne lavorano di più dove ci sono gli asili, dove ci sono servizi per gli anziani, una scuola e una sanità che funziona”. (ANSA).
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Acciaio: Orlando, Jindal dica cosa vuole fare di Piombino
“La proprietà deve dire cosa vuole fare: io credo che sia urgente che sia chiamata a un confronto”. Lo ha affermato Andrea Orlando, ministro del Lavoro, a proposito degli ultimi sviluppi della vertenza delle acciaierie di Piombino, e dell’ipotesi di un disimpegno del gruppo Jsw Steel che ne è proprietario. “Non stiamo parlando di una piccola realtà aziendale – ha detto Orlando, a margine di un convegno a Firenze – stiamo parlando di un segmento molto importante, di una filiera strategica per il paese come l’acciaio, e da questo punto di vista credo che sia doveroso chiedere chiarimenti a Jindal”. (ANSA).
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