Rider, marchio etico per i diritti: campagna toscana Regione-sindacati-aziende

Delivery responsabile, nasce il marchio etico per chi tutela i diritti dei rider. Renderà riconoscibili imprese di food delivery e ordini che tutelano diritti, salute e sicurezza dei ciclo fattorini. E’ uno dei pilastri del protocollo sottoscritto da Regione Toscana con aziende e sindacati alcuni mesi fa. Al via anche una campagna di comunicazione realizzata in collaborazione con Anci Toscana. Cgil Toscana, Filt Cgil Toscana e Nidil Cgil: “Un altro passo avanti a tutela dei rider, i consumatori potranno decidere se scegliere aziende rispettose dei diritti”

 

 

Un logo stilizzato che richiama una bicicletta e il claim “Delivery responsabile!” – Regione toscana, per i diritti e la sicurezza dei rider. 
Nasce il nuovo marchio etico per rendere riconoscibili imprese di food delivery e ordini che tutelano diritti, salute e sicurezza dei ciclo fattorini. Lo avranno le imprese che hanno scelto di aderire al Protocollo sottoscritto insieme a Regione Toscana, Cgil, Cisl, Uil, e Comitato regionale consumatori utenti. Il protocollo rappresenta un’intesa complessiva ed organica per la tutela effettiva dei diritti dei rider, con l’obiettivo di tendere al loro riconoscimento come lavoratrici e lavoratori subordinati, inquadrati dentro un contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Nel protocollo, oltre al tema dell’applicazione contrattuale si definiscono indirizzi fondamentali per la tutela del lavoro dei rider per quanto riguarda informazione e formazione, salute e sicurezza sul lavoro, dignità di lavoratrici e lavoratori, divieto di ranking reputazionale e modalità di assegnazione dei turni eque e trasparenti, igiene e sicurezza alimentare, regolamentazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro e contrasto dell’intermediazione illecita.

LA NOTA DI CGIL, FILT, NIDIL

La presentazione del marchio etico per il rispetto dei diritti di lavoratori e lavoratrici del food delivery è il compimento del protocollo firmato circa un anno fa, che sanciva i diritti minimi di tutele per i ciclofattorini. La campagna che partirà, e che contribuiremo a diffondere, consentirà ai consumatori di scegliere da che parte stare, se dalla parte di chi rispetta i diritti dei rider o meno. In generale si tratta di un passo avanti nel percorso del rafforzamento delle tutele di queste tipologie di lavoro e di una sensibilità collettiva sul tema, che ha visto la Regione – con il sindacato – protagonista anche di un impegno straordinario sul fronte della tutela di salute e sicurezza di questi lavoratori. Impegno partito fin dall’emergenza pandemica e arrivato all’approvazione del documento tecnico che consentirà di orientare le attività di prevenzione e vigilanza da parte degli organi competenti.

Firmato: Cgil Toscana, Filt Cgil Toscana, Nidil Cgil

L’INTESA

Un elemento innovativo è il marchio etico, contrassegno che garantisce l’eticità dell’intero ciclo di lavoro ed il rispetto dei principi stabiliti dal protocollo che è stato presentato questa mattina insieme alla relativa campagna di comunicazione, realizzata in collaborazione con Anci Toscana, rivolta a cittadine e cittadini, imprese, agli stessi rider e a chi intende diventarlo; questa campagna vuole anche promuovere la scelta consapevole di  consumatrici e consumatori, anche grazie alla partecipazione delle associazioni dei consumatori che hanno aderito al protocollo tramite il Comitato regionale consumatori utenti. Durante la conferenza stampa sono state anche nuovamente presentate le linee guida, approvate dalla Giunta Regionale e contenute in documento tecnico, primo in Italia, che indica linee di indirizzo per i datori di lavoro e per gli enti preposti alla vigilanza, relative specificatamente  a  informazione e formazione su sicurezza e salute delle lavoratrici e dei lavoratori. “Il marchio etico che abbiamo voluto e che stamani presentiamo – ha affermato il presidente della Regione Eugenio Giani – è un elemento di garanzia per la cittadinanza, per coloro che si servono dell’opportunità del servizio di cibo a domicilio. Segnala che vi sono imprese che trattano i rider con il dovuto rispetto dei diritti dei lavoratori e accresce la fiducia verso quel servizio offerto da chi ha firmato il protocollo sottoscritto un anno fa. È un fatto molto importante perché oggi noi troviamo nella figura del rider un elemento di evoluzione del modo in cui ciascuno di noi vive un servizio come quello del cibo a domicilio ma contemporaneamente si avverte il disagio perché spesso i rider sono al centro di situazioni nelle quali c’è sfruttamento del lavoro, ci sono condizioni di grande pericolosità e si stress. Quindi il marchio etico diventa un simbolo di una società civile che vuole che il rider sia un lavoratore che ha tutti diritti e tutte le condizioni per poter svolgere in serenità il proprio lavoro”.
“I rider – ha spiegato l’assessora al lavoro e formazione Alessandra Nardini – sono diventati nel tempo il simbolo della trasformazione del mercato del lavoro, sono lavoratrici e lavoratori ad oggi privi delle necessarie tutele. Stiamo seguendo attentamente il dibattito aperto a livello nazionale ed europeo, i passi in avanti fatti ma anche le storture e le difficoltà. Come Toscana, in questi mesi, abbiamo lavorato per portare un nostro contributo e marcare una differenza netta, provando a promuove un modello di delivery responsabile ed etico; un percorso lungo che ha impegnato tutti i firmatari sulla concreta attuazione degli impegni presi con la firma del protocollo. Oggi, oltre alle linee di indirizzo su salute e sicurezza a cui ha lavorato l’assessorato alla salute, presentiamo il marchio etico. Uno strumento che sottolinea la nostra volontà di promuove acquisti informati e consapevoli delle consumatrici e dei consumatori, e valorizzare la scelta delle aziende toscana del food delivery che si sono impegnate con noi e le organizzazioni sindacali sottoscrivendo questo protocollo”.
“Abbiamo lavorato convintamente e con determinazione, nell’ambito delle competenze dell’assessorato, – ha sottolineato l’assessore al diritto allo salute Simone Bezzini – a questo percorso portato avanti dalla Regione su iniziativa della collega Nardini per promuovere le tutele su salute e sicurezza per le nuove forme di lavoro che in questa fase storica si stanno affermando e che coinvolgono tante persone. Nei mesi scorsi abbiamo elaborato le linee guida relative ai rider sulla base della nuova normativa regionale e del protocollo sottoscritto. Già ci sono stati interessamenti di diverse realtà e questo è importante perché significa che si inizia a ragionare anche su come promuovere davvero la sicurezza”.
Per Simone Gheri, direttore Anci Toscana, “La tutela della dignità del lavoro dei riders è una priorità anche per i Comuni. È inaccettabile che nelle nostre strade ogni giorno viaggino centinaia di lavoratori che spesso non vedono riconosciuti pienamente i loro diritti. Non possiamo aspettare che si verifichino tragici incidenti per occuparsi di questo tema. La campagna per il Marchio Etico è importante, perché anche i consumatori possano essere consapevoli e scegliere piattaforme che applicano pienamente i contratti e salvaguardino la sicurezza”.
Il protocollo per i diritti e le tuttele dei rider è stato sottoscritto da Regione Toscana, Cgil, Cisl e Uil, le aziende Robin Food, Tadan, Sviluppo P.G. srl (che gestisce la piattaforma e la rete Runner Pizza), La Consegna srl, Montegrappa srl, e dal Comitato regionale consumatori utenti.

Pulsante per tornare all'inizio