Decreto Sostegni bis Porti, sindacati verso lo sciopero. Scuola, quadro ancora insufficiente

Filt-Fit-Uiltrasporti: “Siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori di tutti i porti italiani, con la previsione di arrivare anche una specifica azione di protesta, affinché ci possa essere un rapido ravvedimento per portare a conclusione l’iter legislativo a favore della portualità del Paese”

“Siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori di tutti i porti del nostro Paese con la previsione di arrivare anche una specifica azione di sciopero affinché ci possa essere un rapido ravvedimento per portare a conclusione l’iter legislativo a favore della portualità del Paese”. Ad affermarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a sostegno dell’emendamento al Decreto Sostegni bis relativo alla riduzione dei canoni concessori per il 2021 e per i ristori alle imprese portuali..

“Siamo di fronte – spiegano le organizzazioni sindacali – a un’ulteriore colpo di mano che rischia di affossare l’intera economia portuale e i suoi protagonisti, lavoro e lavoratori. E’ inspiegabile  come si possa stravolgere e svuotare il risultato di un lavoro lungo e puntuale capace di dare respiro alle enormi e persistenti difficoltà derivanti dalla pandemia. Il nuovo e ingiustificato intervento della Ragioneria dello Stato, pur in costanza di avanzi di amministrazione delle Autorità di sistema portuale, rende tutto più difficile e alimenta un forte malcontento nonché tensione tra gli stessi lavoratori”.

“A questo punto – secondo le sigle di categoria -, sarebbe utile che le stesse imprese portuali facessero sentire il loro malcontento e si schierassero a sostegno della nostra mobilitazione. La portualità non si rilancia solo con l’implementazione delle infrastrutture e la revisione della governance, ma occorre soprattutto avviare una politica industriale del sistema portuale per renderlo competitivo con quelli dei paesi concorrenti. In sintesi, il Pnrr da solo non basta, ma occorre agire su tutti gli errori compiuti in passato che hanno portato l’Italia in posizione di svantaggio rispetto agli altri paesi europei”.
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Cgil e Flc, quadro migliorato ma largamente insufficiente

Per Gianna Fracassi, Cgil e Francesco Sinopoli, Flc: “Mancano all’appello le stabilizzazioni dei precari, facenti funzione e mobilità. Urgente l’apertura di un tavolo di confronto tra Ministero dell’Istruzione e sindacati”

L’attività parlamentare che porterà all’approvazione del Decreto Legge Sostegni bis prosegue, in Commissione sono stati approvati gli emendamenti al testo, ancora non si conoscono nel dettaglio, dalle anticipazioni circolate emerge un quadro a più facce. I parlamentari hanno fatto proprie alcune proposte avanzate dal sindacato in sede di audizione, ma nel complesso ancora non si è raggiunta la sufficienza.

Secondo la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi e il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli: “Emergono importanti elementi innovativi, molti proposti dalla Flc e della Cgil”.

“Abbiamo appreso – sottolineano Fracassi e Sinopoli – che è stata eliminata la norma di non ripetibilità del concorso in caso di bocciatura. Una proposta che si scontrava anche con dei presupposti di incostituzionalità, e soprattutto si sta provvedendo ad eliminare il vincolo del servizio per assumere gli specializzati nel sostegno oggi presenti nelle GPS di prima fascia. Questi due punti sono stati fortemente caldeggiati dal nostro sindacato e dalla stessa Confederazione”.

Per i due dirigenti sindacali “bisognerà tuttavia lavorare per correggere alcune posizioni che replicano errori del passato: si prevede una ripetizione di un concorso straordinario già entro la fine dell’anno, ma con le stesse modalità delle prove dei concorsi STEM che si stanno dimostrando inadeguate; si pensa di risolvere il tema delle assunzioni dei docenti con tre annualità istituendo per loro una riserva del 30% dei posti definiti nei concorsi ordinari; positiva la previsione di mantenere l’organico straordinario (cosiddetto organico Covid), ma ripetendo gli errori del passato, ossia organico temporaneo su richiesta degli USR che ne gestiscono l’attivazione dei posti”.

“Questa vicenda è la rappresentazione più evidente – proseguono Fracassi e Sinopoli – che l’assenza del confronto sindacati e Ministero dell’Istruzione, nonostante la chiarezza e gli impegni contenuti nel Patto sulla scuola sottoscritto il 20 maggio scorso, non porta all’efficacia delle misure utili ad una ripartenza della scuola con tutto il personale stabile al primo settembre”. “Per questa ragione – concludono la vicesegretaria generale della Cgil e il segretario generale della Flc – diventa sempre più urgente l’apertura dei tavoli di confronto tra Ministero dell’Istruzione e sindacati come da impegni del Governo”.

 

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