Covid: Cittadinanzattiva, boom criticità segnalate in Rsa, al primo posto annullamento visite prenotate

C’è soprattutto il problema della mancata o ritardata riapertura delle attività ambulatoriali chiuse durante il lockdown e del conseguente allungamento delle liste d’attesa tra i principali problemi riferiti dai cittadini e relativi al periodo della pandemia. Ma a preoccupare è anche un vero e proprio boom di criticità relative alle residenze per anziani. È quanto emerge dall’analisi delle quasi 9.000 segnalazioni in tema Covid arrivate a Cittadinanzattiva da febbraio a settembre 2020 e analizzate in un focus all’interno della 23/ma edizione del rapporto Pit Salute, presentato oggi.
I disagi maggiormente segnalati dai cittadini durante l’emergenza Covid-19, e pari a circa il 70% del totale, riguardano l’annullamento di visite mediche ed esami diagnostici già prenotati prima che esplodesse la pandemia, tra cui anche la cancellazioni di ecografie e di prestazioni per i malati oncologici, e la difficoltà o l’impossibilità di prenotare nuove visite ed esami, a causa del blocco delle liste d’attesa. Al secondo posto per numero di segnalazioni, con il 14% del totale, vi sono le criticità riscontrate nell’assistenza territoriale. In questo ambito quasi la metà delle segnalazioni si riferisce alle strutture residenziali (42,8%). “Un dato tutt’altro che sorprendente, – si legge – in quanto rispecchia le criticità drammaticamente esplose nei mesi scorsi in queste strutture: sussiste, infatti, una netta differenza con il dato relativo all’anno precedente, quando le segnalazioni su queste strutture avevano rappresentato il 7,5% nell’ambito dell’assistenza territoriale, figurando al quarto posto”. “Sembra esserci un unico fil rouge – commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – che lega le segnalazioni degli anni pre-Covid e quelle dell’ultimo anno. Questo conferma l’urgenza di interventi rapidi ed immediati per arginare le tante emergenze nell’emergenza che stanno esplodendo in questi mesi, come le mancate diagnosi di tumori o la discontinuità delle cure per i pazienti cronici”. (ANSA).

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