Coronavirus: Toscana 1.000 nuovi positivi, 22 i decessi Nuovi estati positivo 13%

In Toscana sono 165.451 i casi di positività al Coronavirus, 1.000 in più rispetto a ieri (989 confermati con tampone molecolare e 11 da test rapido antigenico). I nuovi casi sono lo 0,6% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 138.712 (83,8% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 11.098 tamponi molecolari e 1.911 tamponi antigenici rapidi, di questi il 7,7% è risultato positivo. Sono invece 7.683 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 13% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 21.923, +2,4% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.376 (68 in più rispetto a ieri), di cui 202 in terapia intensiva (3 in più).  Si registrano 22 nuovi decessi: 15 uomini e 7 donne, con un’età media di 79,3 anni.
L’età media dei 1.000 nuovi positivi odierni è di 44 anni circa (il 19% ha meno di 20 anni, il 23% tra 20 e 39 anni, il 31% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, l’8% ha 80 anni o più).
Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (989 confermati con tampone molecolare e 11 da test rapido antigenico). Sono 44.898 i casi complessivi ad oggi a Firenze (190 in più rispetto a ieri), 13.977 a Prato (96 in più), 15.496 a Pistoia (119 in più), 10.233 a Massa (65 in più), 17.102 a Lucca (122 in più), 21.115 a Pisa (149 in più), 12.572 a Livorno (90 in più), 15.100 ad Arezzo (86 in più), 8.888 a Siena (61 in più), 5.515 a Grosseto (22 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.
Sono 435 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 396 nella Nord Ovest, 169 nella Sud est.
La Toscana si trova al 13° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 4.444 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 5.092, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 5.414 casi per 100 mila abitanti, Pistoia con 5.288, Massa Carrara con 5.277, la più bassa Grosseto con 2.498.
Complessivamente, 20.547 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (442 in più rispetto a ieri, più 2,2%).
Sono 39.149 (33 in meno rispetto a ieri, meno 0,1%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 14.723, Nord Ovest 15.435, Sud Est 8.991).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 1.376 (68 in più rispetto a ieri, più 5,2%), 202 in terapia intensiva (3 in più rispetto a ieri, più 1,5%).
Le persone complessivamente guarite sono 138.712 (468 in più rispetto a ieri, più 0,3%): 0 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 138.712 (468 in più rispetto a ieri, più 0,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 6 a Firenze, 1 a Prato, 4 a Pistoia, 3 a Massa Carrara, 3 a Lucca, 1 a Pisa, 1 a Arezzo, 3 a Siena.
Sono 4.816 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 1.606 a Firenze, 334 a Prato, 371 a Pistoia, 466 a Massa Carrara, 458 a Lucca, 553 a Pisa, 339 a Livorno, 307 ad Arezzo, 201 a Siena, 114 a Grosseto, 67 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.
La campagna vaccinale
Si è avviata dal 27 dicembre 2020 la campagna vaccinale anti-Covid. Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 376.473 vaccinazioni, 5.886 in più rispetto a ieri (+1,6%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. La Toscana è la 4° regione per % di dosi somministrate su quelle consegnate (il 91,4% delle 412.040 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 10.113 per 100mila abitanti (media italiana: 8.993 per 100mila).
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Toscana, chiusure di nidi e scuole in zona rossa, ecco come funziona
A seguito delle decisioni prese venerdì scorso nell’ambito del Ceps – il comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica – nel fine settimana le scuole dei Comuni in zona rossa e di quelli per i quali, pur non in zona rossa, è stata comunque disposta la chiusura di nidi e scuole, si sono attivate per garantire attività in presenza a favore delle alunne e degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, nonché quando sia necessario l’uso di laboratori.
Il decreto varato dal presidente del consiglio il 2 marzo scorso dispone infatti che in queste aree sono sospese le attività dei servizi educativi per la prima infanzia (nidi d’infanzia e altri servizi 0-3), mentre le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado (dalla scuola dell’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado) si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.
Resta però salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori (per le scuole) o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica delle alunne e degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali (per i servizi educativi per la prima infanzia e per le scuole di ogni ordine e grado).
Non sono invece previste deroghe per attività a favore dei figli di lavoratrici e lavoratori dei cosiddetti servizi essenziali, un punto sul quale nei giorni scorsi era emersa la necessità di un chiarimento.
L’assenza di un fondamento giuridico chiaro su questo punto, visto che il Dpcm non fornisce indicazioni sull’eventuale deroga (per la quale, peraltro, non è mai intervenuta una disposizione che definisca quali sono i servizi essenziali), ha indotto l’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini, anche in qualità di coordinatrice della IX Commissione della Conferenza delle Regioni, a chiedere chiarimenti urgenti al ministero dell’Istruzione, che oggi ha chiarito che le deroghe sono solo quelle per l’uso di laboratori e per studenti disabili o con bisogni educativi speciali.
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ITALIA
Covid: Italia supera i 100mila morti  318 le vittime nelle ultime 24 ore
L’Italia supera la soglia delle 100mila vittime per Covid. A poco più di un anno dalla morte di Antonio Trevisan, il 78enne di Vo’ Euganeo prima vittima del virus nel nostro paese, il totale delle persone uccise dal virus ha raggiunto le 100.103. Nelle ultime 24 ore l’incremento è di 318 (ANSA).
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Covid: 13.902 i positivi in 24 ore Tasso positività 7.5% (ieri 7.6%)
Sono 13.902 i test positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 3.081.368. Ieri i contagi sono stati 20.765.
Ad oggi in Italia ci sono 472.533 attualmente positivi, in calo di 329 rispetto alla giornata di ieri. I guariti e i dimessi dall’inizio dell’emergenza sono invece 2.508.732, con un incremento di 13.893 nelle ultime 24 ore.
Sono 184.684 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 271.336. Il tasso di positività è stabile al 7,5% (ieri era del 7,6%).
Sono 2.700 i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia, 95 in più rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 231 (ieri erano 161). Nei reparti ordinari ci sono invece 21.831 persone, in aumento di 687 unità rispetto a ieri. (ANSA).

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Covid: sintomi bimbi, più mal di testa e meno tosse o febbre Studio Gb, con variante inglese meno perdita gusto e olfatto
Meno sintomi di febbre, tosse e perdita di appetito e invece più mal di testa nei bambini e ragazzi tra i 5 e 17 anni che si ammalano di Covid-19, rispetto agli adulti. Lo ha verificato lo studio React-1 dell’Imperial College di Londra, in via di pubblicazione sul British Medical Journal, condotto su oltre un milione di persone nel Regno Unito. L’indagine ha visto lo svolgimento di oltre 150.000 tamponi al mese, da giugno a gennaio scorso, e ha permesso di verificare come i sintomi varino parecchio con l’età. Negli adulti tra i 18 e 54 anni sono più frequenti dolori muscolari e perdita di appetito. I brividi sono presenti invece in tutte le età. Lo studio ha anche verificato che circa il 60% dei positivi al virus non aveva riportato alcun sintomo nella settimana precedente al tampone. L’analisi fatta dopo lo studio sierologico della UK Biobank SARS-CoV-2 Serology ha mostrato che circa 1 persona su 4, con tracce di un’infezione passata da Covid-19, era completamente asintomatica, mentre il 40% non aveva da 1 a 3 dei sintomi classici usati per la diagnosi del Covid (febbre, tosse, perdita di gusto o olfatto). “Questi nuovi risultati – commenta Paul Elliott, direttore del programma React – indicano che molte persone con Covid non verranno mai testate, e quindi non stanno in isolamento, perchè i loro sintomi non rientrano tra quelli usati per identificare gli infetti”.
I ricercatori hanno cercato anche dei sintomi associati alla variante inglese, più contagiosa, responsabile di oltre l’80% dei casi di gennaio nel Regno Unito rispetto al 16% di quelli rilevati a metà novembre. In questo lasso di tempo hanno visto che chi aveva contratto il virus con la variante inglese riportava di meno la perdita o cambiamenti in gusto o olfatto, mentre più spesso aveva tosse. Secondo lo studio, si potrebbero rilevare più casi di Covid aggiungendo ai criteri di diagnosi anche brividi, mal di testa, perdita di appetito e dolori muscolari. (ANSA).

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