Parità di genere, lavoro, salute, IA e diritti: a Empoli l’assemblea delle delegate e attiviste Cgil Toscana. “I temi della parità riguardano tutti e tutte. Serve unire le nostre lotte e mettere al centro cura, persone e differenze”
Lavoro, salute e sicurezza, città, intelligenza artificiale, cultura paritaria, contrasto agli stereotipi e alle disuguaglianze: sono stati questi i temi al centro dell’Assemblea delle delegate e delle attiviste della Cgil Toscana, che si è svolta oggi a Empoli, in via dei Neri 5, come tappa del percorso verso l’Assemblea nazionale Cgil “Belle Ciao 2026”.
Una giornata di confronto, partecipazione e approfondimento che ha raccolto e restituito il lavoro sviluppato negli ultimi mesi dal laboratorio della Cgil Toscana, con l’obiettivo di trasformare esperienze, analisi e proposte in pratiche capaci di incidere nell’azione sindacale, nei luoghi di lavoro e nella società. Al centro, la necessità di contrastare le disuguaglianze di genere e di costruire una società realmente paritaria.
Dopo i saluti del segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi e l’introduzione della segretaria regionale Gessica Beneforti, la mattinata è stata dedicata alla restituzione dei gruppi di lavoro attraverso quattro talk: “Salute di genere – Salute e sicurezza sul lavoro”, “Contrattazione di genere – progettare le città”, “Digitalizzazione – IA” e “Cultura Paritaria”.
Ai confronti hanno partecipato, tra le altre, rappresentanti della Cgil e dello Spi, della Regione Toscana, del mondo associativo e dell’informazione, tra cui le assessore regionali Mia Diop e Cristina Manetti, Monica Marini, Patrizia Fistesmaire, Allegra Stagi, Noemi Porcu e Isabella Mancini. Nel pomeriggio spazio invece alla discussione aperta “Progettare un’organizzazione paritaria”, con Claudia Carlino, segretaria Spi Cgil nazionale, e Lara Ghiglione, segretaria Cgil nazionale, coordinata dall’attrice e attivista Daniela Morozzi.
«I temi della parità di genere riguardano tutti e tutte, non riguardano solo le donne – ha detto Gessica Beneforti della Cgil Toscana –. Abbiamo bisogno di un’intersezionalità delle nostre lotte, perché oggi assistiamo a un sistema, a un ordine, l’ordine patriarcale, il sistema economico-sociale capitalista della rendita, che opprime tutte le differenze. Vediamo quello che sta succedendo e tutti i fatti, tutte le notizie che ci sconvolgono lì per lì: bisogna provare a unirle per provare anche a unire le nostre lotte verso un ordine diverso. Dobbiamo provare a smantellare questi paradigmi per ritrovare nuovi paradigmi che abbiano a fondamento il paradigma della cura, la centralità della persona e la valorizzazione di tutte le differenze, che sono la grande ricchezza che come umanità abbiamo».