Scuola, Flc Cgil Grosseto: “Sul sostegno il precariato raggiunge il 62%: un esercito di 563 supplenti”

Se nel personale Ata in provincia si registra un precariato dilagante, l’apice dell’emergenza in provincia di Grosseto si raggiunge anche quest’anno sui docenti di sostegno. Per l’anno scolastico 2026/27 sono ben 563 i posti in deroga che verranno affidati a supplenti.

Questo il quadro complessivo delineato per la provincia di Grosseto, suddiviso per ordine e grado:

● 42,5 posti alla scuola dell’infanzia;
● 186,5 posti alla scuola primaria;
● 114 posti alla scuola secondaria di primo grado;
● 220 posti alla scuola superiore.

Numeri che si traducono in una percentuale media di insegnanti di sostegno precari pari al 62%, con un picco critico che arriva a toccare il 66% per le scuole superiori.

Dietro a queste percentuali si nasconde un vero e proprio esercito di insegnanti: si tratta di laureati, per la maggior parte già pienamente abilitati e che quindi si sono formati a fronte di investimenti ingenti in termini di tempo, energie e risorse economiche. Professionisti che da molti anni (alcuni superando persino i 10 anni di servizio) vivono l’estate facendo i conti con le ristrettezze della NASPI e affrontano il nuovo anno scolastico nella totale incertezza del proprio futuro.

La situazione risulta particolarmente paradossale se si analizza il comparto della scuola secondaria nel territorio maremmano, dove si registra un numero di docenti abilitati decisamente più alto rispetto ai posti effettivamente disponibili:

● Scuola secondaria di primo grado: 141 docenti abilitati per soli 114 posti;
● Scuola superiore (secondo grado): addirittura 422 candidati abilitati su 220 posti disponibili.

«Questi dati fotografano un sistema che si regge strutturalmente sulla precarietà e sul sacrificio dei lavoratori – dichiara Alessandra Vegni, segretaria della FLC CGIL di Grosseto – Raggiungere una media del 62% di docenti precari sul sostegno significa scommettere sul diritto alla continuità didattica per gli alunni più fragili e, contemporaneamente, mortificare un’intera categoria di professionisti».

«Non è accettabile che chi garantisce il funzionamento dell’inclusione scolastica da oltre dieci anni sia condannato all’eterna giostra delle supplenze e ai mesi estivi in disoccupazione – conclude Vegni – È una situazione ormai insostenibile per la quale continuiamo a chiedere risposte certe e investimenti strutturali, oltre ad appoggiare i lavoratori in tutti quei ricorsi che chiedono e spesso ottengono il riconoscimento di eguali diritti dei docenti di ruolo».

Pulsante per tornare all'inizio