Tpl senese, i sindacati denunciano carenze di personale strutturali

Trasporto Pubblico Locale senese: la carenza di personale è
diventata strutturale. Servono assunzioni, programmazione e
responsabilità.

Alle Istituzioni competenti, all’Azienda e alla cittadinanza
Le Organizzazioni Sindacali denunciano con forza una situazione che da troppo tempo
compromette il regolare funzionamento del Trasporto Pubblico Locale senese e che, nonostante le
ripetute segnalazioni, continua a non ricevere risposte concrete e adeguate.
La carenza di personale non può più essere considerata un’emergenza temporanea: è ormai una
condizione strutturale che mette a rischio la qualità del servizio, la sicurezza organizzativa e le
condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.
Gli organici insufficienti producono ogni giorno conseguenze pesanti: corse soppresse, ritardi,
difficoltà nella programmazione dei turni e una crescente pressione sul personale in servizio.
Gli autisti sono chiamati a sostenere turni sempre più gravosi, difficilmente conciliabili con il diritto
al riposo, alla salute e alla vita privata e familiare. Nonostante ciò, continuano a garantire con
professionalità, senso di responsabilità e spirito di servizio un’attività essenziale per la collettività,
operando in un contesto caratterizzato da organici insufficienti e da una pressione organizzativa
sempre maggiore.
È necessario ribadire con assoluta chiarezza che la carenza di personale, le corse soppresse, i ritardi
e i disservizi non sono imputabili agli autisti. Al contrario, è proprio grazie al loro impegno
quotidiano che il sistema continua ancora oggi a garantire un servizio alla cittadinanza, nonostante
condizioni operative sempre più difficili.
Non è più accettabile che il personale continui a sopperire alle conseguenze di una programmazione
insufficiente e di politiche di reclutamento inadeguate. Il ricorso sistematico al lavoro straordinario
e a turnazioni sempre più pesanti non rappresenta una soluzione, ma certifica una gestione che negli
anni non ha saputo programmare il necessario ricambio generazionale.
Le Organizzazioni Sindacali avevano già segnalato da tempo il rischio di arrivare a questa
situazione. La crisi attuale non è imprevedibile, ma la conseguenza di scelte che hanno sottovalutato
la necessità di rafforzare gli organici e rendere il settore maggiormente attrattivo.
Ci chiediamo se il management aziendale e i dirigenti responsabili siano pienamente consapevoli
della gravità della situazione che interessa il territorio senese. Se ne sono a conoscenza, è legittimo
domandarsi perché non siano stati adottati tempestivamente interventi concreti per affrontare una
criticità ampiamente annunciata. Se invece tale situazione non fosse stata adeguatamente compresa,
ciò rappresenterebbe un’ulteriore ragione di preoccupazione.
In entrambi i casi è arrivato il momento che chi ha responsabilità gestionali e organizzative se le
assuma fino in fondo, senza continuare a scaricare il peso delle inefficienze sui lavoratori e sui
cittadini.
Le Organizzazioni Sindacali respingono con fermezza qualsiasi tentativo di attribuire ai lavoratori
responsabilità che appartengono esclusivamente alla mancata programmazione degli organici e
all’assenza di un adeguato piano di assunzioni.
Isola d’Arbia: una soluzione tampone che rischia di peggiorare
l’organizzazione del lavoro
A questo quadro già critico si aggiunge la scelta di attivare il deposito di Isola d’Arbia, indicata
come risposta alle attuali difficoltà organizzative.
Le Organizzazioni Sindacali ritengono che tale intervento, in assenza di un contestuale e
significativo aumento degli organici, rappresenti un semplice palliativo e non una soluzione
strutturale ai problemi del Trasporto Pubblico Locale senese.
Un nuovo assetto logistico, senza un adeguato numero di lavoratori, non risolve la mancanza di
personale. Al contrario, rischia di determinare un ulteriore peggioramento dell’organizzazione del
lavoro, con turni più pesanti, maggiori tempi di trasferimento dei mezzi e del personale, aumento
dei tempi complessivi di servizio e ulteriori sacrifici richiesti alle lavoratrici e ai lavoratori.
Non è attraverso una diversa distribuzione dei servizi che si può affrontare una crisi strutturale di
personale. Senza nuove assunzioni, ogni soluzione rischia soltanto di spostare il problema e
aggravare condizioni di lavoro già fortemente compromesse.
Il subappalto non è la soluzione alla crisi degli organici
Le Organizzazioni Sindacali esprimono inoltre una forte contrarietà rispetto all’ipotesi che il ricorso
sempre più esteso al subappalto possa essere utilizzato come risposta ordinaria alla carenza di
personale.
Affidare quote crescenti del servizio a soggetti esterni non rappresenta una soluzione strutturale, ma
rischia di determinare un progressivo indebolimento del servizio pubblico e della capacità aziendale
di garantire direttamente qualità, sicurezza e continuità del trasporto.
Il Trasporto Pubblico Locale senese, per anni, ha rappresentato un fiore all’occhiello della
comunità senese un servizio riconosciuto per professionalità, affidabilità e capacità di garantire
collegamenti essenziali per cittadini, studenti e lavoratori. Proprio per questo non può essere
accettato un progressivo impoverimento di un patrimonio costruito nel tempo grazie all’impegno
quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il problema del personale non viene risolto trasferendo il servizio all’esterno. Le difficoltà nel
reperimento degli autisti riguardano l’intero settore e coinvolgono anche le aziende chiamate a
operare in subappalto. Si rischia quindi semplicemente di spostare la criticità senza affrontarne la
causa principale: l’assenza di una politica seria di assunzioni, programmazione e valorizzazione del
lavoro.
Il subappalto rischia inoltre di produrre una maggiore frammentazione organizzativa, con possibili
ripercussioni sul coordinamento del servizio, sulla conoscenza del territorio e sulla qualità
complessiva dell’offerta ai cittadini.
Il Trasporto Pubblico Locale deve essere rafforzato attraverso investimenti, assunzioni e
valorizzazione delle professionalità interne, non attraverso una progressiva esternalizzazione delle
attività.
Officine sotto organico e difficoltà nella manutenzione dei
mezzi
La carenza di personale non riguarda soltanto il personale viaggiante. Anche le officine operano da
tempo con organici insufficienti, con conseguenze dirette sulle attività di manutenzione e
riparazione dei mezzi.
La mancanza di personale tecnico specializzato determina ritardi negli interventi manutentivi e nella
rimessa in servizio degli autobus, riducendo il numero dei mezzi disponibili e aggravando
ulteriormente le difficoltà operative.
Un’officina sotto organico significa autobus fermi più a lungo, maggiori criticità nella gestione
quotidiana del servizio e ulteriori disagi per l’utenza. Anche su questo fronte è indispensabile un
piano straordinario di assunzioni e il rafforzamento stabile del personale tecnico.
Settembre e il rischio per il servizio scolastico
A destare la massima preoccupazione è l’imminente avvio del servizio scolastico previsto per il
mese di settembre.
Alla luce della situazione attuale, appare irrealistico pensare che una criticità strutturale maturata
negli anni possa essere risolta nel giro di poche settimane.
Il rischio concreto è che, con la riapertura delle scuole, il Trasporto Pubblico Locale possa non
essere in grado di garantire regolarmente un numero significativo di corse, con conseguenze pesanti
per studenti, famiglie e lavoratori.
Le eventuali soppressioni di corse scolastiche rappresenterebbero una limitazione concreta al diritto
allo studio e alla mobilità, soprattutto per gli studenti che vivono nelle aree periferiche e nei piccoli
comuni della provincia e che spesso hanno nel trasporto pubblico l’unico collegamento con gli
istituti scolastici.
Non è accettabile che ancora una volta siano cittadini e lavoratori a pagare il prezzo di una mancata
programmazione degli organici.
Le richieste delle Organizzazioni Sindacali
Per queste ragioni chiediamo con forza all’Azienda di:
• avviare immediatamente un piano straordinario di assunzioni;
• adottare misure concrete per trattenere il personale e rendere l’azienda maggiormente
attrattiva;
• rafforzare stabilmente gli organici del personale viaggiante e del personale di officina;
• assumere manutentori e tecnici specializzati per garantire adeguati tempi di manutenzione e
riparazione dei mezzi;
• riorganizzare i turni nel pieno rispetto della normativa vigente, della sicurezza e della dignità
delle lavoratrici e dei lavoratori;
• evitare che il subappalto venga utilizzato come risposta ordinaria alla carenza di personale;
• garantire che ogni scelta organizzativa, compresa l’attivazione del deposito di Isola d’Arbia,
sia accompagnata da risorse e organici adeguati.
Alle Istituzioni chiediamo di esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza,
garantendo le risorse necessarie e pretendendo un piano industriale e occupazionale credibile,
capace di assicurare continuità, qualità ed efficienza al servizio pubblico.
Il Trasporto Pubblico Locale non può continuare a sopravvivere esclusivamente grazie al senso del
dovere delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori.
Il territorio senese merita un servizio pubblico efficiente, sicuro e affidabile. I lavoratori meritano
rispetto, investimenti e condizioni di lavoro dignitose. I cittadini meritano risposte concrete e non
soluzioni temporanee destinate soltanto a rinviare i problemi.
Il tempo delle giustificazioni è finito. È arrivato il momento delle responsabilità e delle scelte.
Le Organizzazioni Sindacali continueranno a difendere con determinazione i diritti delle lavoratrici
e dei lavoratori e a promuovere ogni iniziativa utile affinché vengano ripristinate condizioni di
lavoro dignitose e garantito ai cittadini un servizio pubblico all’altezza delle esigenze del territorio
senese.
I lavoratori hanno già fatto la loro parte. Ora tocca a chi ha responsabilità aziendali e
istituzionali fare la propria.

Le Segreterie Provinciali senesi
FILT CGIL – FIT CISL – UILTRASPORTI – FAISA CISAL

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