Ieri Dumarey (automotive) ha comunicato il proprio rifiuto alla proposta, avanzata lunedì scorso dal Ministero e sindacati nell’ultima seduta del tavolo nazionale al Mimit a Roma, di sospendere i licenziamenti annunciati e di ritrovarsi a settembre per riprendere la discussione sui livelli occupazionali dietro la presentazione di un piano industriale.
Di fronte al no di Dumarey, i lavoratori oggi hanno scioperato ed effettuato un presidio davanti allo stabilimento di Fauglia (Pi), annunciando, assieme a Fim e Fiom, l’avvio di una fase di dura mobilitazione. Domani venerdì 31 luglio nuovo sciopero Fim-Fiom di otto ore (con cui si supereranno le 50 ore di sciopero nell’ultimo mese), con presidio a Pisa dalle 9 davanti al Comune in piazza XX settembre e a seguire corteo fino alla Prefettura.
La dichiarazione di Daniele Calosi (segretario generale Fiom Cgil Toscana) e Angelo Capone (segretario generale Fiom Cgil Pisa):
“La scelta di Dumarey è un atto di arroganza e di prepotenza nei confronti dei lavoratori, delle istituzioni e del territorio. Parliamo di un’azienda che in questi anni ha beneficiato di importanti risorse pubbliche, anche per lo sviluppo di progetti innovativi, e che oggi restituisce a un territorio soltanto licenziamenti e chiusura a qualsiasi confronto.
La richiesta avanzata dal Ministero era di semplice buon senso: sospendere i licenziamenti, rispettare gli impegni già assunti in Regione Toscana e aprire a settembre un confronto sul piano industriale e sul futuro dello stabilimento. Una proposta responsabile, accolta dalle organizzazioni sindacali, ma respinta senza alcuna disponibilità dall’azienda.
La disdetta dei contratti dei lavoratori in staff leasing significa non solo colpire 35 persone e le loro famiglie, ma alimentare il timore che questo sia il preludio a una crisi ben più ampia. Il settore dell’automotive sta attraversando una fase estremamente delicata e temiamo che questa scelta possa rappresentare il primo passo verso una pesante ristrutturazione del sito toscano. Sarebbe un colpo durissimo per un territorio in cui lo stabilimento di Fauglia rappresenta un presidio industriale strategico e occupa oltre 800 lavoratrici e lavoratori.
Per questo la mobilitazione continuerà: non lasceremo soli i lavoratori e continueremo a chiedere il rispetto degli accordi sottoscritti, un vero piano industriale e garanzie occupazionali per il futuro dello stabilimento e dell’intero comparto”