Moda, allarme di Filctem Cgil Prato: “Si rischia un nuovo scudo per i committenti”

«Esprimiamo la nostra contrarietà, come ha già fatto la Filctem nazionale al recente Tavolo della moda al Mimit, a qualsiasi modifica dell’articolo 34 del Codice antimafia che possa indebolire il sistema di prevenzione», è quanto scrive Filctem Cgil Prato Pistoia, che aggiunge: «La competitività del Made in Italy non si costruisce riducendo le responsabilità, ma rafforzando la legalità, la trasparenza delle filiere, i controlli e la tutela del lavoro regolare».
Per Filctem Cgil Prato Pistoia: «Legalità, trasparenza della filiera e piena responsabilità dei committenti non possono essere indebolite».
«L’importante risultato – è scritto ancora nel comunicato – della vertenza Pelletteria Serena, che ha visto la Filctem Cgil Prato Pistoia al fianco di tre lavoratori sfruttati, dimostra concretamente quanto sia essenziale mantenere strumenti efficaci di controllo e di intervento lungo tutta la filiera. Se fossero state introdotte norme di deresponsabilizzazione dei committenti o forme di “scudo” tali da limitare gli strumenti previsti dal Codice antimafia, situazioni come quella emersa avrebbero rischiato di non essere affrontate con la stessa efficacia».
«La crisi della moda – conclude Filctem Cgil Prato Pistoia – si supera investendo su qualità, occupazione e legalità: sono questi gli elementi che difendono davvero i lavoratori, le imprese sane ed il valore del Made in Italy».

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