La recente conferma della Corte di Cassazione mette finalmente fine alla lunghissima vicenda processuale sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Un tragedia provocata da una serie di circostanze che ebbero comunque come causa principale una strategia politica ed economica generata dallo spacchettamento dell’azienda F.S., dalla privatizzazione e dai tagli sul personale e sulla sicurezza. Una strage che provocò 32 vittime, oltre un centinaio di feriti: lutti e sofferenze che nessuna sentenza potrà cancellare.
Eppure questa è una sentenza storica, come giustamente affermano i parenti delle vittime, che condanna un amministratore delegato per le sue responsabilità apicali e che riconosce quelle di tutti i soggetti coinvolti, anche di chi sembrava intoccabile. E evidentemente c’è chi ha continuato a credersi intoccabile, se guardiamo alle reazioni per la condanna definitiva a cinque anni di Mauro Moretti, ex Amministratore Delegato di F.S. e poi di Leonardo, che ha visto spalancarsi le porte del carcere. Moretti, che tra l’altro ci risulta non avere mai proferito una parola di scuse nei confronti dei parenti delle vittime e di quanti hanno sofferto per questa vicenda, sembra che si sia lamentato perché a suo dire questa sentenza metterebbe in pericolo tutti i manager, mentre la sua avvocata Ambra Giovene si è dichiarata indignata dalla condanna che sarebbe profondamente ingiusta, così come è stato affermato anche dai soliti commentatori sulla stampa. Una sentenza che invece, lo ricordiamo, è scaturita da una infinità di gradi di giudizio: da quello di primo grado del Tribunale di Lucca (2017), con in mezzo tre appelli, fino all’attuale terzo passaggio in Corte di Cassazione (giugno 2026). Tutto questo mentre, come rileva sul quotidiano “Il Manifesto” Dante De Angelis (già macchinista RLS di Trenitalia), gli altri condannati, con maggiore umiltà e moderazione non hanno reagito in modo così aggressivo nei confronti della sentenza. Ma tant’è, come si dice, il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Come detto questa è una sentenza importante che, dal punto di vista giuridico, mette un punto fermo a questa infinita vicenda processuale. Invece, dal punto di vista del servizio ferroviario, da parte di F.S. e del Ministero dei Trasporti il ricorso a tagli e riorganizzazioni sbagliate non è mai stato abbandonato, come dimostrato anche dal tentativo di spacchettamento nelle gare per l’affidamento Intercity. Tagli e riorganizzazioni sbagliate che, lo diciamo chiaramente, deve invece essere contrastato da tutti quelli che hanno a cuore un servizio di trasporto pubblico, efficiente e sicuro.
FILT-CGIL LUCCA