Indire, martedì 30 giugno sciopero e presidio a Firenze (ore 10-11, davanti alla sede in via Lombroso). La Flc Cgil: “La situazione è ormai insostenibile. Da troppo tempo alle richieste dei lavoratori rispondono soltanto promesse mai mantenute”
La FLC CGIL ha proclamato per martedì 30 giugno 2026 uno sciopero nazionale del personale dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), in programma dalle ore 10.00 alle ore 11.00. In concomitanza con lo sciopero, il personale della sede fiorentina terrà un presidio davanti all’ingresso dell’INDIRE, in via Lombroso 6/13, a Firenze, nello stesso orario.
La mobilitazione arriva a seguito dello stato di agitazione e dopo l’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione, a fronte del mancato rispetto degli impegni assunti dall’amministrazione e dell’assenza di risposte sulle principali rivendicazioni del personale.
Al centro della protesta vi sono il blocco delle progressioni di carriera, la mancata distribuzione delle risorse destinate alla valorizzazione del personale, il diffuso sottoinquadramento del personale, la mancata stabilizzazione del personale precario e le criticità del nuovo Regolamento di organizzazione, che limita l’autonomia della ricerca e mortifica le competenze professionali.
Da anni le progressioni di carriera sono ferme senza ragione, nonostante le risorse già disponibili per lo scopo. Per il personale tecnico amministrativo non è stata ancora realizzata una prima procedura dalla nascita dell’ente. Allo stesso modo sono ferme le trattative per distribuire oltre 4 milioni di euro per la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo, risorse già trasferite all’ente per effetto della Legge di Bilancio 2022.
A preoccupare è anche la situazione occupazionale: 36 lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, con contratto in scadenza senza possibilità di proroga a dicembre, non hanno alcuna prospettiva di stabilizzazione e, inoltre, sono state rinviate senza darne comunicazione le selezioni per i nuovi contratti a tempo determinato promesse per giugno.
“La situazione all’INDIRE è ormai insostenibile – dichiara la FLC CGIL –. Da troppo tempo alle richieste dei lavoratori si risponde con promesse mai mantenute. Chi lavora nell’ente merita il riconoscimento della propria professionalità, prospettive di crescita, condizioni di lavoro dignitose e un’organizzazione che valorizzi davvero la ricerca. Questo sciopero rappresenta un primo, necessario segnale: servono risposte concrete, non ulteriori rinvii.”
“La responsabilità di questo immobilismo – prosegue il sindacato – ricade sull’amministrazione dell’ente, ma anche sul Governo e sui ministeri vigilanti, che non possono continuare a ignorare una situazione che penalizza il personale e indebolisce un istituto strategico per il sistema dell’istruzione e della ricerca del Paese.”
La FLC CGIL avverte che, in assenza di risposte concrete, la mobilitazione proseguirà: a settembre sarà organizzata una nuova giornata di sciopero e la protesta continuerà finché non verranno rispettati gli impegni e riconosciuti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INDIRE.