Si è tenuta oggi, venerdì 26 giugno, al Paladozza di Bologna, l’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati promossa dalla Cgil, dal titolo “Valore al lavoro”. L’iniziativa è stata l’occasione per rilanciare le rivendicazioni del sindacato per salari più alti, occupazione stabile e sicura, giustizia fiscale e sociale. Al centro dell’assemblea anche l’intesa raggiunta con Cisl e Uil sulla rappresentanza e sul modello contrattuale, con l’obiettivo di aprire un negoziato con le associazioni datoriali.
I lavori sono stati aperti da Massimo Bussandri, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna. Sono seguiti i saluti del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e la relazione introduttiva di Francesca Re David. Dopo gli interventi delle delegate e dei delegati, l’assemblea si è conclusa con l’intervento del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
L’INTERVENTO DI LANDINI
Landini chiude l’assemblea di Bologna: “Al lavoro, alla lotta e allo studio”
Il segretario generale motiva la Cgil sulle molte iniziative in corso. Dalla riforma fiscale alle due leggi popolari, dall’accordo con Cisl e Uil alla rivoluzione tecnologica: “Ce la possiamo fare”
È stato un intervento di rilancio delle iniziative e azioni sindacali in corso, quello col quale Maurizio Landini ha concluso l’Assemblea dei delegati e delle delegate Cgil a Bologna. Ma anche di inevitabile bilancio del percorso fatto dalla Confederazione, ora che siamo nel settimo anno da che il segretario generale ne ha assunto la guida. Insomma non è stato un intervento come tutti gli altri e anche questa assemblea non è stato un confronto come tanti, lo ha detto nettamente lo stesso Landini in un passaggio.
Molti i temi affrontati, in un’ora e un quarto di durata. Impossibile analizzarli tutti nel dettaglio (per questo rimandiamo al video integrale). Ma, parlando di bilanci, spicca la fierezza con la quale Landini è tornato sulle battaglie referendarie fatte dalla Cgil negli ultimi due anni. Quella persa, sul lavoro, ma con 13 milioni di persone che hanno votato sì insieme alla Cgil. E quella vinta, in difesa della magistratura e della Costituzione.