Sindacati inquilini, presidio toscano a Firenze. “Piano casa senza risorse, non può dare risposte”

Sindacati inquilini Toscana ‘Piano casa senza risorse, non può dare risposte’
Presidio a Firenze: ‘Governo non si confronta e non sa le esigenze dei territori’

Mobilitazione a Firenze dei sindacati degli inquilini della Toscana contro il Piano casa, che due giorni fa ha avuto il via libera della Camera e ora attende il secondo passaggio al Senato. Davanti alla prefettura del capoluogo, alcune decine di rappresentanti delle quattro sigle che l’hanno promossa, Sunia-Cgil, Sicet-Cisl, Uniat-Ulil e Unione inquilini. “Finanziare gli alloggi pubblici, non la speculazione”, si legge in uno degli striscioni appesi.
“Nel Piano casa non va nulla – il giudizio tranchant di Fabio Seggiani del Sunia – perché non ci sono finanziamenti adeguati rispetto ai bisogni. Il governo non si confronta con le parti sociali e quindi non può sapere quello che succede nel territorio. Però ha la pretesa di nominare due commissari che vengono a dire alle Regioni e ai Comuni cosa bisogna fare, tra l’altro spendendo un milione di soldi pubblici”.
In Toscana, aggiunge, “ci sarebbe un enorme bisogno di alloggi Erp, dove ormai l’80% delle dei nuclei familiari che entrano hanno un Isee inferiore a 6.000 euro” “in tutti i capoluoghi della Toscana il costo casa erode il 60% dei redditi di una famiglia”.
Per Fabio Tognoni di Ciset, che ha ricordato come nella regione ci siano circa 4.500 alloggi Erp sfitti, circa il 10% del totale e il 47% degli affittuari viva in condizione di povertà, “il Piano casa prevede la ristrutturazione o la nuova costruzione di circa 100.000 edifici. Noi pensiamo che con quello che viene stanziato non si possa arrivare a più di 20-25.000 appartamenti”.
Secondo Rodolfo Zanieri di Uniat “senza risorse le riforme non possono funzionare. Hanno azzerato completamente il contributo affitti per questo piano di ristrutturazione, però i soldi sono pochi”. Infine Giuseppe Cazzato dell’Unione inqulini evidenzia che “il piano, oltre a non finanziare i fondi per i contributi affitti, dà il via ai privati per mettere le mani sul patrimonio pubblico, oltretutto in deroga alle regole urbanistiche dei vari Comuni, per cui ci aspetta una ondata di speculazione. Di peggio non potevano fare”.
Dai sindacati è arrivato anche un appello ai sindaci di tutta Italia a fare una battaglia comune, mentre visti i numeri della maggioranza, non ci sono grosse speranze su margini di cambiamento nel passaggio al Senato. (ANSA).

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