Cgil, Takeda delocalizza parte produzione a Vienna e licenzia 67 persone a Pisa

Cgil, Takeda delocalizza parte produzione a Vienna e licenzia 67 persone
Sindacato, da multinazionale farmaceutica giaponese scelte inaccettabili

“Filctem e NidiL Cgil di Pisa esprimono forte preoccupazione e profonda contrarietà per la decisione che coinvolge 67 lavoratori in somministrazione impiegati presso Takeda Manufacturing Italia di Pisa, azienda farmaceutica leader mondiale della produzione dei derivati del plasma, tramite Adecco, ai quali è stata comunicata la cessazione del rapporto di lavoro a seguito della scelta aziendale di trasferire una parte delle attività produttive dal sito di Pisa a quello di Vienna”. Lo rende noto il sindacato precisando che “già oggi a 37 di loro verrà consegnata da parte di Adecco la comunicazione di cessazione del contratto di lavoro”. La decisione, secondo la Cgil, “colpisce duramente proprio quei lavoratori che sono presenti in azienda da molti anni e che l’hanno fatta crescere con il loro impegno, professionalità, esperienza e competenza, così come dimostrato dal raggiungimento dei risultati di produttività ed economici dello stabilimento: prendiamo atto che sono proprio loro a subire per primi le conseguenze di scelte aziendali, calate dall’alto di una multinazionale giapponese, che consideriamo inaccettabili e rifiutiamo la logica per la quale si scaricano sui lavoratori più deboli e più ricattabili le conseguenze di gestioni che, in nome del profitto di pochi, sacrificano la vita di 67 famiglie”. Per questo il sindacato chiede a Takeda “di stoppare il progetto di delocalizzazione, che inevitabilmente impoverirà tutto il sito di Pisa con gravi future conseguenze per tutto l’organico” ma anche “l’annullamento della cessazioni dei contratti, che già in data odierna riceveranno i lavoratori, prima di aver valutato tutte le possibili alternative per la tutela dei livelli occupazionali e reddituali” oltre a convoicare per mercoiledì un’assemblea sindacale nella quale verranno decise “le azioni da intraprendere a tutela di tutti i lavoratori del sito di Pisa”. (ANSA).

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