125 anni della Fiom, l’iniziativa a Livorno con le voci dei protagonisti

La Fiom ha compito 125 anni. La Fiom è nata infatti il 16 giugno 1901, nella sede della Fratellanza Artigiana, a Livorno, dove si svolse il congresso fondativo. Il primo articolo dello Statuto così recitava: «Con deliberato del I Congresso Nazionale tenutosi a Livorno il 16 giugno 1901 fu dichiarata costituita la Federazione italiana fra gli operai metallurgici (Fiom) o facenti parte delle Sezioni annesse alla Federazione».
Oggi, giorno dell’anniversario della nascita della Fiom, si è tenuta l’iniziativa dal titolo «La storia al lavoro» presso il Cinema Teatro 4 Mori a Livorno.
La giornata è stata aperta dai saluti di Luca Salvetti, sindaco di Livorno, di Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno, e di Gianfranco Francese, segretario generale Cgil Livorno. Ha seguito la relazione introduttiva di Luca Trevisan, segretario nazionale Fiom. Si sono alternati gli interventi di Mona Abuamara (ambasciatrice Palestina in Italia), Gaetano Azzariti (costituzionalista, Università La Sapienza di Roma), Maurizio Landini (segretario generale Cgil), Walter Massa (presidente Arci), Rossella Miccio (presidente Emergency), Tomaso Montanari (rettore Università per Stranieri di Siena), Gianfranco Pagliarulo (presidente Anpi), Francesca Re David (segretaria nazionale Cgil).
I lavori sono stati conclusi dal segretario generale della Fiom, Michele De Palma.

LE DICHIARAZIONI

De Palma, Repubblica fondata sul lavoro per scioperi metalmeccanici 1943
‘Mi sento piccolo davanti a una storia come quella della Fiom’

“Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, lo si deve anche agli scioperi del marzo del 1943 delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici”.
Lo ha ricordato oggi a Livorno il segretario generale della Fiom Michele De Palma, a margine delle celebrazioni per i 125 anni del sindacato delle ‘tute blu’.
“Uno si sente piccolo davanti ad una storia come quella della Fiom” e “il caso della storia ha voluto che mi trovassi io a fare il segretario generale” ed “è una responsabilità di non poco conto e che mi mette anche un po’ d’ansia. Però la cosa straordinaria, quello che conta, non è il suo segretario generale, ma la capacità organizzata delle delegate e dei delegati dentro l luoghi di lavoro. Penso all’ultimo anno – ha spiegato – Noi abbiamo fatto più di 60 ore di sciopero per rinnovare il contratto nazionale che tra l’altro ieri ha pagato più di quanto è l’andamento dell’inflazione, ma abbiamo fatto sciopero anche per fermare il genocidio in Palestina. Noi teniamo insieme le questioni dell’umanità, della dignità e della contrattazione come caratteristiche fondamentali di un movimento di lavoratrici e di lavoratori che è nato dalla lotta al nazismo e al fascismo determinando la nascita della nostra Repubblica”.
E l’auspicio per i prossimi 125 anni, ha concluso, “anzitutto è di governare il cambiamento. Credo che oggi la cosa fondamentale sia stare dove c’è l’innovazione, lo sviluppo tecnologico. Noi dobbiamo mettere a disposizione l’intelligenza artificiale, che è il punto più alto dell’innovazione a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’umanità, non contro i lavoratori e contro l’umanità”. (ANSA).

De Palma ‘Fiom deve provare ad avere nostalgia del futuro’
‘Nostra strada è quella di innovare dentro una tradizione’

“Quando vedi i nostri compagni di strada che ci hanno lasciato, penso a Gino Strada, penso a Rodotà, uno prova quel sentimento di nostalgia. Penso dobbiamo tramutare quella nostalgia non in una nostalgia del passato. Noi dobbiamo provare ad avere nostalgia del futuro, che significa provare a continuare sulla strada della Fiom che è quella di innovare dentro una tradizione. E se c’è una cosa che ha caratterizzato la nostra storia, dalla fondazione in avanti è che non siamo mai rimasti uguali a noi stessi. Abbiamo sempre provato a cambiare e a cambiarci”. Lo ha detto Michele De Palma segretario generale della Fiom Cgil, nell’intervento conclusivo a Livorno per celebrare i 125 anni del sindacato.
“Se davvero vogliamo cambiare la storia e non adattarci alla storia che altri vorrebbero provare a scrivere per no, è indispensabile capire ed essere dentro i software, gli hardware, i prodotti industriali che noi contribuiamo col nostro cuore, col nostro cervello, con i nostri muscoli ogni giorno a produrre nelle fabbriche e nei posti di lavoro dove siamo”. Per De Palma è necessario “avere in mano il controllo del prodotto e del servizio che noi produciamo. Altrimenti diventiamo uomini e donne al servizio di questo capitale”, un capitale che “sta prendendo il lavoro, la vita delle persone e la sta facendo diventare sempre di più una merce, un elemento di rendita, un elemento di speculazione”. (ANSA).

Landini ‘negli ultimi anni c’è stata svalorizzazione del lavoro’
‘Ha prevalso la logica del profitto e del mercato, peggiorando le condizioni in generale’

“Quello che è avvenuto negli ultimi anni è una svalorizzazione del lavoro. Quando si è poveri lavorando, quando si è precari vuol dire che ha prevalso non la persona, non la giustizia, ma il profitto, il mercato, la competizione tra le persone. E come vediamo, questa logica sta riportando alla guerra, sta peggiorando le condizioni in senso generale”. Lo ha detto oggi a Livorno il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a margine dell’evento ‘La storia al lavoro. La Fiom compie 125 anni’ organizzato dal sindacato dei metalmeccanici per celebrare l’anniversario della sua nascita.
“Il movimento sindacale in senso generale – ha ricordato – è stato quel soggetto che ha permesso la costruzione della democrazia, della libertà e una crescita dei diritti, non solo dei lavoratori, ma di tutta la società. E proprio per questa ragione, di fronte al passaggio in cui siamo, bisogna proprio invertire la tendenza”.
Secondo Landini “l’intelligenza artificiale non sostituisce i prodotti” ma “ne cambia la natura”, “non sostituisce la manifattura, cambia cosa significa lavorare”. Per questa ragione “quello che stiamo rivendicando è il diritto delle persone che lavorano a poter contrattare, negoziare la progettazione di questo cambiamento per affermare un modello sociale che abbia i valori valori sanciti dalla nostra Costituzione”. (ANSA).

Amb. Palestina in Italia, ‘non smettete di alzare la voce per il mio popolo’
‘Grazie alla Fiom, ha dimostrato che la solidarietà non è solo una parola’

“Per favore, non smettete di alzare la voce per il mio popolo. Continuate a farlo finché il genocidio, la pulizia etnica e l’occupazione non saranno finite e finché la Palestina non sarà libera”. Ha concluso così il suo intervento Mona Abuamara, ambasciatrice palestinese in Italia, oggi a Livorno per le celebrazioni per i 125 anni della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Dalla platea si sono alzati tutti in piedi, applaudendo e scandendo il coro ‘Free Palestine’.
L’ambasciatrice ha voluto ringraziare la Fiom Cgil esprimendo “gratitudine ai sindacati, ai lavoratori per la loro forte solidarietà con il popolo palestinese. La Fiom ha dimostrato che la solidarietà non è soltanto una parola, che la lotta per i diritti dei lavoratori è la lotta per i diritti umani, è la lotta per la dignità, non importa dove sia l’ingiustizia”.
Oggi, ha sottolineato “il mondo cerca di convincerci che la Palestina è una questione complicata, che porre fine al genocidio, porre fine alla pulizia etnica, all’occupazione è complicato”, così come “porre fine a alla sofferenza di milioni di palestinesi che dura da decenni. Ma non c’è niente di complesso in nessuna di queste cose – ha continuato – non c’è niente di complesso nel non uccidere i bambini, nell’opporsi alla fame imposta a un intero Paese. E niente di complesso nell’insistere perché sia applicato il diritto internazionale. E quindi non è un problema di complessità, ma di volontà politica. Il problema è che le vittime sono palestinesi e il responsabile è Israele”. (ANSA).

Montanari, è la Costituzione il libro più importante per la giustizia
‘Da Nordio discorso osceno, Codice penale andrebbe riscritto ma in altra direzione’

“Nel discorso osceno del ministro Nordio su Mussolini autore del ‘libro più importante sulla giustizia’”, ovvero il Codice penale, “non si tratta solo di rispondergli che il Codice è stato profondamente riscritto e forse dovremmo continuare”, “anche se le riscritture di oggi vanno proprio nella direzione di Mussolini. Ma la risposta più importante è che il libro più importante per la giustizia non è e non sarebbe mai, chiunque lo avesse scritto, il Codice penale, ma è la Costituzione della Repubblica. Evidentemente negano questo perché sono ancora fascisti”. Lo ha detto a Livorno il rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari nel suo saluto ai 125 anni della Fiom. Montanari ha voluto commentare le dichiarazioni del Guardasigilli sulla sottoscrizione di un documento sui valori antifascisti per chi partecipa alla fiera di Più libri più liberi.
“Il mio augurio per questi 125 anni – ha aggiunto – è costruire insieme a ricercatori, intellettuali, associazioni, comitati e movimenti e con tutte le lavoratrici e i lavoratori un grande piano di riconversione costituzionale di Leonardo, dimostrando che c’è un’alternativa al ricatto tra perdere il lavoro o perdere la pace. Questa è la politica, la politica della Fiom, la politica della Costituzione”.
E a proposto di Costituzione, per Montanari “se ci chiediamo come far sì che, come è successo al referendum anche per grande merito di Cgil e Fiom, le persone, soprattutto i più giovani, tornino a votare, la risposta è soltanto una, utilizzando la lingua netta della Costituzione e prospettando radicalmente giustizia sociale ed uguaglianza, rimettendo al centro chi non ha potere. È solo così che salveremo la Costituzione, la Repubblica e la nostra libertà”. (ANSA).

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