Morto sul lavoro a Rosignano (Li) in una azienda metalmeccanica, la rabbia di Cgil e Fiom

Infortunio mortale sul lavoro stamani in un’azienda metalmeccanica a Rosignano (Li), in via degli Artigiani. La vittima, di origine straniera, trentenne, sarebbe un lavoratore di una ditta esterna che, secondo una prima ricostruzione, stava effettuando un sopralluogo sul solaio del capannone quando per cause ancora da accertare sarebbe caduto da altezza di circa 6 metri sopra un macchinario. Per l’operaio, nonostante i soccorsi tempestivi, non c’è stato niente da fare. Sul posto sono intervenuti i funzionari del dipartimento prevenzione e i vigili del fuoco oltre alle forze di polizia. Si tratta del secondo incidente mortale sul lavoro in Toscana nel giro di una settimana: il 27 maggio scorso ha perso la vita un operaio di 30 anni in un’azienda di Altopascio (Lucca)

LE PAROLE DELLA FIOM

La Fiom-Cgil Livorno esprime profondo cordoglio e si stringe attorno ai familiari, ai colleghi e agli amici del lavoratore deceduto questa mattina durante un’attività svolta presso lo stabilimento OMP di Rosignano Marittimo.
Ancora una volta siamo costretti a commentare una tragedia che colpisce il mondo del lavoro. Ancora una volta un lavoratore esce di casa per svolgere il proprio mestiere e non vi fa ritorno.
È una realtà che non possiamo più accettare e che impone a tutti una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità.
Le cause dell’incidente sono attualmente al vaglio degli organi competenti, ai quali spetta il compito di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e di accertare eventuali responsabilità.
La Fiom-Cgil Livorno chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto nel più breve tempo possibile e che non resti alcuna zona d’ombra. Questa ennesima morte sul lavoro ripropone con forza il tema della sicurezza negli appalti e nelle attività affidate a imprese esterne.
Nei siti industriali complessi, dove operano contemporaneamente aziende diverse, la tutela della salute e della sicurezza deve essere garantita attraverso un rigoroso coordinamento delle attività, una costante valutazione dei rischi, adeguata formazione, informazione e controllo delle condizioni operative.
La sicurezza non può essere considerata un costo da comprimere né un semplice adempimento burocratico. Deve rappresentare il primo criterio nell’organizzazione del lavoro. Troppo spesso, invece, assistiamo a una pressione crescente sui tempi, sui costi e sull’organizzazione delle attività che rischia di scaricarsi proprio sulle lavoratrici e sui lavoratori.
Non bastano più le dichiarazioni di circostanza dopo ogni tragedia. Servono investimenti concreti nella prevenzione, maggiori controlli, più ispettori, più formazione e un ruolo sempre più forte delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza.
Le morti sul lavoro non sono fatalità: sono una vera emergenza nazionale che richiede risposte immediate.
Per manifestare il proprio cordoglio e richiamare l’attenzione sulla gravità di quanto accaduto, la rsu di Officina 2000, azienda operante all’interno del parco industriale Solvay di Rosignano, ha proclamato un’ora di sciopero.
La Fiom-Cgil Livorno sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e seguirà con la massima attenzione l’evolversi della vicenda affinché sia fatta piena chiarezza e perché tragedie come questa non debbano più ripetersi.
Ogni volta che un lavoratore perde la vita, è l’intera comunità del lavoro a essere colpita. Non accetteremo che queste tragedie vengano archiviate come fatalità. Sicurezza, prevenzione e controlli devono diventare una priorità assoluta per aziende, istituzioni e sistema degli appalti.

Massimo Braccini (segretario generale Fiom-Cgil Livorno)

LE PAROLE DELLA CGIL

La tragedia avvenuta questa mattina a Rosignano ci consegna ancora una volta un fatto durissimo: il lavoro continua a essere, per troppe persone, un luogo dove si può perdere la vita.

Il primo pensiero va alla famiglia del lavoratore deceduto, ai suoi colleghi e a tutte le persone coinvolte da un evento che lascia dolore, rabbia e sgomento.

Non spetta a noi ricostruire dinamiche o anticipare responsabilità. Ma è nostro dovere dire con chiarezza che così non si può andare avanti!

La sicurezza deve essere parte concreta dell’organizzazione del lavoro, non un passaggio marginale da affrontare solo dopo che la tragedia è avvenuta.

La sicurezza deve essere una condizione reale: prevista prima che il lavoro inizi, praticata durante ogni fase dell’attività, verificata concretamente nei luoghi dove i rischi sono maggiori.

Per questo chiediamo accertamenti rapidi, completi e trasparenti, e una verifica seria sulle condizioni di lavoro, sull’organizzazione delle attività e sulla reale applicazione delle misure di prevenzione.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il rispetto vero per chi perde la vita lavorando si misura nella volontà di impedire che accada ancora.

Coordinamento salute e sicurezza Cgil Livorno

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