Progetto TI-Link (Piombino, Li), l’analisi di Cgil, Legambiente e Arci

A seguito della presentazione pubblica e dell’incontro partecipativo dedicato al progetto TI-Link, esprimiamo apprezzamento per un’infrastruttura strategica che può rappresentare un elemento importante nel percorso di transizione energetica del Paese e nel rafforzamento del ruolo dell’Italia quale hub mediterraneo dell’energia rinnovabile.
Il collegamento elettrico sottomarino tra Tunisia e Toscana costituisce infatti un passo concreto verso la decarbonizzazione del sistema energetico, con potenziali ricadute positive in termini di sviluppo industriale, occupazione qualificata, innovazione e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Valutiamo positivamente il confronto preventivo avviato sulla localizzazione delle infrastrutture a terra dell’opera, riconoscendo l’importanza di un percorso partecipato che tenga conto delle esigenze del territorio, delle vocazioni produttive e della qualità della vita delle comunità interessate.
In tale contesto, considerato che la Stazione di Conversione da corrente continua a corrente alternata rappresenterà l’elemento di maggiore impatto territoriale e ambientale del progetto, riteniamo fondamentale che la sua collocazione privilegi prioritariamente il recupero, la rigenerazione e la riconversione di aree industriali già compromesse o dismesse, evitando ulteriore consumo di suolo e limitando l’impatto su aree agricole, residenziali o di pregio ambientale.
Riutilizzare siti già destinati ad attività industriali significa tutelare il paesaggio e le aree ancora integre, ridurre i possibili conflitti con le comunità locali, promuovere concretamente processi di economia circolare e rigenerazione territoriale, oltre a valorizzare percorsi di riconversione produttiva e occupazionale.
La transizione energetica deve essere una transizione giusta, capace di coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo industriale e coesione sociale, senza scaricare i costi del cambiamento sui territori che hanno già sostenuto per decenni il peso dell’industrializzazione nazionale.
Per questo riteniamo che il progetto TI-Link possa rappresentare anche un’opportunità per affrontare finalmente alcune storiche criticità ambientali del territorio di Piombino.
In particolare, auspichiamo che i soggetti istituzionali competenti – Governo, Regione, enti locali e organismi preposti – promuovano in tempi rapidi un confronto operativo finalizzato ad accelerare il percorso di bonifica della porzione del SIN industriale denominata “36 ettari”, area fortemente compromessa dalla presenza di rifiuti speciali e già individuata nei programmi di messa in sicurezza e riqualificazione. La rimozione dei materiali presenti e la restituzione dell’area a nuove funzioni produttive rappresentano infatti un passaggio preliminare e strategico per la gestione del territorio, la riconversione industriale e la piena valorizzazione delle opportunità connesse agli investimenti energetici e infrastrutturali.
Chiediamo pertanto ai proponenti del progetto e alle istituzioni coinvolte di valutare con attenzione e responsabilità tutte le opzioni localizzative nell’ambito della progettazione partecipata, garantendo massima trasparenza, ascolto e coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni, delle amministrazioni locali e dei cittadini, anche attraverso l’istituzione di uno specifico tavolo di confronto permanente.

Cgil Livorno
Arci comitato Piombino, Val di Cornia, Elba
Legambiente Val di Cornia

Pulsante per tornare all'inizio