Gruppo Kering, sciopero e manifestazione a Scandicci (Fi)

Sciopero nel Gruppo Kering, in 2mila in piazza a Scandicci (Fi) per difendere il lavoro e contro i licenziamenti in Alexander McQueen. Alta l’adesione. La Filctem Cgil chiede “il ritiro dei licenziamenti, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e l’apertura immediata di un confronto vero con il gruppo”

Circa 2mila manifestanti hanno partecipato oggi a Scandicci (Firenze) alla manifestazione di protesta indetta da Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec per chiedere il ritiro dei licenziamenti annunciati dal marchio Alexander McQueen e difendere il lavoro in tutto il gruppo Kering. Lo sciopero, secondo quanto riferiscono i sindacati, ha avuto “un’altissima adesione, tra il 70 e l’80%. Il corteo è partito in mattinata davanti alla sede di Gucci e ha raggiunto la sede di Kering per un presidio. Hanno partecipato delegazioni di Fiom, Filcams e Filt Cgil Firenze, in solidarietà e in quanto coinvolte a vario titolo nel settore.

Alessandro Picchioni (segretario generale Filctem Cgil Firenze) ha chiesto “il ritiro dei licenziamenti, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e l’apertura immediata di un confronto vero con il gruppo. Lavoratori e lavoratrici sono molto preoccupati a ragione per il proprio futuro e quindi oggi hanno dato una grande risposta facendosi vedere e sentire. Diciamo no ai licenziamenti, bisogna utilizzare gli ammortizzatori sociali e si devono fare ricollocazioni negli altri brand dove ci sono spazi. Tenendo presente che in questo momento ci sono a rischio tutti i lavoratori del gruppo Kering. Noi chiediamo vedere il piano industriale perché fino ad oggi è stato presentato solo agli azionisti, ma non si può parlare solo agli azionisti: in questa zona il distretto industriale e il made in Italy sono stati creati da chi ha lavorato tutta la vita in pelletteria o negli altri settori della moda. Serve un piano industriale che preveda investimenti e mantenimento dei volumi sul territorio, ma che guardi anche al futuro perché noi dobbiamo creare un settore industriale che sappia trasmettere i saperi. Oggi i saperi artigiani sono in mano a generazioni di cinquantenni e di sessantenni e questi saperi li trasmettiamo soltanto se creiamo un modello industriale che li possa portare alle nuove generazioni. Noi dobbiamo preservare questo valore e l’Italia deve svegliarsi”

LA NOTA DEI SINDACATI NAZIONALI

Sciopero in Kering, altissima la partecipazione alle due manifestazioni di Scandicci (Firenze) e Novara

Grande partecipazione oggi allo sciopero nel Gruppo Kering. Le adesioni negli stabilimenti dei marchi del Gruppo, tra cui Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, Alexander McQueen, Ginori 1735, Roman Style (Brioni) e Kering, si sono attestate tra il 70 e il 100%.
Affollata la manifestazione che ha visto centinaia di lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati sfilare a Scandicci. Davanti alla sede della Kering Italia della Toscana hanno parlato le segreterie nazionali della Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil: “Una piazza piena di persone qui oggi per testimoniare che il comportamento di Kering è inaccettabile. Scioperiamo per i licenziamenti in Alexander McQueen, per il rifiuto dell’azienda di confrontarsi con le parti sindacali per trovare soluzioni alla riallocazione delle maestranze o fare ricorso agli ammortizzatori sociali, per l’indisponibilità del Ceo de Meo a condividere il piano di riorganizzazione del Gruppo con le parti sociali, oltre che con gli investitori”.
“Ciò che è accaduto in McQueen – proseguono i sindacati – non depone a favore di un impegno serio del Gruppo. Kering in queste ore annuncia confronti già calendarizzati col sindacato, confondendo, speriamo inconsapevolmente, i Cae (comitati aziendali europei) che non sono organi di contrattazione e le organizzazioni sindacali che invece esercitano quel ruolo”.
“Per noi oggi è solo l’inizio di un confronto duro a difesa delle lavoratrici e lavoratori che hanno fatto grande il Made in Italy, arricchendo i brand. Tuteliamo distretti che storicamente esprimono la migliore qualità al mondo in questo settore” concludono Filctem, Femca, Uiltec.

LA NOTA DEI SINDACATI LOCALI

Tutto il comparto moda soffre da tempo una crisi che ha aggredito dapprima le piccole attività in fondo alla filiera e che, risalendo man mano, ora arriva al suo apice. La vertenza Kering rappresenta la punta dell’iceberg di una situazione che necessita di un intervento complessivo e rapido. A Firenze, o più genericamente in Toscana, parlare di moda significa parlare di pelletteria, tessile, abbigliamento, calzature, concia, accessorio metallico, commercio, logistica. Una filiera produttiva costituita da oltre centomila lavoratrici e lavoratori che ogni giorno con le loro capacità e qualità professionali rendono grandi i brand nel mondo e sulla quale, oggi, si ripercuotono difficoltà determinate da fattori non certo imputabili a loro.

Il distretto fiorentino produce ogni tipologia della moda e si caratterizza per essere il cuore pulsante nazionale del comparto pelletteria, che conta decine di migliaia di addetti. I soli metalmeccanici che in provincia di Firenze si occupano di lavorazioni galvaniche, saldatura, produzione saldatura e assemblaggio di accessori metallici sono oltre 8000. Dal disegno alla vendita, il sistema moda vede collaborare sinergicamente diverse filiere per immettere un prodotto sul mercato.

Riteniamo quindi imprescindibile fare sistema tra i soggetti che insistono sul settore nel nostro territorio. Le imprese capofila si assumano la responsabilità lungo tutta la catena di valore: i brand e Confindustria si confrontino con noi a un tavolo sotto la regia delle istituzioni. Salvaguardare questo distretto di eccellenza presuppone un dialogo che non si limita alla tutela occupazionale, ma deve necessariamente sostenere la formazione professionale, l’innovazione, la sicurezza e tutti gli aspetti che qualificano le filiere e che sono previsti dagli standard delle certificazioni etiche, tanto care ai brand del Made in Italy.

La formazione e gli investimenti sono determinanti per garantire il futuro, ma soprattutto dobbiamo adottare un sistema produttivo che garantisca che l’eredità di conoscenze e saperi ricevuta dal passato diventi la stella polare del futuro. Occorre una politica industriale che garantisca il mantenimento di una produzione artigianale attraverso il giusto mix tra produttività e saper fare cose belle. Siamo a un momento decisivo e insieme al territorio, le istituzioni e le realtà produttive dobbiamo salvaguardare le filiere e il distretto.

Chiediamo quindi al gruppo Kering di ritirare i licenziamenti in Alexander McQueen e, sul territorio, assieme a tutti gli altri gruppi qui insediati, di garantire la piena legalità delle proprie filiere, tenere i volumi localizzati nel nostro territorio senza andare a trovare marginalità dove si può abbassare gli standard di diritti, e lavorare per coprogettare e qualificare il distretto di domani in tutte le sue componenti, salvaguardandone i livelli occupazionali.

Firmato: Cgil Fi, Cisl Fi-Po, Uil Toscana; Fim Fi-Po, Fiom Fi-Po-Pt, Uilm; Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec

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