Fim-Fiom-Uilm : “Con il loro silenzio ed i loro annunci sul Polo Siderurgico Piombinese tutte le Istituzioni sono colpevoli del disastro sociale ed economico in corso, la pazienza è finita ed i lavoratori pretendono rispetto, lavoro e dignità !!”
La situazione del Polo Siderurgico di Piombino è ogni giorno più drammatica ed è intollerabile che gli unici a lanciare allarmi siano soltanto i rappresentanti dei lavoratori.
In *Liberty Magona* la situazione è davvero paradossale, una società fallita come Liberty ha messo in vendita lo stabilimento disimpegnandosene totalmente, non ha soldi per pagare gli stipendi, nessuno sta cercando di reperire ordini, lo stabilimento con i suoi impianti degradati è fermo da Dicembre ed in stato di abbandono, con i lavoratori che stanno subendo pesanti ricadute economiche costretti a sopravvivere con la cassa integrazione e non gli sono stati pagati nemmeno elementi previsti dal contratto nazionale. Tutto ciò avviene mentre da oltre un anno un gruppo come Transteel si dichiara interessato ad acquisire il sito e rilanciare la produzione e l’attività lavorativa. Il futuro della Magona e dei lavoratori è in mano ad avvocati e curatori senza scrupoli che non sentono il peso che grava sulle circa 500 famiglie, continuando un gioco al rilancio. All’ultimo incontro al Mimit é emerso che è partito un conto alla rovescia dato che a metà Giugno scadrà la tutela legale della CNC e da quel momento i creditori potranno rivalersi sull’azienda. Adesso basta, serve una presa di posizione decisa da parte del Governo che non può restare a guardare come se si trattasse solo di una trattativa tra privati, visto che la cassa integrazione è pagata dall’Inps e grava sulle tasche degli italiani. La vendita del sito e la ripartenza ridurrebbe i costi per lo Stato con il calo graduale delle ore di cassa integrazione e non capiamo perché anche dalla Regione e dal Sindaco di Piombino non si intervenga con fermezza e determinazione pretendendo un intervento decisivo del Governo. Dopo quasi un anno di trattativa oggi si vuole dare come positiva la formalizzazione dell’offerta vincolante di Trasteel dimenticandosi che deve essere ancora accettata dal Curatore di Greensill e la Politica non riesce su questo ad incidere. Se non ci sono strumenti legislativi non possono continuare ad attendere la chiusura delle aziende, il ruolo della Politica è proprio quello di crearli per governare queste vertenze e dare risposte ai lavoratori.
Sul fronte di *Metinvest e Danieli* lo scorso 10 Luglio è stato siglato dai vari Ministeri e dalle Istituzioni Regionali e Comunali un Accordo di Programma per un progetto ambizioso e per degli investimenti miliardari che prevederebbero il ritorno alla produzione di acciaio ed alla produzione di coils che l’Italia sta importando dall’estero per vari milioni di tonnellate. Un Consiglio dei Ministri a Novembre 2025 ha dichiarato il progetto strategico e previsto un decreto per la nomina di un Commissario Straordinario per accelerare gli investimenti. Ad oggi si sono tenuti solo qualche centinaio di colloqui con i lavoratori della ex Lucchini così come previsto dall’accordo quadro siglato lo scorso Luglio con le Organizzazioni sindacali, ma ricordiamo che entro il primo semestre 2026 dovevano iniziare le demolizioni e le prime assunzioni, con l’obiettivo di assumere tutto il personale attualmente inattivo della Jsw entro fine 2028. Ad oggi non ci risulta che le aree indicate dal Demanio, in concessione a Jsw ma scadute da anni, siano state assegnate ancora a Metinvest Adria; restano incertezze sugli accordi necessari da stipulare con Fintecna e Lucchini in Amministrazione straordinaria per la parte ambientale; nessun Commissario Straordinario è stato individuato e nominato mentre per Fim-Fiom-Uilm è una priorità. Ci restano invece molte perplessità in merito alle risorse necessarie per la realizzazione della Banchina Nord-Ovest da assegnare al gruppo Metinvest, per le quali nell’accordo di programma siglato a Luglio scorso venivano indicati come necessari 157 milioni al netto dell’indispensabile collegamento ferroviario, mentre in queste ore si apprende di un finanziamento previsto per soli 60 o 92 milioni tra l’altro ripartiti tra il 2027 ed il 2028. Serviranno chiarimenti e partiremo a chiederli al Presidente dell’AdSP nell’incontro previsto il prossimo 26 Maggio. E’ partita la corsa dei ringraziamenti per il lavoro svolto per assegnare il merito a questo o all’altro soggetto politico, ma di annunci a Piombino ne abbiamo sentiti anche troppi, vogliamo capire se queste risorse sono davvero sufficienti, quando partiranno i lavori visto che 30 milioni sono previsti nel 2028 e quando sarà disponibile la banchina con i relativi collegamenti ferroviari e stradali, perché ricordiamo a tutti che ogni giorno di ritardo equivale ad ulteriori sacrifici economici. Insomma il futuro delle circa 800 famiglie coinvolte nel progetto è ancora totalmente incerto ed è inspiegabile anche in questo caso il silenzio dei Ministeri coinvolti, del Presidente della Regione Toscana, del Sindaco di Piombino e del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale. Com’è possibile che il futuro del Polo Siderurgico e di centinaia di famiglie interessi solo a Fim-Fiom-Uilm e nessuno dica una parola su un progetto che è considerato di interesse strategico nazionale che invece dovrebbe avere una corsia privilegiata per garantirne la realizzazione ?
La situazione della *Jsw, Piombino Logistics e Gsi* non solo è drammatica ma quotidianamente si registrano e denunciano mancati infortuni che solo la fortuna non ha trasformato in tragedie. Anche qui da soli, il sindacato, le Rsu e le Rls hanno denunciato di non ricevere le informazioni dai soggetti preposti dell’azienda come previsto dal decreto sulla sicurezza; abbiamo denunciato la gravità della situazione al Presidente Marco Carrai, all’A.d. Vinaj Tiwari e alla Direzione del Personale; abbiamo denunciato come sia grave che una realtà come la Piombino Logistics abbia problemi di sicurezza importanti ma un Rspp esterno che nessuno vede in azienda; che c’è presenza di amianto non censita in stabilimento e che le procedure di emergenza sono state attivate tardivamente mettendo a rischio la salute dei lavoratori; che solo grazie ad un lavoratore che si è fermato vedendo una cricca in una struttura portante non si sia rischiato il crollo di un intero carroponte; come sia grave che dopo un lungo intervento di manutenzione si sia schiantata la ruota di un locomotore ed in un altro caso si sia rotto un gancio producendo un deragliamento che avrebbe potuto produrre vittime; che un sito industriale come questo è invaso da oltre un anno quotidianamente da ladri che vengono a fare razzia senza che la proprietà riesca a fermarli mettendo a rischio i propri lavoratori che durante lo svolgimento della loro attività possono entrare a contatto con soggetti potenzialmente armati e pericolosi; per i continui disservizi elettrici che mettono a repentaglio il regolare funzionamento dei dispositivi e macchinari e di conseguenza la sicurezza di chi ci opera; che alcuni dirigenti stanno agendo in maniera improvvisata e pericolosa spostando personale dalla Piombino Logistics alla Gsi per attività specifiche senza averne modificato le declaratorie professionali, verificato la necessaria formazione e senza averne dato comunicazione agli Rsu e Rls che avrebbero potuto fare le proprie richieste ed osservazioni. In pratica questa è un’azienda totalmente allo sbando e non governata che rischia di essere fermata dalla Magistratura invece che dagli Enti preposti alla sicurezza e dai soggetti che hanno firmato nel Giugno 2018 un accordo di programma totalmente non rispettato dal gruppo indiano. Adesso continuano a parlare di un nuovo accordo di programma che doveva essere pronto un anno fa, poi lo scorso Ottobre (l’ultimo incontro ufficiale al MiMit c’è stato l’8 Ottobre e ci fu garantita la firma per fine mese), poi entro Natale 2025 (in un incontro ufficioso lo scorso 9 Dicembre ci fu detto di essere ormai pronti), poi entro Maggio 2026 (nell’ultimo incontro ufficioso del 10 Aprile). Non pensano che sia giunto il momento di smettere di provare a prendere in giro i lavoratori ? E soprattutto cosa dovrebbe contenere questo nuovo miracoloso accordo di programma ? Come Fim-Fiom-Uilm non abbiamo avuto nessuna istituzione che abbia sentito l’esigenza di anticiparci il testo e ci sembra che ognuno si muova singolarmente per propri interessi e non nell’interesse del Territorio, degli investimenti e delle famiglie coinvolte. Nel 2014 fu fermato l’altoforno per puntare ad una siderurgia green e firmato il primo accordo di programma, ma dopo oltre un decennio è sparito l’impegno a produrre acciaio da forni elettrici da parte di Jsw. Da un accordo di programma con Jsw del 2018 che prevedeva impianti di laminazione di vergella, barre e rotaie, con la previsione di implementare la Gsi ed i traffici della Piombino Logistics, oltre ad investire nella produzione di coils, adesso si parla soltanto dell’impianto di rotaie, di restituire aree alla città e di varianti urbanistiche ancora da discutere ed approvare. Care Istituzioni ma lo sapete che in questi 9 anni di gestione Jindal ha totalmente distrutto anche il treno rotaie che nell’ultimo anno è stato più fermo che in marcia ? Venite a visitare lo stabilimento e ve ne renderete conto da soli. Care Istituzioni ma lo sapete che mentre i dirigenti indiani visitano per scopi turistici la nostra bella Italia ed Europa, utilizzando la vigilanza come autisti personali e scaricando i costi sul bilancio aziendale, lo stabilimento sta perdendo ordini e commesse e che il Cbam sta buttando fuori mercato anche quest’ultimo impianto ? Nessuna Istituzione per il sindacato dovrà siglare un nuovo Accordo di programma che non contenga al suo interno una clausola sociale che metta in sicurezza i lavoratori ed una clausola che renda vincolante l’accordo sindacale perché non possono lasciare solo il sindacato ad occuparsi del futuro di migliaia di famiglie.
Non ricordiamo più incontri ufficiali di Fim-Fiom-Uilm a tavoli con il Presidente della Regione Toscana, con il Sindaco di Piombino e con il Presidente dell’AdSP per confrontarsi sulla grave situazione.
Per colpa del colpevole silenzio di tutti i soggetti politici ed istituzionali coinvolti, con forte senso di responsabilità, come Fim-Fiom-Uilm abbiamo proposto lo scorso 24 Febbraio all’azienda Jsw di sedersi ad un tavolo per provare intanto a definire un accordo sindacale per dare garanzie a tutti i lavoratori coinvolti con necessari ammortizzatori sociali da richiedere per i prossimi anni, per normare alcune situazioni che riteniamo al limite a livello contrattuale come le timbrature e la flessibilità di entrata ed uscita, per riaprire una contrattazione di secondo livello per i lavoratori attivi che fu azzerata nel 2015 e per distribuire un welfare integrativo a tutti i lavoratori.
Ad oggi restiamo in attesa di risposte ma non ne siamo sorpresi visto che gli indiani stanno dimostrando da anni di non volersi impegnare a Piombino.
*Per tutti questi motivi riteniamo che il Polo siderurgico di Piombino debba tornare a mobilitarsi per pretendere risposte e rispetto.*
Le segreterie e le Rsu di Fim-Fiom-Uilm hanno deciso di coinvolgere le strutture nazionali per una prima giornata di mobilitazione da tenersi a Piombino nel più breve tempo possibile, in un’iniziativa che dovrà coinvolgere l’intero Polo siderurgico di Piombino.
Chiediamo al Presidente della Regione Toscana di farsi carico di convocare urgentemente un tavolo con il Prefetto, il Sindaco di Piombino ed il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale per ascoltare le denunce di Fim-Fiom-Uilm e valutare le azioni da mettere in campo. Prima di siglare qualsiasi nuovo accordo è indispensabile che i rappresentanti dei lavoratori vengano informati e che tale accordo includa la salvaguardia di tutti i lavoratori. Se non sarà convocato il tavolo saranno i lavoratori ad andare a manifestare sotto la Regione Toscana.
Chiediamo al Ministero di attivarsi urgentemente per una serie di incontri ufficiali con Liberty Magona, Metinvest e Danieli, Jsw ma che stavolta non siano una formalità ma servano per avere risposte sul futuro del Polo Siderurgico piombinese e riteniamo indispensabile che a questi incontri ci sia la presenza stavolta del Ministro Urso e dei massimi vertici di queste società.
In mancanza di risposte a queste che per noi sono richieste logiche e non più rinviabili, nelle prossime assemblee che saranno programmate con con tutti i lavoratori coinvolti e coinvolgendo anche i cittadini di Piombino, valuteremo le iniziative e stavolta non saremo più in grado di garantire un ordine pubblico come invece siamo riusciti a garantire in anni di vertenza.
A Piombino non ci arrenderemo mai ed è il momento di vedere chi davvero è dalla parte dei lavoratori e dalle migliaia di famiglie coinvolte pretendendo un rilancio del Polo Industriale.