Elezioni comunali ad Arezzo ed emergenza casa, l’appello del Sunia ai candidati sindaco

“Cosa intendono fare i candidati a sindaco del Comune di Arezzo per la casa? Ci auguriamo programmi e azioni concrete”. Francesca Faelli, Segretaria del Sunia, il sindacato degli inquilini e degli assegnatari, sottolinea che “da anni il mercato degli affitti si caratterizza per la carenza di alloggi disponibili e per il continuo lievitare degli affitti tanto che molte famiglie non si possono permettere il canone di mercato. Un mercato in parte drogato dai cosiddetti affitti brevi. La situazione delle case popolari è allo stremo come ha sottolineato, in più occasioni, il presidente di Arezzo Casa che prospetta come senza finanziamenti immediati si sia vicini al collasso. Già per il 2026 non sono più possibili neppure interventi indispensabili. SUNIA rileva quotidianamente come questo accentui il decadimento degli interventi di manutenzione negli alloggi ERP”.

La situazione è gravissima. “Secondo il report della Regione Toscana, nella nostra provincia, degli oltre 3.000 alloggi il 44% sono stati costruiti prima del 1970, il 44,2% tra il 1970 e il 2000 e solo l’11,4% dopo il 2000 con un’età media di 49,6 anni. Una situazione pesante che rende sempre più problematico l’aspetto sociale che, specialmente nei plessi più grandi, richiederebbe sostegni, aiuti sociali se non, in casi particolari, l’esigenza di una seppur sporadica presenza della polizia municipale. Nomisma sottolinea che la media degli alloggi ERP assegnati in Toscana rispetto alle domande è del 6% mentre ad Arezzo è dell’11,6%. Ci dice anche che in un anno vengono assegnati, in media, poco meno di 1.000 alloggi in tutta la regione. Per assorbire le 17.607 domande presenti in graduatoria, occorrerebbero 17,6 anni. Per Arezzo la situazione è migliore e sarebbero “solo” 8 anni”.

SUNIA segnala quindi l’esigenza di considerare gli alloggi ERP come una priorità per i prossimi 5 anni ed evidenzia due aspetti che ritiene essenziali.

“Il primo – sottolinea Francesca Faelli – è quello dei finanziamenti, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, comprese le amministrazioni locali e i sindacati. La Commissione per il disagio abitativo presieduta dal comune di Arezzo comprende già tutte le parti in causa e sarebbe un segnale forte se, unitariamente, assumesse una posizione pubblica decisa nei confronti delle autorità competenti, locali e superiori. Il secondo riguarda l’esigenza di una maggiore attenzione ai problemi sociali e di convivenza negli alloggi ERP nella consapevolezza che si tratta di una utenza sempre più fragile e caratterizzata, sovente, dal convivere di diversi modelli di vita. I comuni, proprietari degli alloggi e titolari degli aspetti sociali sono quelli che subiscono il più grave danno dal degrado della situazione”.

Faelli sottolinea, infine, il valore che le elezioni ad Arezzo hanno per l’intera provincia: “il comune capoluogo ha un ruolo preminente anche nella commissione provinciale per il disagio abitativo. Contemporaneamente presiede il LODE, organismo rappresentativo di tutti i comuni per la gestione degli alloggi di edilizia residenziale protetta”.

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