Comunicato della componente CGIL della RSU di Regione Toscana, Arti, Arpat e Irpet a sostegno della lotta ex-GKN Campi Bisenzio (Fi)
Come componente CGIL della RSU di Regione Toscana, Arti, Arpat e Irpet prendiamo atto con profonda preoccupazione della notizia che Idea Group intenderebbe acquisire lo stabilimento ex-GKN nell’ambito di un progetto di riconversione che, secondo le dichiarazioni dell’amministratore delegato Graniglia riportate dalla stampa, partirebbe dalla demolizione dell’attuale struttura. Non possiamo tacere di fronte a questa prospettiva, che rappresenterebbe la resa definitiva di ogni progetto di reindustrializzazione e vanificherebbe anni di lotta dignitosa dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ex-GKN. Anni in cui lo stabilimento è diventato il simbolo della lotta contro l’espropriazione della capacità produttiva del territorio e il crocevia di iniziative sociali, culturali e mutualistiche. Pur nell’incertezza che ancora circonda il progetto annunciato da Idea Group, riteniamo necessario sottolineare con fermezza che l’apertura dell’ennesimo polo logistico non porterà né crescita e benessere duraturo al territorio né occupazione di qualità. Sarebbe, altresì, solo l’emblema di un modello economico che rifiutiamo: fondato sulla rendita, sul consumo di suolo, sul degrado ambientale e sulla definitiva cancellazione di una cultura produttiva e di competenze professionali. Ancora una volta, come già accaduto con il fondo speculativo Melrose, si profila l’ennesima operazione di valorizzazione immobiliare a danno dell’economia reale, dei lavoratori e delle lavoratrici, delle comunità della piana fiorentina e di tutta la Toscana. Non è accettabile che lo sforzo dei lavoratori dell’ex-GKN e di tutti coloro che hanno elaborato e sostenuto un credibile progetto di riconversione ecologica venga meno a vantaggio della solita logica immobiliarista e speculativa, favorevole alla rendita. Come componente CGIL della RSU di Regione Toscana, Arti, Arpat e Irpet chiediamo con forza di sostenere, con ogni strumento disponibile, il Consorzio pubblico di sviluppo industriale della Piana, affinché possa concretamente perseguire l’acquisizione o l’affitto dell’area, impedendo che l’esito del concordato preventivo sancisca la dismissione industriale dello stabilimento. Crediamo che questa sia una grande occasione — forse l’ultima — per la nostra Regione di scegliere tra la rendita immobiliare e il lavoro di qualità, tra la logistica e la produzione, tra la speculazione e la comunità. Le istituzioni hanno gli strumenti per fare la differenza: si assumano fino in fondo la responsabilità di usarli. La lotta che in questi anni le lavoratrici e i lavoratori della ex GKN hanno portato avanti con straordinaria dignità e coraggio merita una risposta politica all’altezza. Il loro progetto di reindustrializzazione dal basso — ecologico, cooperativo, radicato nel territorio — non è solo una questione sindacale: è un modello di futuro che questa Regione non può permettersi di ignorare.