Stamani a Lucca Cgil e Ires hanno presentato il focus sull’economia provinciale
Il segretario generale della Cgil Lucca, Fabrizio Simonetti,: “I dati elaborati dal Ires Toscana evidenziano un mercato del lavoro in profondo cambiamento anche nella nostra provincia. In particolare si vede che ci sono delle fasce di lavoratori, pubblico impiego particolarmente, ma anche dipendenti privati che in questi anni hanno perso potere d’acquisto rispetto all’inflazione, mentre altre categorie di lavoratori, artigiani e commercianti in particolare, sono riusciti a mantenere, anzi consolidare le posizioni. C’è poi anche da dire che c’è un trend continuo di passaggio da un lavoro occupazione di settori industriali ,che quindi consentono paghe adeguate e contrattazione nazionale, verso un terziario debole dove invece il lavoro è molto più sfruttato, precario e le condizioni sono molto più povere come reddito. Quindi occorre tenere sotto attenzione quello che è lo svolgimento del mercato del lavoro nella nostra provincia sarà essenziale per le politiche dei prossimi anni anche da noi”
Il presidente dell’Ires Toscana Maurizio Brotini: “I redditi della Toscana non sono superiori alla media dei redditi nazionali. La media dei redditi della provincia di Lucca non è superiore alla media dei redditi della regione Toscana. Anche in questo territorio assistiamo a un processo di contenimento del settore industriale manifatturiero, la totale assenza di un terziario avanzato e una presenza eccessivamente significativa di fasciare povero. Molti settori scontano anche probabilmente aree di lavoro grigio e di lavoro nero significativo. Lo stesso dato positivo delle esportazioni è probabilmente drogato perché non tutto ciò che si esporta da questo territorio viene prodotto a questo territorio. C’è una robusta perdita soprattutto del potere d’acquisto e quindi anche di ruolo sociale del lavoro dipendente pubblico e privato. Viene meno anche un fattore che aveva caratterizzato questa provincia, una prevalenza di terziario avanzato legata al settore bancario e finanziario, che ha visto ridursi in maniera estremamente significativa la propria presenza, facendo venir meno una caratteristica di equilibrio e di contenimento della crisi in questo territorio”