Sanità privata, protesta Fp Cgil davanti a struttura a Firenze. “Condizioni insostenibili”

Sanità privata, presidio di lavoratrici e lavoratori davanti al Centro di Riabilitazione per Disabili Oda San Luigi a Firenze Castello. La Fp Cgil: “Condizioni di lavoro delle lavoratrici e lavoratori e carenze di organico insostenibili, senza una risposta adeguata da parte dell’azienda sarà mobilitazione a oltranza”. In programma una serie di proteste davanti ad altre strutture sanitarie per denunciare la situazione di chi ci lavora e i rischi per la qualità dei servizi

Stamani le lavoratrici e i lavoratori di ODA San Luigi (Centro di Riabilitazione per Disabili) hanno manifestato (con la Fp Cgil) in Via della Petraia davanti all’entrata della struttura a Firenze Castello, in cui lavorano ogni giorno garantendo assistenza e qualità di vita ad un’utenza molto fragile, per dare visibilità ad un disagio ormai esplosivo. Si tratta della prima di una serie di proteste davanti a strutture fiorentine che la Fp Cgil organizza per denunciare le condizioni di lavoro nel settore della sanità privata.
La Fp Cgil già ad ottobre aveva segnalato la criticità della situazione in Oda San Luigi, facendo riferimento al mancato rinnovo dei contratti nazionali per il quale si è scioperato anche di recente: “Chi garantisce assistenza e cura è pagato con contratti scaduti da 8 e 14 anni e che quindi ha uno stipendio il cui il potere di acquisto è ormai stato completamente esautorato dall’inflazione, arrivare a fine mese è diventato impossibile”.
Le condizioni economiche insostenibili hanno accelerato negli ultimi mesi la fuga del personale verso il pubblico o addirittura verso altre mansioni e aziende non sanitarie, rendendo la mancanza di personale cronica e pericolosa per l’utenza stessa a causa di carichi di lavoro insostenibili e turni di lavoro infiniti, aggravati da problemi di sicurezza all’interno della residenza (con porte di emergenza rotte da mesi) e sistemi di comunicazione tra operatori inadeguati in caso di emergenza.
Presso ODA San Luigi a Firenze Castello, il turn over negli ultimi mesi è di oltre il 50%, chi è rimasto in struttura è già nelle graduatorie del pubblico e tutti i reparti hanno in media 2/3 operatori in meno sul turno rispetto ad un anno fa e la metà rispetto a 2 anni fa, tanto da costringere in alcuni momenti alla chiusura del Centro Diurno. Ironia della sorte, venerdì scorso, il giorno dello sciopero nazionale nella sanità privata c’erano più operatori in servizio di qualsiasi altro giorno, per effetto delle liste sui servizi minimi essenziali.
Le lavoratrici e i lavoratori da tempo chiedono di essere ascoltati dall’azienda sui temi che riguardano la qualità del servizio, ma anche la loro dignità professionale e la loro sicurezza personale: carichi e organizzazione del lavoro, struttura conforme alle necessità dell’utenza, pagamento di tutti gli istituti contrattuali, compresa la pronta disponibilità di lavoratrici e lavoratori – grazie alla quale la struttura è riuscita fino ad oggi a tamponare la mancanza di personale ed emergenze di vario tipo – e accordi di secondi livello che tamponino l’emergenza retributiva in atto. Ma i confronti avuti fino ad oggi non hanno portato ad alcun miglioramento effettivo e da febbraio la direzione rimanda ad oltranza la richiesta di incontro unitario con le sigle sindacali, evitando di dare risposte ai problemi impellenti sollevati del personale.
La situazione – sottolinea il sindacato – è critica in tutto il comparto della sanità privata, accomunato da stipendi inadeguati e personale ridotto all’osso, ma in alcune strutture la situazione è veramente al limite, soprattutto laddove la fragilità dell’utenza richiederebbe personale formato e fidelizzato, invece che personale costantemente da formare e inserire nell’organico.
“La professionalità e l’amore che le lavoratrici e i lavoratori mettono ogni giorno nel loro lavoro non possono essere compressi da logiche di risparmio e da un’organizzazione inadeguata che rischia di ‘rompere’ le persone e il patto assistenziale con l’utenza – conclude la Fp Cgil Firenze -, se non saremo ascoltati, la protesta andrà avanti ad oltranza nelle ulteriori e opportune sedi”.

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