“Costruzioni, settore strategico: occorre rilanciare l’edilizia e la casa come motore di sviluppo”: stamani a Firenze il convegno Fillea Cgil “La filiera della casa. Dalle emergenze alle opportunità di sviluppo”
“La filiera delle costruzioni è un settore strategico: occorre rilanciare l’edilizia e la casa come motori di sviluppo, e come opportunità strategica di sviluppo fondato su innovazione, sostenibilità e rigenerazione urbana, senza prescindere mai dalla qualità del lavoro”: è l’appello lanciato dalla Fillea Cgil dal convegno di stamani a Firenze a Palazzo Medici Riccardi (sala Luca Giordano) “La filiera della casa. Dalle emergenze alle opportunità di sviluppo”, convegno organizzato da Fillea Cgil nazionale, Cgil Toscana e Fillea Cgil Toscana (col patrocinio della Città Metropolitana di Firenze).
I NUMERI TOSCANI
Il settore delle costruzioni rappresenta in Toscana circa un quarto dell’occupazione industriale complessiva e contribuisce per circa l’11% al PIL regionale. In termini di addetti conta 45.830 iscritti tra casse edili e Edilcasse, per 9.111 imprese, prendendo a riferimento i dati dell’Osservatorio Statistico CNCE, anno 2025. Le stime, basate su dati ISTAT, indicano però che il numero complessivo degli occupati, nella filiera delle costruzioni, è più ampio. Includendo altre figure professionali come installatori, tecnici di cantiere, lavoratori autonomi si arriva a circa 100.000 addetti.
La Fillea Cgil ha lanciato un allarme: si sta vivendo in una fase di estrema instabilità globale, segnata da tensioni geopolitiche e conflitti internazionali che producono effetti immediati su tutta la filiera dell’edilizia, con aumenti incontrollati dei prezzi dei materiali, aumento dei costi energetici e di trasporto, che possono mettere seriamente a rischio la sostenibilità economica di cantieri in corso e programmati, in un contesto di crisi energetica globale senza precedenti. A minare la tenuta del sistema ci sono poi i dazi e le nuove dinamiche commerciali. A questo si aggiunge la fine dei bonus edilizi e si avvicinano le scadenze del PNRR, oltre al taglio delle opere pubbliche nella legge di bilancio e al taglio agli investimenti in nuove abitazioni. L’analisi della filiera delle costruzioni in Toscana evidenzia quindi un settore profondamente influenzato dalle recenti emergenze, ma anche ricco di potenzialità di sviluppo.
LE PROPOSTE
Ha spiegato Alessia Gambassi, segretaria generale Fillea Cgil Toscana: “Emergenza casa, transizione ecologica e rigenerazione urbana sono le sfide su cui concentrare l’azione della nostra Regione in una visione condivisa con le parti sociali e le categorie economiche”. Sul tema casa la sfida per la Fillea Cgil Toscana è quella di immettere sul mercato immobili, sia in affitto che in vendita, a prezzi accessibili per famiglie, studenti e lavoratori. In Toscana si stimano circa 180.000 famiglie in disagio abitativo di cui circa 37.000 in emergenza abitativa grave. Sulla crisi energetica, il Governo è intervenuto alleggerendo le bollette attraverso bonus energia e gas, “con misure temporanee e insufficienti a coprire le reali necessità. Manca una vera e propria politica di contrasto alle cause degli alti costi energetici”, ha aggiunto Gambassi. In Toscana circa il 73% degli edifici è stato costruito prima degli anni ’80 e il 69% degli immobili ricade nelle classi energetiche meno efficienti. “Garantire riqualificazione, efficienza energetica e messa in sicurezza del patrimonio abitativo vuol dire che nei prossimi anni sarà necessario riqualificare in Toscana migliaia di edifici, con interventi che produrrebbero incremento di occupazione e del PIL, puntando a facilitare, anche negli appalti pubblici, chi nella filiera opera con materiali sostenibili, riusabili, ad alta prestazione e con nuove tecniche costruttive, a maggior valore aggiunto e contenuto tecnologico – ha spiegato Gambassi -. E inoltre è necessario incrementare l’offerta di edilizia residenziale pubblica anche attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente e non utilizzato e garantire l’adeguata manutenzione del patrimonio abitativo. Va nella giusta direzione il Comune di Firenze, con il progetto di social housing nell’area dell’ex caserma dei Lupi di Toscana. E non si può prescindere dal garantire un lavoro di qualità”.
LE DICHIARAZIONI
Ha dichiarato Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil: “Il settore delle costruzioni sta vivendo una fase di grande incertezza, legata soprattutto alla fine del PNRR e ai dubbi sul futuro dei cantieri. Non tutti i progetti verranno completati: andranno avanti quelli che oggi hanno una liquidità garantita alle stazioni appaltanti e quelli che il Governo continuerà a considerare strategici. Quello che però manca, e che in questi anni ha rappresentato un vero motore non solo per le costruzioni ma per l’intera economia italiana, è il sistema casa. La giornata di oggi nasce proprio con l’obiettivo di riportare questo tema al centro del dibattito. C’è poi un elemento di forte incertezza: il cosiddetto Piano Casa del Governo, annunciato più volte ma mai concretamente presentato. Al momento, le uniche risorse certe a disposizione sono circa 950 milioni di euro, che – conti alla mano – basteranno forse a ristrutturare appena 15.000 alloggi popolari. Esiste inoltre una questione ancora più grave: l’Italia ha votato contro la direttiva europea sulle “case green” e avrebbe dovuto presentare un piano nazionale entro dicembre, cosa che non è avvenuta. La Commissione Europea ha già inviato un richiamo, concedendo due mesi di tempo – di cui uno è già trascorso – per presentare il piano. In caso contrario, il Paese rischia una procedura di infrazione. È quindi necessario passare da un approccio ideologico a un piano concreto e operativo. L’emergenza abitativa è reale e dietro il tema della casa esiste un’intera filiera industriale che coinvolge circa 3 milioni di lavoratori: servono investimenti. Nel frattempo, i bonus edilizi sono stati drasticamente ridimensionati. Le nuove politiche sulle ristrutturazioni rischiano di favorire nuovamente il lavoro nero. In questo scenario complesso, la Toscana presenta alcune peculiarità. È una regione fatta di realtà diverse che comunque ha dimostrato più di altre regioni di saper coniugare ambiente e industria. Questo è un valore importante. Se la sostenibilità diventa centrale, allora anche il settore delle costruzioni deve essere visto in modo diverso: non più come semplice consumo di suolo, ma come cura del territorio. Oggi l’edilizia è cambiata: non è più solo sinonimo di cementificazione. I lavoratori edili sono sempre più impegnati nella manutenzione, nella riqualificazione e nella tutela del territorio. Prendersi cura del territorio significa intervenire sul dissesto idrogeologico, tema particolarmente rilevante, e avviare una manutenzione strutturale del patrimonio abitativo esistente. In Toscana, infatti, esiste un grande patrimonio edilizio, spesso caratterizzato da classi energetiche molto basse, che necessita di interventi urgenti”.
Ha detto il segretario generale Cgil Toscana Rossano Rossi: “Il settore delle Costruzioni può diventare una prospettiva di sviluppo perché ogni volta che si fa un investimento sull’edilizia moltiplica le risorse in tante altre branche. Quindi c’è una potenzialità esagerata e c’è un bisogno esagerato perché noi abbiamo il problema dei centri urbani che si spopolano perché ormai le case sono a costi inaccessibili. In tutto questo noi abbiamo investimenti da parte del governo zero, contributo per gli affitti zero, dinamiche geopolitiche attuali che aumentano i costi energetici e dei materiali. È necessaria una grande mobilitazione sulla casa perché la casa è uno dei principali diritti previsti dalla Costituzione e se noi vogliamo che la gente viva tranquillamente dobbiamo concedere un’abitazione adeguata”.
“Per noi in Toscana il diritto alla casa è fondamentale, c’è la necessità di interventi forti da parte del pubblico: noi come Regione ci abbiamo messo 58 milioni dei fondi europei che un mese fa, dopo una politica ricognitiva dei vari capitoli, abbiamo voluto affermare, ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana -. Dei quasi 600.000 occupati, lavoratori dipendenti, noi ci troviamo ad avere il diritto alla casa nel 16% con un’abitazione pubblica, più del 60% invece vive d’affitto, e quindi rimuoviamo l’idea che tutti hanno la casa di proprietà anche attraverso la propensione al piccolo risparmio come si ragiona solitamente. No, oggi l’affitto è l’aspetto preponderante con gli stipendi che diminuiscono e i valori delle case che aumentano”.
“Sono mesi, mesi e mesi che Meloni e Salvini continuano ad annunciare questi fantomatici piani casa, ma noi ad oggi sulla carta non abbiamo visto nessun piano casa. Siccome questa è un’urgenza non solo per la città di Firenze, ma, e lo dico da rappresentante Anci, per tutte le città italiane che si ritrovano nella stessa situazione, è urgente che il governo invece di fare degli annunci si sieda a un tavolo e che apra un confronto per mettere in campo davvero un piano casa che possa dare risposte”, ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro -. L’Europa sta facendo la sua parte, ha già annunciato un piano straordinario e noi con la rete dei sindaci europei siamo in contatto stretto per fare in modo che ci possano essere risorse sul fronte europeo, ma non può mancare la risposta del governo. Ad oggi è stato detto in tutte le lingue: prima è stato annunciato da Salvini, l’altro giorno Meloni ha detto che avrebbe messo in campo un piano per 100.000 alloggi in 10 anni. Vediamo questo piano e confrontiamoci per capire se va a dare le risposte che i territori hanno urgenza di avere”
IL FOCUS TOSCANO DEL CRESME SUL SETTORE: SCARICA QUI
IL FOCUS NAZIONALE DEL CRESME SUL SETTORE
Il settore delle costruzioni e della casa rappresenta uno dei principali motori dell’economia italiana, con un impatto che va ben oltre il semplice valore produttivo e coinvolge occupazione, filiere industriali e qualità della vita dei cittadini. È quanto emerge dal rapporto Cresme, presentato oggi a Firenze, “Il valore dell’industria della casa nell’economia italiana”, che evidenzia come le costruzioni siano strettamente connesse all’andamento del Pil e attivino relazioni economiche con quasi tutti i comparti produttivi: ben 59 branche su 63 risultano coinvolte nella filiera. Il settore genera valore aggiunto diretto per oltre 85 miliardi di euro, pari a circa il 5,2% del totale nazionale, ma il suo peso cresce significativamente se si considerano gli investimenti e l’indotto. Infatti, includendo costruzioni, immobiliare e servizi collegati, il comparto arriva a incidere fino al 18,4% del valore aggiunto complessivo, e può superare il 30% se analizzato dal lato della spesa complessiva e dei flussi economici attivati. Un dato che conferma il ruolo centrale della “filiera della casa” nell’economia del Paese. Il rapporto mette inoltre in evidenza come il valore generato dalle abitazioni – tra nuove costruzioni e patrimonio esistente – raggiunga nel 2024 circa 466 miliardi di euro, pari al 21% del Pil. Un contributo che deriva non solo dagli investimenti edilizi, ma anche dalle spese di manutenzione, gestione e utilizzo degli immobili. Dopo una fase di forte crescita recente, trainata anche dagli incentivi alla riqualificazione, emergono oggi segnali di rallentamento che rendono ancora più urgente una strategia strutturale per il settore. In questo quadro, diventa centrale una politica della casa capace di coniugare sviluppo economico, sostenibilità, qualità del lavoro e risposta ai bisogni abitativi. Le costruzioni e la casa non rappresentano soltanto un comparto produttivo, ma una leva strategica per la crescita inclusiva del Paese e per la riduzione delle disuguaglianze. Investire in questo settore significa sostenere l’economia reale, creare occupazione e migliorare le condizioni di vita delle persone.
IL CONVEGNO
Al convegno di stamani sono intervenuti: Bernardo Marasco, Segretario Generale Cgil Firenze); Alessia Gambassi, Segretaria Generale Fillea CGIL Toscana; Lorenzo Bellicini, Direttore CRESME; Leonardo Testai; Sara Funaro, Sindaca della Città Metropolitana di Firenze; Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana; Antonio Di Franco, Segretario Generale Fillea CGIL Nazionale; Rossano Rossi, Segretario Generale CGIL Toscana; Nicola Perini, Presidente Confservizi Cispel Toscana; Rossano Massai, Presidente ANCE Toscana; Giuseppe Gennaro, Presidente Costruzioni CNA Toscana; Giordano Cerofolini, Presidente Federazione Edilizia Confartigianato Toscana; Luigi Pino, Presidente CONFAPI Toscana; Giovanni Autorino, Responsabile Welfare Legacoop Toscana