Protesta al porto di Carrara, pro Pal condannati. Solidarietà dalla Cgil

La Cgil Massa Carrara esprime solidarietà ai 39 attivisti e attiviste pro Pal colpiti dal decreto penale di condanna a seguito della manifestazione dello scorso 22 settembre al porto di Carrara. Siamo nuovamente di fronte a quello che molti giuristi chiamano il diritto penale del dissenso sociale. Lo scopo di tali provvedimenti è chiaro ed è quello di intimidire chi decide di manifestare tanto per la Palestina, come accadeva in quei giorni, quanto per un lavoro più dignitoso, per i diritti civili, per un Mondo più giusto.
Un diritto che criminalizza il pensiero, la critica, la partecipazione attiva.
Un Governo che utilizza l’arma della repressione in risposta all’aumento di manifestazioni di piazza che chiedono la pace (e non solo) in un momento in cui l’unico canto che accomuna i Governi di tutto il mondo è quello che invoca la necessità del riarmo.
Un diritto che colpisce forme di resistenza passiva attuate pacificamente e senza uso di strumenti atti ad offendere.
Di fronte a ciò che sta accadendo nel Mondo confrontarsi con tali provvedimenti, rivolti a chi in quei giorni si batteva per la pace, e’ qualcosa di inaccettabile.

Pulsante per tornare all'inizio