Lotta alla povertà alimentare, a Firenze iniziativa Unicoop-Federconsumatori-Spi Cgil

Lotta alla povertà alimentare, a Firenze iniziativa Spi Cgil-Federconsumatori-Unicoop Firenze: “Il cibo sia un diritto non un privilegio”.
Presentati i numeri del fenomeno (nel 2025 7.500 persone con problemi di approvigionamento alimentare si sono presentati agli sportelli toscani di Federconsumatori, in Toscana sono 276mila gli anziani con criticità alimentare legata a stili di vita/comportamenti sbagliati o a rischio malnutrizione), il progetto “Cosa metto nel carrello” (per promuovere una cultura del consumo più consapevole, sostenibile e accessibile a tutti) e un decalogo di interventi per “garantire a tutte le persone l’accesso a un’alimentazione sana e dignitosa”.
Laura Grandi (Federconsumatori Toscana): “Garantire il diritto al cibo significa tutelare la dignità delle persone, prevenire problemi sanitari e sociali e rafforzare la coesione della comunità”.
Mario Batistini (Spi Cgil Firenze): “Cresce il numero di persone anziane che, pur non rientrando nelle condizioni di marginalità estrema, si trovano in difficoltà. Urgono interventi”.
Claudio Vanni (Unicoop Firenze): “In questi anni una tempesta si è abbattuta su individui e famiglie, alle prese con il carovita. In questo quadro, la nostra cooperativa è impegnata su più fronti con iniziative concrete”

“Povertà alimentare: la nuova frontiera della povertà sociale”: è il convegno, organizzato da Federconsumatori Toscana, Spi Cgil Firenze e Unicoop Firenze, che si è svolto stamani a Firenze a Palazzo Medici Riccardi (sala Giordano). Nell’occasione, si è fatto il punto sui dati del fenomeno, e sono state presentate due azioni per contrastare la povertà alimentare: il progetto “Cosa metto nel carrello” e un decalogo di interventi.

Ha detto Laura Grandi, presidente Federconsumatori Toscana: “In Toscana la povertà alimentare non è un fenomeno marginale né temporaneo, che non ha solo connotazioni economiche ma incide profondamente sulla salute delle persone. Garantire il diritto al cibo significa tutelare la dignità delle persone, prevenire problemi sanitari e sociali e rafforzare la coesione della comunità. Una società giusta si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno, a partire dai bisogni più fondamentali”.

Ha spiegato Mario Batistini, segretario generale Spi Cgil Firenze: “Il tema della povertà alimentare è una questione sempre più urgente anche nel nostro territorio, dove cresce il numero di persone anziane che, pur non rientrando nelle condizioni di marginalità estrema, si trovano in difficoltà. Parliamo di pensionati e pensionate che hanno condotto una vita dignitosa ma che oggi, a causa dell’inflazione, dell’aumento dei costi e degli imprevisti, sono costretti a ridurre quantità e qualità della spesa alimentare. Urgono strumenti concreti: rafforzare il sostegno ai redditi, intervenire sulla tassazione delle pensioni, estendere la quattordicesima mensilità e costruire sinergie con la grande distribuzione e il mondo del sociale. Contrastare la povertà alimentare oggi significa difendere la dignità delle persone e la coesione sociale delle nostre comunità”

Ha dichiarato Claudio Vanni, responsabile Relazioni esterne Unicoop Firenze: “I dati ci dipingono chiaramente la tempesta che, negli ultimi anni, si è abbattuta su individui e famiglie, alle prese con il carovita. In questo quadro di crescente povertà, la nostra cooperativa è impegnata su più fronti: grazie alle raccolte alimentari, svolte in collaborazione con le associazioni del territorio, riusciamo a mettere in campo una solidarietà a km zero, che fa arrivare un aiuto immediato e concreto alle persone più bisognose. Nel 2025 sono state raccolte e donate oltre 390 tonnellate di beni di prima necessità che hanno raggiunto le tavole delle mense solidali, gli empori della solidarietà e le case di chi ha bisogno. A questo si aggiungono i buoni spesa donati alle associazioni e quanto donato con Buon fine, il progetto di recupero merci che abbiamo al nostro attivo da circa 20 anni e che tiene insieme contrasto alla povertà e lotta allo spreco. Su questi temi riteniamo sia importante coinvolgere anche i più giovani e le scuole, alle quali da anni proponiamo percorsi educativi sui tempi di cibo, spreco e consumo consapevole. Quella contro la povertà è una battaglia che richiede un impegno congiunto rispetto al quale la nostra cooperativa è al fianco di chi ogni giorno lavora per dare risposte ai più fragili”

I NUMERI SULLA POVERTA’ E SULLA POVERTA’ ALIMENTARE

Il quadro generale sulla povertà in Toscana (Nono Rapporto 2024, presentato a marzo 2026 della Regione Toscana, Anci Osservatorio Sociale regionale) dice che il 4,9% delle famiglie toscane vive in povertà assoluta. Dato in aumento rispetto al 2023 (3,5%)
ma inferiore alla media nazionale (6,2%%). Dal 2008 al 2024 la povertà assoluta è più che raddoppiata, passando dal 2,4% al 4,9%.
Le famiglie con difficoltà ad arrivare a fine mese sono un numero altissimo: 48,5% nel 2025, mentre nel 2024 era 56,3%. Quasi 1 famiglia su 5 non regge una spesa imprevista di 2000 euro, e circa 1 su 6 fatica già con una di 800 euro. I dati Federconsumatori Toscana sul 2025 dicono che le persone che si sono rivolte agli sportelli regionali, lamentando problemi nell’ approvigionamento alimentare, sono 7500 (donne 64%, fascia 25–44 anni 26%, fascia 55–64 anni 31%, fascia 65–74 anni 27%, fascia 75–85 anni 16%, anziani in aumento del 16% rispetto il 2024, stranieri 62%.
In Toscana la povertà alimentare non è un fenomeno marginale né temporaneo ma è una questione strutturale che riguarda decine di migliaia di persone. Oggi circa 60.000 famiglie toscane vivono in povertà assoluta. Oltre il 13% della popolazione è a rischio di esclusione sociale. In Toscana il 15% delle famiglie ha difficoltà ad accedere a beni essenziali e il 12% non può affrontare una spesa imprevista. Questo significa vivere costantemente sul limite della povertà e che basta un imprevisto per scivolare nella povertà alimentare. Un aspetto particolarmente critico riguarda la popolazione anziana. Secondo le stime, in Toscana vivono circa 920.000 persone over 65, fino al 30% può trovarsi a rischio malnutrizione o difficoltà alimentare (per motivi di necessità o cattive abitudine). Si tratta di circa 276.000 anziani potenzialmente vulnerabili. Di questi, 140mila i malnutriti.
Il caso di Firenze Città è emblematico. Città internazionale, turistica, economicamente dinamica dove, al suo interno convivono fragilità profonde: migliaia di persone dipendono da aiuti alimentari; una quota rilevante di famiglie ha ISEE molto basso; circa 36.000 anziani sono a rischio malnutrizione. Il problema non è solo la povertà “tradizionale”, a Firenze emergono nuove forme di vulnerabilità: lavoratori poveri, con redditi insufficienti nonostante l’occupazione; anziani soli, esclusi dalle reti sociali; famiglie schiacciate dal costo della vita, soprattutto affitti e servizi. In una città dove il costo della vita cresce, anche chi lavora può non riuscire a mangiare in modo adeguato. Questo è il vero paradosso: la crescita economica non si traduce automaticamente in benessere diffuso.

IL DECALOGO

Federconsumatori Toscana, Unicoop Firenze e Spi Cgil Firenze hanno redatto un decalogo contro la povertà alimentare, invitando a sottoscriverlo soggetti istituzionali, organizzazioni, associazioni. “Il cibo è un diritto, non un privilegio”. Obiettivi: garantire a tutte le persone l’accesso a un’alimentazione sana e dignitosa, riducendo al contempo le cause strutturali della povertà alimentare. Linee di intervento: 1) Empori solidali territoriali. Supermercati sociali dove le persone vulnerabili possono scegliere prodotti con una tessera dedicata; 2) Buoni alimentari stabili. Trasformare i buoni spesa da misura emergenziale a strumento permanente di welfare locale; 3) Recupero e redistribuzione delle eccedenze. Reti tra supermercati, mercati, ristoranti e aziende agricole per ridurre spreco e fame; 4) Mense comunitarie. Spazi di condivisione dove ricevere cibo e rafforzare la socialità; 5) Osservatorio locale sulla povertà alimentare. Raccolta dati e monitoraggio costante per politiche più efficaci; 6) Programmi di educazione alimentare. Percorsi nelle scuole e nei quartieri su alimentazione sana, salute e sostenibilità; 7) Sostegno mirato alle famiglie. Accesso a mense scolastiche e pacchi alimentari per nuclei fragili; 8) Integrazione con politiche sociali. Collegare cibo, lavoro, casa, salute e inclusione sociale; 9) Coinvolgimento delle imprese. Promuovere responsabilità sociale delle aziende locali per sostegno alimentare; 10) Governance territoriale. Tavoli permanenti tra istituzioni, terzo settore, università e comunità per coordinare interventi.

IL PROGETTO “COSA METTO NEL CARRELLO”

Promuovere una cultura del consumo più consapevole, sostenibile e accessibile a tutti: è questo l’obiettivo del progetto “Cosa metto nel carrello”, promosso da Spi Cgil Firenze e Federconsumatori Toscana per contrastare la povertà alimentare e supportare i cittadini, in particolare le fasce più fragili, nelle scelte quotidiane legate al cibo. Il progetto si sviluppa attraverso la produzione di contenuti multimediali e attività informative che mirano a: favorire scelte di acquisto più consapevoli e sostenibili; promuovere la conoscenza dei prodotti locali e delle filiere corte; contrastare disinformazione e messaggi pubblicitari fuorvianti. Saranno inoltre realizzati contenuti volti a implementare la consapevolezza dei danni derivanti dalla cattiva alimentazione, sia essa causata dalla privazione che dagli eccessi, con particolare attenzione alla lettura delle etichette, all’analisi dei componenti e alle strategie di marketing e packaging che possono abbassare l’attenzione del consumatore o indurlo ad acquistare prodotti non adeguati a una corretta alimentazione. Un’attenzione particolare è rivolta anche alla prevenzione delle malattie legate alla cattiva alimentazione e alla riduzione dello spreco alimentare.
Il messaggio centrale sarà quello della moderazione negli acquisti come strumento concreto per evitare sprechi e migliorare la qualità della dieta. Il progetto prevede inoltre incontri tematici sul territorio, con un focus sugli istituti scolastici secondari, per coinvolgere le nuove generazioni e promuovere una maggiore consapevolezza fin dall’adolescenza. A supporto delle attività, saranno distribuite simbolicamente delle sporte “Cosa metto nel carrello”, dotate di QR code per accedere ai contenuti informativi realizzati.

IL CONVEGNO

Il convegno a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, dopo i saluti istituzionali di Nicola Armentano, consigliere Città metropolitana di Firenze, ha visto gli interventi di: Lorenzo Ballerini, assessore al sociale Comune di Campi Bisenzio; Nicola Sciclone, direttore IRPET; Gianna Ciampi, direttore UFC Promozione della salute – USL Toscana Centro; Guendalina Allodi, direttore UO Igiene Alimenti e Nutrizione USL Toscana Centro; Gavino Maciocco, docente universitario Ateneo di Firenze; Alessandro Mazzelli, Rete di solidarietà Q/3; Marzio Mori, direttore Caritas Diocesana Firenze; Barbara Bonini, dirigente Servizi sociali Comune di Firenze; Cinzia Vitale, garante anziani Comune di Firenze; Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze; Mario Batistini, segretario generale SPI CGIL Firenze; Laura Grandi, presidente Federconsumatori Toscana.

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