The Italian Sea Group (Marina di Carrara), Cgil e Fiom: “Preoccupati per la quasi totale assenza all’interno del cantiere dei fornitori strategici per l’avanzamento delle commesse e per la mancanza di un piano industriale”
A seguito dell’apertura della procedura di Composizione Negoziata della Crisi (CNC) formalizzata in data 16 marzo, come Fiom e Cgil abbiamo pubblicamente richiesto che quanto esplicitato al tavolo istituzionale del 12 marzo da TISG (The Italian Sea Group), ovvero la continuità lavorativa delle maestranze, fosse rispettato. Con tale richiesta significavamo una ripresa reale dell’attività lavorativa a cui avrebbe fatto seguito il rientro graduale delle maestranze impiegate nell’indotto che, almeno fino al momento della formalizzazione della crisi stessa, rappresentavano più dei 2/3 della forza lavoro presente all’interno del cantiere.
Da quanto ci risulta, ad oggi, sono sempre meno i lavoratori dell’indotto presenti all’interno del cantiere, limitando conseguentemente il carico di lavoro dei diretti. Le preoccupazioni da noi manifestate, rispetto alle dichiarazioni fatte da TISG, trovano il loro fondamento nella quasi totale assenza all’interno del cantiere dei fornitori strategici funzionali per l’avanzamento delle commesse. Tuttavia, se da un lato l’azienda ha mantenuto fede agli adempimenti degli istituti contrattuali per la propria forza lavoro diretta, dall’altro ha pressoché svuotato il cantiere degli appalti, mettendo a rischio, come già più volte da noi dichiarato, la tenuta della filiera e conseguentemente quella di più di 1500 posti di lavoro.
In merito alla fase della CNC, che ricordiamo è uno strumento pensato per salvare imprese che si trovano in difficoltà, favorire il dialogo con i creditori e preservare il valore degli asset aziendali, non vorremmo invece che, questo istituto, si trasformasse solo ed esclusivamente in uno scudo utile a sacrificare appaltatori e subappaltatori e conseguentemente lavoratrici e lavoratori.
A differenza di quanto dichiarato al tavolo istituzionale del 12 marzo dal Presidente di TISG, non è pensabile che il rischio d’impresa che si assume un appaltatore monocommittente possa essere contemporaneamente sia quello della propria azienda che quello della stazione appaltante. Non vogliamo con questo comunicato mettere assolutamente in dubbio le competenze e l’onestà intellettuale dell’Esperto nominato a seguito dell’apertura della procedura, ma sottolineare la continua reticenza aziendale rispetto alla reale situazione finanziaria ed industriale in cui si trova. Pochi giorni fa, assieme a molti altri soggetti ed ordini professionali, siamo stati destinatari di una mail proveniente da un indirizzo anonimo e non firmata, alla quale si allegava un documento del legale incaricato da TISG. All’interno del corpo della mail, riprendendo quanto in allegato, si faceva riferimento a richieste di somme aggiuntive ad un armatore rispetto a quanto già pattuito per la vendita di un’imbarcazione e regolarmente saldato. Nonostante l’anonimato del mittente della missiva, ci stupisce come in un momento così delicato per le sorti del cantiere, nessuna risposta pubblica ci sia stata da parte di nessuno dei soggetti in indirizzo, considerato il fatto che l’azienda si trova all’interno della procedura di CNC. Quello che ci preoccupa come Fiom e Cgil, lungi da qualsiasi ipotesi di speculazione, è, almeno fino a questo momento, la mancanza di un vero e proprio piano industriale funzionale ad una vera ripresa dell’attività e alla salvaguardia occupazionale di tutte le maestranze, dirette ed in appalto, coinvolte.
Firmato: Umberto Faita Segretario Generale Fiom Cgil Massa Carrara; Nicola Del Vecchio Segretario Generale Cgil Massa Carrara