Servizio idrico integrato, Cgil e Filctem Toscana: “Sentenza Tribunale rafforza ruolo pubblico nella gestione”

Servizio idrico integrato, Cgil e Filctem Cgil Toscana: “La sentenza del Tribunale civile di Firenze, pubblicata il 10 marzo 2026, rafforza il ruolo pubblico nella gestione dei servizi essenziali”

La CGIL e la FILCTEM della Toscana ritengono importante la recente sentenza del Tribunale civile di Firenze che consente il trasferimento ai soci pubblici di Publiacqua delle quote di Acque blu fiorentine controllata da Acea.
Questa decisione infatti, insieme alla posizione assunta dall’assemblea dell’Ait di procedere verso una gestione pubblica del servizio idrico integrato all’interno della multiutility Plures, contribuisce a fare chiarezza su un punto fondamentale: la gestione del servizio idrico integrato dei territori di Firenze, Prato, Pistoia e del Valdarno aretino può tornare pienamente nella disponibilità e nella responsabilità dei soggetti pubblici, così come già avviene per gli altri servizi fondamentali nel perimetro della multiutility, quali l’energia e il ciclo dei rifiuti.
Tutti settori che rappresentano ambiti strategici importanti per la qualità della vita dei cittadini, per il lavoro, per dell’ambiente e per lo sviluppo del territorio.
Come organizzazioni sindacali ci siamo sempre opposti alla quotazione in borsa delle società che gestiscono i servizi pubblici essenziali. Riteniamo infatti che la gestione dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia non possa essere subordinata a logiche finanziarie o speculative, ma debba rimanere sotto un saldo controllo pubblico, capace di garantire qualità del servizio e tariffe sostenibili, equità nell’accesso e investimenti importanti e coerenti con i bisogni delle comunità e del sistema economico territoriale.
Allo stesso tempo, crediamo che le utility pubbliche e partecipate debbano affrontare una fase di profonda evoluzione. Dal ruolo operativo e tecnico che hanno storicamente svolto – gestire reti, erogare servizi, mantenere e sviluppare impianti – è necessario compiere un salto di qualità. Senza questa trasformazione, il rischio è quello di un ulteriore impoverimento dei territori e di un indebolimento del sistema produttivo e manifatturiero.
Per CGIL e FILCTEM regionali è quindi fondamentale che le utility pubbliche, oltre a gestire in modo efficace e con tariffe eque i servizi di competenza, diventino vere e proprie piattaforme integrate di innovazione e di economia circolare per l’intero territorio regionale. Strutture capaci non solo di adottare tecnologie e soluzioni energetiche, digitali e ambientali avanzate nei propri processi interni, ma anche di generarne di nuove, di svilupparle insieme alle università, ai centri di ricerca e alle startup, e di diffonderle sul territorio e nel tessuto delle piccole e medie imprese locali.
In questo modo i servizi pubblici possono diventare una leva strategica per lo sviluppo sostenibile, per la qualificazione del lavoro e del comparto manifatturiero toscano e per il rafforzamento dell’economia territoriale fornendo un supporto fondamentale per contrastare i processi di deindustrializzazione già in atto.
La sentenza rappresenta dunque un’occasione per riaprire una riflessione complessiva sul modello di gestione dei servizi pubblici locali nella nostra regione, sulla loro integrazione, sul ruolo attivo che questi possono svolgere nelle politiche industriali territoriali e sull’allargamento del perimetro di partecipazione dei comuni toscani, rimettendo al centro il ruolo del pubblico, la qualità del lavoro, lo sviluppo economico e industriale dei territori e l’interesse generale delle comunità.

Firmato: CGIL Toscana, Filctem Cgil Toscana

Pulsante per tornare all'inizio