Geopolitica del lavoro e guerra, l’iniziativa Cgil Toscana a Firenze (video e trascrizioni)

“Geopolitika del lavoro in un mondo di guerra”: oggi si è svolta l’iniziativa Cgil Toscana a Firenze, un confronto tra mondo accademico, istituzioni, politica, società civile e sindacato. Nel mattino sono intervenuti Giulia Biagetti, Alessandro Volpi, Alessandra Algostino, Francesco Sinopoli, Raffaella Bolini, Stefano Fassina, Rossano Rossi. Nel pomeriggio è stata la volta di Anna Maria Romano, Mia Diop, Maurizio Brotini, Yiftalem Parigi, Arturo Scotto, Serena Sorrentino

I LAVORI DEL MATTINO (VIDEO INTEGRALE)

I LAVORI DEL POMERIGGIO (VIDEO INTEGRALE)

Trascrizione dei lavori della mattina 

Trascrizione dei lavori del pomeriggio

VIDEO-REEL DELLA MATTINA

VIDEO-REEL DEL POMERIGGIO

Ha detto Anna Maria Romano (segreteria Cgil Toscana): “Le guerre influenzano la vita di tutte le persone, anche quando sembrano lontane. I conflitti che attraversano il mondo producono effetti concreti anche nei nostri territori: aumentano le disuguaglianze, alimentano la povertà, incidono sui diritti e sulle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Non c’è solo l’impatto economico e sociale. C’è anche il modo in cui la guerra viene raccontata. Troppo spesso il linguaggio utilizzato la rende distante, quasi inevitabile o accettabile. Per questo sentiamo il dovere morale e politico di chiamare le cose con il loro nome: la guerra è morte, distruzione, ingiustizia. I conflitti globali producono conseguenze dirette anche nelle nostre società: rincari dell’energia, crisi economiche, instabilità e, soprattutto, un progressivo indebolimento del diritto internazionale. Quando viene meno il rispetto delle regole tra gli Stati, a cascata si indeboliscono anche i diritti delle persone, delle lavoratrici e dei lavoratori. Il modello economico che alimenta tensioni e conflitti, in cui i profitti – spesso predatori – vengono posti sopra ogni altra cosa, erode progressivamente i diritti e le tutele sociali. Questo processo è spesso accompagnato da una politica della paura, che spinge le persone ad accettare soluzioni autoritarie o semplificate. Per questo è fondamentale smontare questa narrazione e ricostruire una lettura critica di ciò che accade nel mondo. Il confronto promosso con il convegno “Geopolitica del lavoro. In un mondo di guerra”, che mette insieme studiosi, istituzioni e rappresentanti del mondo del lavoro, nasce proprio con questo obiettivo: analizzare le trasformazioni in atto e costruire alleanze nuove per difendere i diritti e la democrazia. La pace non è un obiettivo astratto o ingenuo: è la condizione indispensabile per garantire diritti sociali, lavoro dignitoso e giustizia. Senza pace non può esistere sviluppo equo. È inoltre necessario ricordare come i conflitti colpiscano in modo particolare le donne. In guerra le donne subiscono violenze specifiche, come l’uso dello stupro come arma di guerra, mentre anche nelle società lontane dai fronti di combattimento sono spesso le prime a pagare il prezzo dei tagli al welfare, della precarietà e della perdita dei diritti sociali. Per questo la CGIL Toscana ritiene fondamentale aprire un confronto ampio con il mondo della ricerca, delle istituzioni e della società civile per cambiare la narrazione dominante e avanzare proposte concrete per un mondo fondato sulla pace, sui diritti e sulla dignità del lavoro

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