I tempi di attesa per il riconoscimento dell’invalidità civile e per l’accesso ai benefici previsti dalla Legge 68/1999 che promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità continuano a essere inaccettabilmente lunghi.
Una situazione che colpisce proprio le persone più fragili: cittadini e cittadine con problemi di salute, spesso in condizioni economiche difficili, che attendono da mesi il riconoscimento di un diritto fondamentale.
Attualmente in tutta la provincia livornese registriamo molte segnalazioni di casi di persone che attendono ancora la convocazione dopo aver presentato la domanda di accertamento dell’invalidità civile. In alcuni casi (come a Cecina e Donoratico) l’attesa arriva fino a 6 mesi.
Un tempo di attesa che supera ampiamente quanto dovrebbe essere garantito dalle procedure previste dall’Inps e dalle commissioni medico-legali delle aziende sanitarie.
Questi ritardi non sono un semplice disservizio burocratico: producono conseguenze concrete e pesanti nella vita delle persone. Senza il riconoscimento dell’invalidità, infatti, molti cittadini non possono accedere a sostegni economici, percorsi di inserimento lavorativo, agevolazioni sanitarie e strumenti di tutela previsti dalla normativa.
In particolare resta bloccato anche l’accesso alle opportunità di lavoro garantite dalla Legge 68/1999,
Per chi vive già una condizione di fragilità queste lunghe attese rappresentano un duro colpo. Significa restare sospesi, senza risposte, senza tutele e spesso senza reddito.
È necessario che le istituzioni competenti – a partire dall’Inps e dalle commissioni medico-legali territoriali – intervengano con urgenza per ridurre i tempi di convocazione, rafforzare gli organici e garantire procedure più rapide ed efficienti.
Il riconoscimento dell’invalidità civile non è una concessione, ma un diritto previsto dalla legge. E quando un diritto viene rinviato per mesi, di fatto viene negato.
Per questo chiediamo che si intervenga immediatamente per sbloccare le pratiche in attesa e assicurare a questi cittadini – e a tutti coloro che si trovano nella stessa situazione – risposte rapide, certe e rispettose della dignità delle persone.
I diritti, soprattutto quando riguardano i più fragili, non possono restare fermi negli uffici.
Monica Cavallini (segreteria Spi-Cgil Livorno)