De Palma (Fiom), ‘votare no per salvaguardare Costituzione e democrazia’
‘Il governo non tollera la critica da giornali e sindacati’
“In questo momento in Italia votare no” al referendum sulla riforma della giustizia “significa salvaguardare Costituzione e democrazia, perché l’autonomia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato è un punto fondamentale della nostra architettura costituzionale”. Lo ha affermato Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, a margine di un’assemblea dei lavoratori alla Baker Hughes di Firenze.
“Credo che sia del tutto evidente – ha osservato – che abbiamo scelte del governo che puntano alla depenalizzazione per i colletti bianchi, alla depenalizzazione dei reati amministrativi, finanziari; e invece ad un restringimento degli spazi di democrazia per chi come noi, per esempio, è costretto a scioperare, manifestare: col decreto sicurezza rischia addirittura il carcere”.
Secondo De Palma “il governo non tollera la critica e quindi vuole che i giornali raccontino quello che loro pensano, vogliono che i magistrati facciano quello che il governo intende fare con l’utilizzo della magistratura, vogliono che il sindacato applauda le scelte che fa il governo, ma noi per natura siamo fatti diversi, cioè noi siamo quelli che tendenzialmente esercitano una critica anche quando ci sono governi di centrosinistra, figuriamoci in una situazione in cui uno pretende il fatto che noi non abbiamo più un’autonomia contrattuale e negoziale”.
De Palma (Fiom), ‘bisogna detassare gli aumenti del contratto nazionale’
‘Chi sceglie la rendita oggi paga meno tasse di chi va a lavorare’
“Un grande intervento che va messo in campo sia quello di detassare gli aumenti del contratto nazionale, e ovviamente aumentare invece le tasse per chi vive di rendita”. Lo ha affermato Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, a margine di un’assemblea dei lavoratori alla Baker Hughes di Firenze. Chi sceglie “la rendita finanziaria” come anche “la rendita immobiliare”, ha aggiunto De Palma, “paga meno tasse di quante ne paga un lavoratore che la mattina si sveglia e va a lavorare”.
Il leader della Fiom, in questi giorni a Firenze per confrontarsi nelle fabbriche sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, osserva che “c’è una grande partecipazione delle lavoratrici e lavoratori alle assemblee. C’è una grande consapevolezza del fatto che il contratto nazionale dei metalmeccanici è l’unico contratto nazionale che difende davvero i lavoratori dall’inflazione e che garantisce loro un potere d’acquisto oltre l’andamento dell’inflazione”.
De Palma rivendica che “siamo riusciti con questo contratto a dare stabilità nei rapporti di lavoro precari rispetto alla legge che c’è nel nostro paese: e la sensazione che ho avuto dalle assemblee è che c’è, ovviamente nelle aziende in cui si lavora, la volontà di andare avanti, che vorrebbe dire anche al sistema politico regionale e nazionale che il tema dell’industria va rimesso al centro delle politiche delle regioni e del governo”. (ANSA).
De Palma ‘appello urgente a Giani per confronto su crisi industriali Toscana’
‘Così negoziamo col Governo soluzioni per mantenere capacità produttiva regionale’
“Faccio un appello al presidente della Regione” Toscana, Eugenio Giani, perché “credo che sia necessario un confronto urgente su alcuni dossier di crisi industriale reale che ci sono in questo momento in Toscana”. Lo ha affermato Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, a margine di un’assemblea dei lavoratori alla Baker Hughes (ex Nuovo Pignone) di Firenze.
Uno dei settori in questione, ha osservato De Palma, “è il settore dell’automotive: abbiamo più stabilimenti in cui si rischiano gli occupati e si rischiano le chiusure. Abbiamo la situazione di Piombino: stamattina c’è un elemento in più che si è determinato, il rischio per le lavoratrici e lavoratori, a fronte di un infortunio al forno. Noi abbiamo bisogno su Piombino, sull’automotive, e sul sistema della moda di andare oltre, penso anche alla situazione di Beko” a Siena.
Per il leader della Fiom “abbiamo la necessità di poter avere un tavolo regionale che ci dia la possibilità di poter poi, dopo, negoziare anche con il governo soluzioni industriali e occupazionali che non vedano la distruzione della capacità produttiva industriale che c’è in una regione come questa. In secondo luogo bisogna discutere con la Regione di come si attirano nuovi investimenti industriali”. (ANSA).
Giani, raccolgo l’invito del sindacato per un incontro sulle crisi industriali
‘Per iniziative specifiche forti per la reindustrializzazione della Toscana’
“Io raccoglierò questo invito, già stiamo facendo molto attraverso le politiche industriali della Regione Toscana, ma capisco che certe volte da parte del sindacato c’è la necessità di interfacciarsi direttamente con il presidente”. Così il presidente della Toscana, Eugenio Giani, risponde a Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, che a margine di un’assemblea dei lavoratori alla Baker Hughes di Firenze ha fatto un appello a Giani per un “confronto urgente” sulle crisi industriali.
“Raccoglierò questo invito – ha aggiunto Giani a margine di una conferenza stampa – perché condivido che le politiche industriali ci debbano portare a iniziative specifiche forti per la reindustrializzazione della Toscana”. (ANSA).
Le parole di Daniele Calosi
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha accolto l’invito delle organizzazioni sindacali a un confronto sulle crisi industriali che interessano il territorio, rispondendo all’appello lanciato dal segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, durante un’assemblea dei lavoratori alla Baker Hughes di Firenze.
Giani ha ribadito la disponibilità ad aprire un confronto diretto, sottolineando l’impegno già in corso attraverso le politiche industriali regionali e la necessità di avviare iniziative forti e specifiche per la reindustrializzazione della Toscana.
Alla dichiarazione del presidente ha fatto seguito la presa di posizione della Fiom Toscana. Il segretario generale Daniele Calosi ha dichiarato che il sindacato apprende dalla stampa la disponibilità del presidente al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sulle crisi industriali regionali, accogliendo positivamente la disponibilità di Giani al confronto.
Calosi ha però evidenziato come Fim, Fiom e Uilm Toscana siano ancora in attesa della costituzione del tavolo regionale sul settore automotive, ritenuto strategico per il futuro industriale del territorio. Le organizzazioni sindacali si dicono disponibili a proporre soluzioni concrete, che la Regione potrebbe adottare attraverso i propri strumenti legislativi ed economici.
“Ma senza confronto con le Istituzioni non abbiamo soluzione – ha concluso Calosi – e senza soluzioni la crisi cancellerà ancora una volta un pezzo del lavoro industriale toscano.”