Scuola e libertà d’insegnamento, l’odg approvato dall’assemblea generale Cgil Toscana

Segue il testo dell’Ordine del giorno proposta da Flc Cgil Toscana e fatto proprio dall’assemblea generale Cgil Toscana riunita oggi a Firenze

La Cgil Toscana condanna i gravi atti di intimidazione ai docenti e il tentativo di limitare la libertà di insegnamento da parte di Azione studentesca, associazione legata al partito Fratelli d’Italia.
Da qualche settimana, in alcune province della Toscana e in altre regioni italiane circolano volantini di Azione studentesca da cui, attraverso un QR code, si accede ad un questionario nel quale si chiede chi siano i professori di sinistra nella propria scuola.
E’ evidente che si tratti di un tentativo di schedatura degli insegnanti, penalmente perseguibile, con un intento limitante della libertà di insegnamento, che ricorda le liste di proscrizione del regime fascista o il controllo autoritario all’interno delle fabbriche negli anni 50-70 del secolo scorso.
In questo scenario antidemocratico, alimentato da una marea montante di delegittimazione di ogni dissenso, si inserisce anche lo striscione di Azione studentesca appeso qualche giorno fa alla cancellata del liceo Livi di Prato. Un’iniziativa intimidatoria contro i docenti di quella scuola che hanno proposto una riflessione sull’antifascismo nel programma di educazione civica, contro la quale abbiamo subito risposto in difesa del personale della scuola e della democrazia nell’istituto. In questo contesto, sottolineiamo il silenzio assordante da parte del Ministero dell’Istruzione e del suo ufficio regionale.
A questo proposito, tutto il settore della conoscenza in Toscana è sotto un attacco condotto in varie forme.
Un esempio è il commissariamento della Regione Toscana per l’applicazione degli accorpamenti tra scuole, che celano un taglio lineare di finanziamenti, creando un danno maggiore agli abitanti delle zone periferiche e una diminuzione dei posti di lavoro che impatterà in modo particolare sul personale ATA e docente precario.
Un altro caso emblematico di attacco alla scuola è il tentativo classista di far passare da 5 a 4 gli anni di corso degli istituti tecnici e professionali, trasformandoli in scuole di avviamento professionale, con gravi danni per l’istruzione e la crescita culturale e professionale di studentesse e studenti.
Altrettanto gravi risultano le ispezioni inviate nelle scuole da parte del Ministero, tese a colpire le insegnanti che avevano fatto partecipare le proprie classi a dei webinar con Francesca Albanese.
Ricordiamo che la libertà di insegnamento è garantita dall’art. 33 della Costituzione. Essa tutela il docente non solo nella scelta dei contenuti, delle fonti e delle metodologie didattiche, ma anche rispetto a forme di condizionamento esterno che, anche quando non si traducono in censure esplicite come in questi casi, possono determinare un effetto dissuasivo sull’attività di insegnamento.
Per questi motivi, la Cgil Toscana si impegna a denunciare e combattere qualsiasi tentativo di restrizione dei diritti dei docenti e di tutto il personale scolastico, perché la libertà di insegnamento non può essere condizionata né dal dibattito pubblico e da gogne mediatiche, né da reazioni autoritarie anticostituzionali.

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