I sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb hanno proclamato lo scorso 3 febbraio lo stato di agitazione dei lavoratori dell’aeroporto Galilei di Pisa “dopo i ripetuti episodi di aggressioni al personale: l’ultimo grave caso risale al primo gennaio, quando una lavoratrice addetta all’imbarco è stata aggredita”. I sindacati denunciano l’assenza di risposte alla richiesta di un incontro con aziende e istituzioni e annunciano “l’avvio delle procedure di raffreddamento: in mancanza di riscontri, si aprirà una fase di mobilitazione dello scalo”. Lo hanno reso noto i sindacati.
Una recente assemblea dei lavoratori, spiega la nota sindacale, “ha espresso con forza l’urgenza di affrontare in modo strutturato e risolutivo il tema della sicurezza, richiamando le aziende e le istituzioni competenti ad assumersi le proprie responsabilità in relazione all’operatività dello scalo: l’aeroporto deve garantire condizioni di sicurezza adeguate sia ai lavoratori sia all’utenza e la frammentazione delle competenze e delle responsabilità tra le diverse aziende operanti, il gestore aeroportuale, Enac e le forze dell’ordine non può e non deve costituire un alibi per l’assenza di interventi efficaci”.
Le categorie di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb hanno richiesto “senza ottenere alcun riscontro” alle società aeroportuali, agli enti e alle istituzioni “la convocazione di un incontro specifico: questa mancanza di attenzione risulta inaccettabile e incomprensibile per i lavoratori e rappresenta l’ennesima conferma dell’assenza di un interlocutore riconosciuto e responsabile in grado di affrontare tematiche di interesse generale per l’aeroporto”. (ANSA).
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