Grosseto, Pam licenzia storica dipendente per detersivo non pagato: protesta Filcams Cgil

Una storica dipendente del supermercato Pam di via del Sabotino a Grosseto, con oltre 30 anni di servizio, è stata licenziata dopo un incidente durante la spesa post-turno: ha acquistato un flacone di detersivo e quando stava uscendo si è rotta la busta che lo conteneva e il flacone si è rotto. Secondo la ricostruzione ne ha preso uno nuovo con l’ok del responsabile in quello che sembrava un normale caso di sostituzione del prodotto. L’azienda però, poi la ha convocata per il licenziamento, dicendo che non l’ha pagato (valore circa 2,90 euro), configurando così l’atto come una “sottrazione”. La lavoratrice, assistita dalla Filcams Cgil e dal segretario Pierpaolo Micci, ha contestato il provvedimento come illegittimo e spropositato, ricorrendo al tribunale del lavoro dove è fissata udienza entro un mese e mezzo davanti al giudice Giuseppe Grosso.

«Quello che preoccupa maggiormente – afferma ancora Micci – è che lavoratrici e lavoratori si ritrovino soli di fronte ad aziende che agiscono senza rispetto dei diritti. Questi episodi lasciano cicatrici sui lavoratori colpiti da provvedimenti simili».

«La Filcams Cgil Grosseto sostiene completamente la lavoratrice nella sua battaglia legale e lotta costantemente per la tutela di tutti i diritti che le disposizioni normative e contrattuali riconoscono – prosegue Micci – Sarà il tribunale a valutare la correttezza della procedura e la legittimità delle motivazioni del licenziamento. Quanto successo alla lavoratrice è parte di un attacco sistematico ai diritti del lavoro e alla dignità umana dei lavoratori della grande distribuzione, che dovrebbe far riflettere tutti i cittadini e le cittadine, perché se il lavoro è anche dignità, fatti simili minano le fondamenta di ognuno di noi».

«Se questo percorso servirà, analogamente a quanto successo a Siena, a rendere il mondo del lavoro anche solo un po’ migliore, avremo un commercio più giusto ma anche lavoratori che lavoreranno meglio – conclude Micci – perché saranno sicuri di lavorare in un ambiente sano e anche i clienti compreranno più volentieri. E, ricordo in conclusione, che quanto successo è capitato a una cliente, che sì era dipendente di quel supermercato ma in quel momento era una cliente. Siamo tutti persone e credo che la donna vittima di questo licenziamento meriti che i suoi diritti siano riconosciuti, sono fiducioso che la giustizia saprà ridare valore umano a una vicenda che purtroppo, di umano ha ben poco».

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