Scuola Livi di Prato, la Flc Cgil: “La libertà di insegnare non può essere messa all’indice”

La FLC CGIL Prato intende esprimere la propria posizione in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa, anche a livello nazionale, sulla campagna di Azione studentesca che mette all’indice i docenti dell’Istituto Superiore Carlo Livi di Prato, rei di aver proposto una riflessione sull’antifascismo nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica. Per i giovani di destra si tratta di “l’ennesimo festival del pensiero unico dove l’antifascismo viene spacciato per programma didattico” e di “catechismo politico forzato”. E ancora: “Invece di far propaganda la scuola farebbe bene a insegnare la voglia di libertà e di impegno per la Nazione”.
L’antifascismo non è una scelta negoziabile ma un pilastro fondante della nostra Carta costituzionale per almeno due ordini di ragioni. In primo luogo il progetto costituzionale nasce con l’accordo di tutte le forze politiche dell’epoca, dopo le macerie della guerra e in discontinuità col regime che ad essa aveva condotto, per affermare la democrazia, il pluralismo e la libertà. Con la Costituzione nasce il progetto della scuola democratica finalizzata alla rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
In secondo luogo la Costituzione riserva alla scuola due fondamentali articoli. Il primo è volto alla piena inclusione di tutti, “La scuola è aperta a tutti” (art 34 Cost.) in coerenza con il principio di uguaglianza, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Il secondo è posto a garanzia e tutela della libertà di insegnamento, “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” (art 33 Cost), conculcata nel ventennio precedente, segnato dall’imposizione di contenuti e strumenti.
Dunque respingiamo ogni tentativo volto a limitare lo spazio di libertà dell’insegnamento e riaffermiamo il nostro sostegno a tutti i docenti che si impegnano quotidianamente affinchè i loro studenti sviluppino senso critico e libertà di pensiero senza i quali non vi è futuro per la democrazia.

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