Svolta Amom (Ar): ritirate le procedure di licenziamento

“Abbiamo tolto la pistola alla tempia del confronto”. Così Antonio Fascetto, segretario della Fiom Cgil, commenta l’esito dell’incontro di oggi pomeriggio in Regione Toscana sulla Amom. Al tavolo convocato dall’Unità di crisi, la delegazione dei lavoratori, la Fiom aretina e toscana e, ovviamente, l’azienda.
“La nostra richiesta era il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo ed è stata accolta – commenta Fascetto. In quella avviata dall’azienda, avevamo rilevato gravi profili di antisindacalità. Per queste ragioni avevamo già depositato ricorso presso il Tribunale di Arezzo, ai sensi dell’articolo 28 della Legge 300/70”.
Deposta sul tavolo la “pistola”, rimane la solidarietà che scadrà il 4 maggio.
“Adesso abbiamo il tempo per realizzare un serio confronto con l’azienda che ha già comunicato di avere alcuni soggetti interessati a rilevare l’attività. Abbiamo un nuovo appuntamento messo in calendario per il 30 gennaio. Oggi abbiamo conseguito un risultato molto importante e la mobilitazione continua per ottenere il proseguimento dell’attività produttiva e la conservazione dei posti di lavoro”.

LE PAROLE DI FABIANI E CALOSI

Vertenza Amom, accordo per il ritiro del licenziamento collettivo. Fabiani: ‘tra punti condivisi anche processo reindustrializzazione’. Fiom: ‘La lotta paga’

Ritiro della procedura di licenziamento collettivo alla Amom di Badia al Pino (Arezzo). L’accordo è stato raggiunto nel pomeriggio al tavolo di crisi, riunito nella sede della presidenza della Regione Toscana a Firenze, alla presenza di azienda, Fiom Cgil e Uilm, e il sindaco di Civitella in Valdichiana Andrea Tavarnesi.
In concomitanza con la riunione gli operai hanno svolto un presidio di protesta, dopo che il 30 dicembre l’azienda, che fa capo alla multinazionale svizzera Oerlikon, aveva annunciato durante una videoconferenza la chiusura dello stabilimento aretino, con i conseguenti licenziamenti.
Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali del presidente della Regione Eugenio Giani spiega, in una nota,: “Con l’importante atto di oggi, il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, si mette il tavolo in condizioni di riaprire un confronto serrato e costruttivo per trovare una soluzione definitiva alla crisi che ha investito i 70 dipendenti dello stabilimento Amom di Badia al Pino. Fra i punti importanti che abbiamo condiviso, oltre al ritiro dei licenziamenti, un processo di reindustrializzazione. La Regione mette in campo un accordo di progetto per le politiche del lavoro e la formazione. Adesso dobbiamo vincere la sfida”.
Plauso del segretario Fiom Cgil della Toscana Daniele Calosi:
“al termine del tavolo regionale arriva un risultato importante, l’azienda ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo. Una scelta ottenuta grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e all’azione sindacale determinata della Fiom. Fin dall’inizio abbiamo denunciato con forza l’inaccettabilità della chiusura improvvisa e i gravi profili di antisindacalità, arrivando a depositare un ricorso. Questa è la dimostrazione che: il lavoro si difende, i diritti non si cancellano. La lotta paga”. (ANSA).

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