Giulia Bartoli è la nuova segretaria generale di Fillea Cgil Firenze

Giulia Bartoli è la nuova segretaria generale di Fillea Cgil Firenze. E’ stata eletta all’unanimità stamani dall’assemblea generale dell’organizzazione, riunita presso la Casa del Popolo di San Casciano val di Pesa, alla presenza di Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze), Alessia Gambassi (segretaria generale Fillea Cgil Toscana), Antonio Di Franco (segretario generale Fillea Cgil nazionale). Bartoli succede a Marco Carletti, che ha guidato la Fillea Cgil Firenze dal 2018 e che è stato ringraziato dall’assemblea per il lavoro svolto.

Bartoli dal 2004 ha ricoperto vari incarichi nelle strutture territoriali della Cgil e della Fillea, tra cui segretaria della Camera del Lavoro di Siena, segretaria generale della Fillea Cgil Toscana e, dal 2022, componente della segreteria di Fillea Cgil nazionale. Incarico, quest’ultimo, che conserva. “Tra Roma e Firenze, questo doppio incarico potrà solo essere un valore aggiunto per vincere la sfida, trasferire le esperienze maturate e maturande”, ha detto stamani, per poi parlare del territorio fiorentino, che “ha beneficiato e sta beneficiando di interventi infrastrutturali importanti con la programmazione pubblica e le risorse del Pnrr, nonostante i ritardi che pure pesano e molto.
Dovremo capire cosa succede dopo, quando la spinta di queste risorse sarà finita, quando acquisteranno ancora più importanza le scelte da fare e dovranno essere individuate le priorità e le ripercussioni per il settore edile e non solo, tutte questioni che dovremo affrontare inevitabilmente a partire da oggi”.
Bartoli ha infine proposto “l’idea di una città che accoglie e non allontana, che comprende i bisogni e li fa propri, un territorio inclusivo dove il diritto all’abitare diventa un diritto fondamentale, una cosa più complessa del semplice posto letto dignitoso – che comunque, per molti, continua ad essere un sogno – dove infrastrutturazione, progettazione integrata, e servizi di prossimità sono parte inscindibile di questo diritto. E questa è politica, politica sociale e industriale: mettere a disposizione alloggi partendo da non consumare nuovo suolo, ristrutturazioni, demolizioni mirate, riqualificazione degli immobili di risulta, recupero delle periferie e delle aree industriali dismesse, contrastare l’abbandono delle aree interne. Le parole d’ordine per raggiungere tutto questo sono qualità del costruito, materiali ecocompatibili, efficientamento energetico, limitare gli alloggi per i turisti nel centro e fuori dalle città. E infine il lavoro: servono salari adeguati e affitti sostenibili, tutela delle persone più vulnerabili, valorizzazione della multiculturalità contro i quartieri ghetto”.

Pulsante per tornare all'inizio