Accorpamenti scolastici nel pistoiese, l’allarme di Flc Cgil

Con gli sviluppi degli ultimi giorni, riparte la macchina degli accorpamenti scolastici nella nostra Regione (e non solo).
In breve, quattro Regioni (Emilia Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria) a fine 2025 avevano bloccato gli accorpamenti previsti nei loro territori e per questo motivo il Governo Meloni ha deciso adesso di commissariarle e di procedere con tali accorpamenti. Nella Regione Toscana il commissario sarà il nuovo Direttore Tagliaferri dell’USR Toscana, designato non meno di un mese fa proprio dal Ministero Valditara che aveva deciso di trasferire il precedente Dirigente Pellecchia in Umbria.

Questo commissariamento è un atto gravissimo che innanzitutto lede l’autonomia e il potere regionale (tanto cari al partito del Ministro Valditara) e che come conseguenza darà il via a diverse perdite di posti di lavoro.
Nella Provincia di Pistoia, sono tre gli accorpamenti predisposti: Liceo “Lorenzini” e Istituto Agrario “Anzilotti” di Pescia; ICS “Caponnetto” e ICS “Iozzelli” di Monsummano Terme; ICS “Berni” di Lamporecchio e ICS “Ferrucci” di Larciano.
Con questi accorpamenti si perderanno immediatamente 6 posti di lavoro tra Dirigenti Scolastici e DSGA, successivamente nel ri-calcolo dell’organico ATA per le nuove Istituzioni formatesi, si potrebbero perdere fino a due/tre collaboratori scolastici per accorpamento.
Inoltre, la perdita di posti di lavoro come collaboratore scolastico ha conseguenze ben più gravi; infatti chi lavora nella scuola statale, sa che tale organico è già sottodimensionato da anni (come da sempre denunciato dalla FLC CGIL), questo vuol dire che perdere dei collaboratori scolastici, significa chiudere dei plessi.
E con la chiusura di plessi e la perdita di classi, si perdono anche i posti di assistenti amministrativi e di docenti; è un effetto a cascata che può avere solo risvolti negativi per i lavoratori e per l’utenza.

Ma evidentemente tutto questo alla Maggioranza di Governo non interessa visto che si nascondono dietro la scusa che questi tagli sono richiesti dal PNRR Europeo; in realtà nel Piano si chiede di risolvere alcune criticità del sistema scolastico italiano, soluzioni che possono essere trovate in altro modo invece di effettuare dei tagli in un settore già in sofferenza da anni.

infine, la Regione Toscana, che insieme alla FLC CGIL si è sempre opposta agli accorpamenti, aveva intrapreso anche una via giudiziaria per sospendere tale procedura. Infatti il Ministero, nell’attuare il piano degli accorpamenti a livello nazionale, aveva preso come riferimento dei dati che erano una previsione del numero di alunni nella Regione Toscana; in realtà il numero di alunni nella nostra Regione è superiore di 8000 unità rispetto a tale stima.
Per tale motivo la Regione Toscana, ha presentato ricorso (così come la FLC CGIL) al Presidente della Repubblica e siamo sempre in attesa della sentenza.

Per tutte queste ragioni, la FLC CGIL continuerà a chiedere di fermare il piano di accorpamenti che il Governo intende attuare e non sono escluse altre iniziative di mobilitazione nei prossimi giorni, così come è successo in passato.

Giandomenico Lotito (Segretario FLC CGIL di Pistoia)

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