Saldi al via in Toscana, il punto di Federconsumatori

Quest’anno i saldi inizieranno, in Toscana, il 3 gennaio. Come ogni anno in questa occasione l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori – ha stimato il ricorso alle vendite promozionali da parte delle famiglie: la spesa media sarà di 171,90 euro a famiglia (-1,7% rispetto a gennaio 2025), ma appena un terzo delle famiglie approfitterà delle promozioni, avendo già usufruito degli sconti che si sono susseguiti in occasione del Black Friday e dei cosiddetti pre-saldi. Tra queste, esiste un forte divario: vi sono infatti famiglie che spenderanno cifre ben superiori a questa media (anche oltre 340 euro), altre che acquisteranno solo l’indispensabile e altre ancora rinunceranno del tutto agli acquisti.

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La situazione dei saldi in Toscana per l’inizio del 2026 riflette le dinamiche nazionali evidenziate dallo studio Federconsumatori, ma con alcune peculiarità legate alla natura turistica e commerciale delle città.
Se facciamo un focus sulla nostra Regione vediamo che le maggiori criticità sul capoluogo toscano le troviamo su Firenze, Pisa, Siena, Lucca, San Gimignano, Versilia. Infatti queste città hanno come caratteristiche principali una clientela mista (residenti + turismo nazionale e internazionale), una forte presenza di catene e franchising: di conseguenza i saldi sono meno aggressivi (30–40% iniziale). I prezzi di partenza sono elevati e il rischio maggiore è che i saldi siamo spesso più un’operazione di marketing che un vero ribasso strutturale.
Prato, Livorno, Arezzo, Pistoia, Grosseto riscontrano una clientela prevalentemente locale, con la presenza (chissà per quanto) di negozi indipendenti ancora molto presenti e sconti più realistici e progressivi (fino al 50–60%). Queste città alla fine rappresentano il miglior compromesso qualità/prezzo per il consumatore toscano.
Zone interne, Valdarno, Mugello, Val di Cecina, Amiata
Nei centri minori e borghi commerciali il comportamento è diverso. I saldi vengono usati per smaltire magazzino, c’è un rapporto diretto negoziante e cliente e a volte gli sconti sono più alti del centro urbano. I limiti sono certo da imputare a una scelta ridotta e a meno marchi.
Discorso a parte per Firenze che vive una dicotomia commerciale molto forte. Da un lato, il centro storico (area UNESCO) è dominato dalle grandi firme e dalle catene internazionali, che risentono meno della crisi dei consumi grazie al flusso turistico costante. Dall’altro, i quartieri residenziali (Rifredi, Novoli, Campo di Marte, Isolotto) vedono le famiglie fiorentine molto più prudenti, in linea con la spesa media prevista di 171,90 euro. L’effetto “Pre-Saldi”: a Firenze, la pratica dei “saldi privati” (messaggi WhatsApp o SMS ai clienti fidelizzati prima della data ufficiale) è estremamente diffusa, svuotando in parte l’attesa per il 3 gennaio. Per chi acquista a Firenze, la strategia vincente quest’anno sarà il “salto nei quartieri”. Mentre in centro le taglie medie grandi spariscono rapidamente a causa del turismo, nei negozi di quartiere (come in zona Gavinana o Statuto) è più facile trovare capi di qualità a prezzi effettivamente ribassati secondo le nuove norme sulla trasparenza.

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