La Cgil Lucca si unisce al cordoglio per la scomparsa di don Luigi Sonnenfeld, e porge le proprie sentite condoglianze ai suoi familiari e a tutti i suoi cari. Una persona che era molto più di un prete operaio, veste nella quale Don Luigi aveva anche collaborato con la Cgil per raccontare un’esperienza in cui aveva unito alla predicazione del messaggio evangelico la vicinanza concreta e umana alla sua comunità attraverso il lavoro manuale. Don Luigi è stato anche più di un pastore per i suoi fedeli, capace di ascoltarli, supportarli, guidarli ed essere vicino a loro, con una particolare attenzione ai più deboli. Don Luigi è infatti stato un uomo gentile, sensibile e retto, attento alla propria comunità e alla realtà del suo territorio e dei tempi correnti, che è stato in grado di interpretare il vero senso messaggio evangelico come laboriosa attività di riscatto degli ultimi, e che è sempre stato in prima linea nell’impegno per la pace, che lo aveva anche portato ad essere uno dei fondatori del Forum per la Pace della Versilia. Con lui, Viareggio e la Versilia perdono un punto di riferimento importantissimo, centrale ormai da decenni per la comunità Cristiana e non solo. Ma anche se lui mancherà a tutti quelli che lo hanno conosciuto e che hanno imparato ad apprezzarlo, siamo certi che le sue idee e i suoi insegnamenti resteranno ben vivi nelle persone che hanno avuto modo di entrarci in contatto, indelebile segno del passaggio di don Luigi sulla Terra e, soprattutto, nel cuore di chi lo aveva caro.
Addio Don Luigi, che la terra ti sia lieve.
LA NOTA CGIL TOSCANA
La CGIL Toscana esprime profondo cordoglio per la morte di Don Luigi Sonnenfeld, prete operaio della Lucchesia, figura di grande valore umano, sociale e spirituale, da sempre impegnata al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, degli ultimi e degli esclusi.
«Con Don Luigi scompare una persona che ha saputo incarnare in modo autentico il valore del lavoro, della solidarietà e della giustizia sociale – dichiara il segretario generale della CGIL Toscana, Rossano Rossi –. Un uomo che ha scelto di stare dalla parte degli ultimi non solo a parole, ma condividendone concretamente la vita e le fatiche quotidiane. Con lui abbiamo condiviso battaglie, riflessioni e percorsi comuni, nel segno della dignità del lavoro e dei diritti».
«Alla sua comunità, alle persone che gli hanno voluto bene e che hanno camminato con lui – conclude Rossi – va l’abbraccio e la vicinanza di tutta la CGIL Toscana. Il suo esempio continuerà a essere per noi una fonte di ispirazione».