Blitz anti sfruttamento nelle confezioni a Prato, l’appello di Cgil e Filctem

Ancora violazioni, ancora dormitori a Prato. Meneghetti (Filctem Cgil): “Sembra di essere tornati ai tempi Teresa Moda. Inaccettabile!”. Gioffredi (Cgil): “Politiche industriali e sociali per contrastare illegalità e sfruttamento”

«L’intervento del Gruppo prevenzione e contrasto allo sfruttamento dell’Asl Toscana Centro e della Procura di Prato ha fatto emergere l’ennesima confezione dove illegalità ed insicurezza sono gli elementi predominanti, ulteriore prova che il sistema di produzione illegale nel distretto pratese continua ad operare come sempre, senza risentire della crisi del settore moda e senza sosta alcuna». E’ il commento di Juri Meneghetti, segretario generale Filctem Cgil Prato Pistoia, dopo l’ultima operazione in un capannone a Iolo, che aggiunge: «Sono situazioni di illegalità da noi denunciate da anni»

«Dalla stampa apprendiamo – prosegue Meneghetti – della presenza nella confezione di un dormitorio, niente pare essere cambiato rispetto ai tempi della tragedia Teresa Moda. Stiamo tornado lì, alle stesse situazioni e condizioni? E’ inaccettabile!».

Continua il sindacalista: «I controlli sono fondamentali per il contrasto alla illegalità ed allo sfruttamento lavorativo, ma il contrasto sarebbe ancora più efficace se venissero puntualmente chiamati in causa anche i committenti».

Il sindacato, con Cgil e Filctem Cgil in prima fila, ha ottenuto lo stralcio dello “scudo penale” per i committenti, che era inserito nel disegno di legge sulle PMI.

«Un importante risultato – conclude Meneghetti –. I committenti devono poter essere chiamati alle loro responsabilità, devono rispondere della regolarità delle produzioni lungo la filiera a cui appaltano il lavoro, che non può passare da un’azienda all’altra come se niente fosse, senza verifica delle modalità con cui operano».

Meneghetti con il segretario generale della Cgil Prato Pistoia Daniele Gioffredi è stato ieri alla Camera dei Deputati, in audizione alla Commissione Lavoro, dove insieme hanno continuato a chiedere lo stralcio dello “scudo penale”, poi avvenuto. I due sindacalisti hanno anche ribadito l’orientamento della Cgil, così sintetizzato da Gioffredi: «Lo stralcio dello “scudo penale” è una vittoria della Cgil, delle categorie tessili che si sono mosse unitariamente. Ribadiamo la volontà, come sindacato, a confrontarsi con le associazioni datoriali del settore per condividere strategie e strumenti a salvaguardia del Made in Italy e delle tante aziende serie, contro ogni forma di illegalità e sfruttamento. Bene i controlli. Non servono commissari, serve un’azione decisa delle istituzioni e soprattutto servono politiche socio-industriali, che tutelino il lavoro, favoriscano l’innovazione, determinino un contesto di contrasto all’illegalità».

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