Cartario lucchese, il 17 dicembre sciopero per il rinnovo del Contratto nazionale

Nel distretto cartario lucchese, SLC CGIL, UILCOM UIL e UGL CHIMICI hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata di lavoro per protestare contro il mancato rinnovo del Contratto Nazionale di settore a quasi 1 anno dalla sua scadenza naturale.
Le trattative si sono interrotte il 17 settembre scorso, quando Assocarta e Assografici, le due organizzazioni rappresentanti i datori di lavoro, per conto delle loro associate, hanno fatto una proposta economica che le tre sigle sindacali hanno dichiarato “irricevibile”: a fronte di una richiesta che matematicamente vale 311 € calcolate al livello medio professionale della C1, che punta a recuperare il potere di acquisto degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, sia rispetto al triennio prossimo che al biennio 2022-23, quando c’è stata un’importante impennata dei prezzi che ha eroso il valore economico dei salari, la controparte ha risposto con un modestissimo importo di 190 €, al quale si aggiungono un po’ di soldi mesi qua e là su previdenza integrativa e assistenza sanitaria integrativa e una proposta di aumento della percentuale di maggiorazione paga per il lavoro notturno del 1%, che, a voler essere buoni, la si può prendere solo come provocatoria.
Il tema sanno quanto sia importante e sentito tra gli addetti. Tutti sanno quanto questo settore produttivo sia il più lontano dal definirsi in crisi. I fatturati registrati durante il periodo del COVID non si contano e di fronte al periodo successivo caratterizzato da un aumento dei costi legati all’energia, le aziende hanno avuto importanti sostegni. Ora tocca ai lavoratori non essere lasciati indietro ed essere ripagati, finalmente, con un adeguato aumento delle retribuzioni.
Peraltro, quello del salario non è l’unico problema sul tavolo delle trattative. A condizionare il giudizio negativo c’è anche una proposta non ancora terminata di esaminare per la revisione dell’intero sistema dell’inquadramento professionale: tutte le professionalità, in base a quanto visto finora, verrebbero ridisegnate con un aggravio dei carichi di lavoro e delle responsabilità, senza perciò prevedere un aumento della retribuzione; individuare le nuove professionalità e farle riconoscere agli aventi diritto sarebbe ancora più complicato di quanto non sia stato fino ad ora, aumentando il livello possibile di contenzioso a livello di stabilimento.
Infine, abbiamo presentato ai datori di lavoro un problema che sanno benissimo di avere: il settore, cosa sperimentata anche nel distretto lucchese che è il più grande di Europa, non è più attrattivo come un tempo, poiché lo scarto tra le retribuzioni di un lavoratore turnista e di un giornaliero non è più così significativo e i tempi talvolta lunghi di attesa per le progressioni professionali sono giudicati negativamente dai lavoratori interessati; in più, subentrano altre esigenze che dovrebbero portare a modulazioni dell’organizzazione dell’orario di lavoro che rendano più compatibili le esigenze aziendali con quelle individuali, per avere una migliore qualità della propria vita, o familiari, stante la necessità di assistenza ai membri del proprio nucleo, che, per un effetto di un benvenuto salto culturale stanno coinvolgendo anche gli uomini, che di buon grado chiedono permessi di paternità come di allattamento o prendono i permessi della Legge 104, per assistere propri parenti.
Ci è stato risposto che avevamo ragione, dopodiché hanno messo tutto tranquillamente da parte e hanno fatto le loro proposte irricevibili.
Dopo una prima fase di mobilitazione caratterizzata da blocco degli straordinari e delle flessibilità e un giro di assemblee in tutte le aziende, di fronte al permanere dello stallo nella prosecuzione del negoziato, si è deciso di passare allo sciopero, indetto a livello nazionale di 4 ore, con la possibilità di estensione a livello locale.
Cosa che, a Lucca, si è deciso di cogliere, per favorire il maggior coinvolgimento possibile in tutti gli stabilimenti, in particolare laddove ci sono le macchine continue delle cartiere, e lo si è indetto subito di 8 ore.

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