Comportamento antisindacale di Autostrade nella procedura per uno sciopero: la Cassazione dà ragione alla Filt Cgil. “Una pronuncia importante che sottolinea come, in caso di agitazione, ciascun lavoratore – al di fuori dei casi previsti dalla L.146/90 – possa decidere sul momento se aderire o meno, senza obblighi procedurali imposti dall’azienda”
Con un’ordinanza dell’11 novembre scorso, la Cassazione ha confermato le sentenze di primo e secondo grado emesse dai giudici di Firenze su un ricorso promosso dalla FILT-CGIL contro ASPI per comportamento antisindacale (violazione dell’art.28 dello Statuto dei Lavoratori). La Cassazione dà ragione definitivamente alla FILT Cgil, che aveva contestato le disposizioni di servizio di ASPI IV Tronco del 5 e 12 agosto 2016, relative a “Procedure da adottare in occasione di agitazioni sindacali del personale di esazione”.
“La pronuncia della Corte è importante non solo per il caso in questione, che attiene direttamente al comparto esazione, ma anche perché ribadisce le condizioni in cui si esercita un diritto fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori, il diritto di sciopero, oggi sotto attacco quotidianamente anche da parte delle forze di governo”, commenta Giovanni Innocenti di Filt Cgil Fi-Po-Pt.
In questo caso, il giudice ha ritenuto antisindacale e quindi lesiva del diritto di sciopero una procedura aziendale di ASPI IV Tronco che obbligava gli esattori ad adempimenti precedenti l’inizio dello sciopero (attività specifiche richieste allo scopo di limitare il più possibile le conseguenze dell’astensione lavorativa) addirittura a sciopero iniziato.
Aggiunge Innocenti: “È importante sottolineare, come ci ricorda la pronuncia della Cassazione, che in caso di sciopero – al di fuori dei casi previsti dalla L.146/90 – ciascun lavoratore possa decidere sul momento se aderire o meno all’agitazione sindacale, senza obblighi procedurali imposti dall’azienda e tantomeno può essere imposto un comportamento da tenere durante lo sciopero”.