Stamperia Fiorentina (Prato), Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: “Inaccettabili modifiche all’orario di lavoro”

Stamperia Fiorentina (Prato), Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: “Inaccettabili modifiche all’orario di lavoro al di fuori del contratto nazionale”

«L’atteggiamento dell’azienda è assolutamente inaccettabile. Soprattutto è inaccettabile la pretesa di svolgere un orario di lavoro al di fuori del contratto nazionale». E’ all’unisono la voce dei sindacalisti di Filctem Cgil (Juri Meneghetti), Femca Cisl (Christian Paci) e Uiltec Uil (Qamil Zejnati), e con i lavoratori della Stamperia Fiorentina, oggi in sciopero, che stamani si sono radunati per un presidio davanti all’azienda di via Gora del Pero.

Le trattative si sono rotte giovedì scorso di «fronte alle pretese – spiegano i tre sindacalisti – di uscire dall’orario previsto dal contratto nazionale, per adottarne uno che seguisse i ritmi delle aziende del pronto moda. Un orario assurdo, che pregiudicherebbe la dignità e la vita dei lavoratori».

Le ragioni del conflitto che è sorto sono presto dette: Stamperia Fiorentina, passata negli ultimi anni ad una proprietà cinese, ha chiesto alle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Fimca Cisl e Uiltec Uil di modificare, per esigenze produttive, l’orario di lavoro. «Non c’è stata – dicono davanti alla fabbrica Meneghetti, Paci e Zejnati – nessuna preclusione né da parte nostra, né da parte dei lavoratori. C’è stata disponibilità ad affrontare la questione, e a trovare un accordo. Naturalmente dentro il contratto nazionale, che tra l’altro prevede varie forme di orario, anche più flessibili, ma assolutamente regolate. Non certo una modalità di lavoro che violi o stracci qualsiasi norma pattuita».

«E’ una vertenza che trascende l’ambito puramente sindacale», dicono ancora Meneghetti, Paci e Zejnati, che continuano: «C’è il rispetto delle regole contrattuali, che già di per sé basta come causa della mobilitazione, che valgono come definizione delle relazioni tra imprese e lavoratori, e che sono a tutela di questi ultimi, e c’è la questione di un mercato del lavoro nel quale non può essere lasciata mano libera alle proprietà nel gestire salari e condizioni. Vale la pena ribadire che in ballo ci sono questioni che attengono alla tutela dei lavoratori, al rispetto delle regole, alla garanzia dei diritti».

La chiusura dei sindacalisti è in linea con le motivazioni dello sciopero odierno: «Stamperia Fiorentina è un’azienda dove, fin qui, non c’erano stati seri problemi. Qualche ritardo c’è stato di recente nel pagamento degli stipendi, ma poi le cose erano tornate nella normalità. Auspichiamo che la proprietà abbandoni il suo attuale atteggiamento. E che si possa riprendere la trattativa. Da parte nostra c’è tutta la volontà per concordare anche un nuovo orario del lavoro, beninteso nel perimetro del contratto nazionale. Se, al contrario, l’azienda proseguirà in un atteggiamento di chiusura, continueremo la mobilitazione. Ci sono cose che non è possibile accettare»

«Lo sfruttamento, come situazione normale nelle condizioni di lavoro, è inconcepibile. Naturalmente c’è tutto l’appoggio sacrosanto della Camera del Lavoro Prato Pistoia alla lotta dei lavoratori della Stamperia Fiorentina». Daniele Gioffredi, segretario generale della Cgil Prato Pistoia, era in prima fila stamani al presidio dei lavoratori all’azienda di via Gora del Pero.

«Non si può continuare – prosegue Gioffredi – con la competitività e la concorrenza basate, solo ed esclusivamente, sulla compressione delle condizioni materiali d’esistenza dei lavoratori, che si tratti di salari, di orari, delle condizioni di vita dentro le aziende. Tutto ciò è intollerabile. Basta con questo stato di cose, sulla pelle dei lavoratori, che sono i primi a pagarne le conseguenze. A lungo andare si distruggeranno le stesse basi produttive del distretto, e anche del Paese, se si continua anche con normative, come quelle che si stanno attuando, che antepongono uno “scudo fiscale” alle responsabilità delle imprese committenti rispetto alla loro filiera. Così si favorisce l’illegalità e lo sfruttamento».

«Questi temi – ha continuato Gioffredi – sono alla base dello sciopero nazionale che la Cgil ha indetto per il 12 dicembre. E’ uno sciopero contro una legge di Bilancio ingiusta, ma anche per aumentare salari e pensioni e per contrastare la precarietà. Non c’è sviluppo, se si va avanti con politiche che non assicurano dignità al lavoro e ai lavoratori».

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