Pulizie Geofor, il cambio d’appalto lascia le lavoratrici senza ore e mette a rischio l’igiene dei siti aziendali
Dal 1° ottobre il servizio di pulizie all’interno dei siti Geofor ha cambiato gestione: l’appalto è
passato dall’azienda CM Service alla nuova ditta aggiudicataria, Aurea Service.
Un passaggio che, però, invece di garantire continuità e qualità, ha generato una drastica riduzione
delle ore di lavoro per le nove addette storiche impegnate da anni nella pulizia degli uffici, e,
soprattutto degli spogliatoi aziendali.
Nei fatti alle lavoratrici non sono stati ridotti i monte ore settimanali, ma, avendo lavorato spesso in
orario supplementare con la precedente azienda oggi vedono nei fatti una riduzione importante
delle loro buste paga.
Dal canto suo la stazione appaltante, Geofor, ha un servizio ridotto con criticità igienico–sanitarie,
in particolare negli spogliatoi, nelle docce e nei servizi utilizzati ogni giorno da centinaia di operai
su più turni.
“Lavoriamo con professionalità e facciamo il massimo, ma con il tempo assegnato non è
materialmente possibile garantire la stessa qualità di prima” dicono la lavoratrici.
Geofor sostiene che la gara d’appalto non è stata aggiudicata cin il massimo ribasso e che, di
conseguenza, l’azienda subentrante è tenuta a garantire le condizioni contrattuali pattuite.
Aurea Service replica di aver conosciuto solo i contratti con le ore ordinarie delle lavoratrici, senza
essere informata degli straordinari che erano necessari per coprire l’intero servizio precedente.
Nel frattempo, a pagare le conseguenze di questa incertezza sono proprio le addette alle pulizie.
A peggiorare il clima, c’è la decisione di Geofor di far intervenire, in emergenza, un’ulteriore società
esterna per completare la pulizia degli ambienti che restano scoperti a causa della riduzione di ore.
Una scelta che molte dipendenti vivono come un’umiliazione professionale, dopo anni di lavoro
puntuale e riconosciuto.
Una situazione che deve essere affrontata al più presto, sostiene la Filcams Cgil di Pisa.
Le lavoratrici non chiedono privilegi, ma rispetto: rispetto per il loro lavoro, per la salute degli
operai che utilizzano gli ambienti , in un appalto pubblico che dovrebbe garantire continuità e
condizioni eque.
La Filcams Cgil unitamente alle lavoratrici hanno aperto lo stato di agitazione, non si possono
voltare le spalle non solo a queste nove lavoratrici, ma ai diritti e alla qualità di un servizio così
importante.
FILCAMS Cgil Pisa