Pistoia, rider investito durante una consegna: la rabbia di Nidil Cgil

“E’ l’ennesimo episodio di incidente sul lavoro che vede coinvolto un giovane rider nel nostro territorio. Sfruttati e mal pagati sono sempre sotto pressione per effetto dell’algoritmo che governa le loro prestazioni”: parole di Fabio Capponi del NIdiL CGIL Pistoia,

In attesa che le autorità facciano chiarezza sulle dinamiche dell’incidente occorso giovedì 11 luglio nella zona dello stadio di Pistoia in cui è stato coinvolto un rider che si apprestava con la sua bici elettrica a fare delle consegne, duole dover registrare l’ennesimo episodio che sul nostro territorio colpisce questa categoria di lavoratori.

La precarietà di questi lavoratori e di queste lavoratrici, senza un vero contratto di lavoro, spesso possessori di una partita IVA, si manifesta anche relativamente alla continuità occupazionale. Le piattaforme si limitano ad un messaggio whatsapp o ad una mail per decidere e comunicare unilateralmente le sorti lavorative. Lo stesso algoritmo poi che procede all’assegnazione delle chiamate in servizio, tiene conto della puntualità e velocità della consegne già fatte prima di assegnarne di nuove allo stesso rider. “Chi è più performante è più probabile che ottenga nuove consegne dall’algoritmo – dichiara Capponi -, e il tutto va sommato alle condizioni di scarsa sicurezza sul lavoro che innescano delle dinamiche allucinanti tra i rider che sottostanno a tale sistema e che fanno di tutto per ottenere il punteggio più alto possibile da parte dell’algoritmo”.

“Ci auguriamo che il giovane rider – continua Capponi – guarisca dal grave infortunio subito e si riprenda al più presto. Da parte nostra continua la battaglia a tutti i livelli per ottenere per questi lavoratori condizioni di lavoro migliori e più tutelate”.

I rider rappresentano la punta dell’iceberg di un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento, che scarica sui lavoratori ogni responsabilità e che alimenta una malsana competizione fra ultimi sottoposti a continue pressioni per massimizzare i guadagni, percorrendo in media 20 chilometri al giorno per paghe che si attestano tra i 50 e i 200 euro lordi a settimana. Lavoratori che, per il 90 per cento, hanno contratti che non garantiscono tutele fondamentali, che lavorano sette giorni su sette, fino a dieci ore al giorno. Secondo l’osservatorio permanente del NIdiL Nazionale, il 60 per cento degli infortuni occorsi ai rider non viene dichiarato e denunciato all’Inail.

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