Emergenza caldo, Fillea-Filca-Feneal Toscana scrivono alla Regione

Emergenza caldo: FENEAL UIL, FILCA CISL E FILLEA CGIL scrivono al Presidente della Regione

I sindacati: “Difficilmente si ferma il lavoro, si riorganizza l’orario e si richiede l’attivazione della cassa integrazione come previsto dalla norma. Serve l’ordinanza regionale per l’emergenza caldo come nel 2024″

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL Toscana hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Eugenio Giani per attenzionare il tema dei rischi da esposizione ad alte temperature per i lavoratori delle costruzioni. L’inizio della stagione calda, scrivono i sindacati, pone la necessità di un intervento per contrastare i rischi legati all’aumento delle temperature, in particolare stress termico e colpo di calore, che colpiscono soprattutto i lavoratori dell’edilizia e del comparto lapideo.

Pur riconoscendo l’impegno della Regione con le linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dagli effetti del calore e dalla radiazione solare, i sindacati sottolineano che “le specifiche ordinanze sul tema sono strumenti che devono intervenire nell’immediato e nell’emergenza”, per evitare interventi disomogenei tra i diversi Comuni.

Il rischio da alte temperature, ricordano, rientra tra i rischi fisici e deve essere valutato nel Documento di valutazione dei rischi (DVR) da parte del datore di lavoro, con conseguente adozione delle misure di protezione. Tuttavia, “tale obbligo non sempre viene rispettato: difficilmente si prevedono le tutele minime in cantiere come acqua fresca e luoghi d’ombra”, si legge nella lettera. “Difficilmente si tutelano i fragili o si forniscono le protezioni necessarie”, e soprattutto “difficilmente si ferma il lavoro, si riorganizza l’orario e si richiede l’attivazione della cassa integrazione come previsto dalla norma”.

Per questo, le organizzazioni sindacali chiedono che venga emessa quanto prima l’ordinanza regionale per l’emergenza caldo, come già accaduto nel 2024, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti.

“Le Segreterie Regionali restano a disposizione”, conclude la nota, per contribuire con responsabilità alla definizione di misure efficaci e immediate.

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